Il mio nome è Nessuno – L’Ulisse

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Foto di Tommaso Le Pera
Foto di Tommaso Le Pera

produzione Sicilia Teatro

con Sebastiano Lo Monaco

di Valerio Massimo Manfredi

adattamento e drammaturgia testo di Francesco Niccolini

e con:

Maria Rosaria Carli, pastore, Athena, Penelope a vent’anni, Elena, voce di Patroclo, Penelope a quarant’anni

Turi Moricca, Laerte, Achille, Telemaco

Carlo Calderone, Aiace, Menelao, Antinoo

e l’orchestra Sax in Progress dal Conservatorio Perosi di Campobasso

scene Antonio Panzuto

costumi Cristina Da Rold

disegno luci Nevio Cavina

musiche originali Dario Arcidiacono – Davide Summaria

regia Alessio Pizzech

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Alla Pergola, da martedì 3 a domenica 8 maggio, Sebastiano Lo Monaco, con tutta la sua maestria e passione, dialoga con i molti fantasmi dell’Odissea, nella versione di Valerio Massimo Manfredi, adattata per il teatro da Francesco Niccolini e diretta da Alessio Pizzech. Il mio nome è Nessuno – L’Ulisse “canta” delle donne e degli eroi che Ulisse ha incontrato nel suo lungo viaggio. È l’ultimo spettacolo in abbonamento della stagione ’15/’16.

Lo Monaco incarna un Ulisse imponente, protagonista assoluto sul palco, che narra in prima persona le sue avventure, dall’infanzia fino al ritorno a Itaca, in una narrazione che è quasi un flusso di coscienza. Tutti gli altri personaggi sono impersonati da Maria Rosaria Carli, Turi Moricca e Carlo Calderone. Una banda musicale, 12 sassofonisti e 2 percussionisti dell’orchestra Sax in Progress dal Conservatorio Perosi di Campobasso, accompagna questo racconto con il suo suono e il suo rumoreggiare, celebrando la festa popolare del teatro.

Il mio nome è Nessuno – L’Ulisse è una grande occasione per riflettere sul presente, su di un mito che sta alla radice della nostra civiltà e al tempo stesso è un importante spunto per possibili considerazioni intorno a ciò che sta accadendo sulle sponde del Mediterraneo.

Una produzione Sicilia Teatro.

Valerio Massimo Manfredi, scrittore, archeologo, topografo del mondo antico di fama internazionale, ha dedicato tre romanzi a Ulisse (tutti editi da Mondadori): Il mio nome è Nessuno – Il giuramento, Il mio nome è Nessuno – Il ritorno e Il mio nome è Nessuno – L’oracolo. L’Odissea è una materia così intensa, poetica, tragica e intrisa di sangue e dolore che trova nuova linfa, dubbi e vigore nella prosa di Manfredi, che il regista Alessio Pizzech e il drammaturgo Francesco Niccolini (che già hanno lavorato insieme a Sebastiano Lo Monaco nel fortunatissimo Dopo il silenzio) hanno trasformato in materia teatrale: approda alla Pergola, da martedì 3 a domenica 8 maggio, Il mio nome è Nessuno – L’Ulisse.

lo metto in scena l’Ulisse descritto da Valerio Massimo Manfredi”, spiega Lo Monaco, “che si presenta con una caratteristica ben precisa: rispetto a tutti gli eroi greci impostati in genere sulla muscolarità e sulla prestanza fisica, che esaltano il valore della vittoria e della guerra a tutti i costi, il nostro Ulisse è un uomo di pensiero, un essere umano moderno. Oggi Ulisse potrebbe essere un ambasciatore dell’ONU o un diplomatico, un individuo che guarda alla geografia politica del mondo attraverso degli accordi e non mettendo in moto dei conflitti”.

Ulisse, Odysseo, Nessuno: l’uomo, l’eroe, il mito dal “multiforme ingegno” ci parla in prima persona attraverso Sebastiano Lo Monaco, raccontandosi con tutta l’umanità e il coraggio che lo hanno reso, lungo ventisette secoli, più immortale di un dio. Dalla nascita nella piccola, rocciosa Itaca alla formazione di uomo e di guerriero al fianco del padre Laerte, dalla abbagliante e pericolosa bellezza di Elena all’amore per Penelope, e poi il solenne giuramento tra giovani principi leali e il divampare della tremenda discordia. Fino alla resa di Troia, al ritorno a Itaca, all’ultimo, misterioso, viaggio dell’eroe che ha attraversato i secoli.

Le immagini e i personaggi di questa storia si susseguono nelle sue parole come fantasmi, e i vari incontri che egli ha fatto prendono forma. Molte sono le donne che ne hanno turbato la vita: Elena per prima, quindi Penelope, e poi Circe, Calypso, Nausicaa, Athena. Così come molti sono gli uomini che mai potrà dimenticare, uomini valorosi e disperati, consapevoli del loro destino di morte: Menelao, Aiace e, su tutti, Achille con l’amato Patroclo. Tutti questi personaggi sono evocati in scena da Maria Rosaria Carli, Turi Moricca e Carlo Calderone. 12 sassofonisti e 2 percussionisti dell’orchestra Sax in Progress dal Conservatorio Perosi di Campobasso contrappuntano vittorie e sconfitte, apparizioni e ritorni di queste figure sul campo di battaglia davanti alle porte della città di Troia, e al tempo stesso sulla spiaggia di Itaca dopo l’ultimo naufragio che ha riportato Ulisse a casa, vent’anni dopo.

Ulisse racconta molto della guerra di Troia”, prosegue Sebastiano Lo Monaco, “ma allo stesso tempo interagisce con gli altri personaggi che si configurano come delle sue personali proiezioni, come delle memorie e dei ricordi della sua giovinezza. Una delle invenzioni della regia è la creazione fatta con un’orchestra in scena: sono 14 elementi, tra cui 12 sassofonisti e 2 percussionisti, che impersonano la voce del coro e interagiscono con gli attori”.

Pochi attori, dunque, e molti personaggi: il risultato è una lunga, intensa narrazione con una voce principe, quella di Ulisse, e intorno tutti quei demoni, divinità, mostri, nemici, eroi, vivi e morti, più tutti i ricordi, che ne hanno costellato il viaggio sterminato, descrivendone il destino immortale. Un super teatro di pupi e armature che scendono dall’alto di una graticcia teatrale posata sulla spiaggia e prendono forma con un carattere quasi da rappresentazione popolare, antica, ancestrale (le scene sono di Antonio Panzuto, i costumi di Cristina Da Rold, il disegno luci di Nevio Cavina, le musiche originali di Dario Arcidiacono – Davide Summaria).

La storia si fa epica con questo cimitero fantastico di feticci, oggetti, teste e corpi meccanici che sono ombre di anime sepolte nella memoria del protagonista: Lo Monaco narra la storia di Ulisse e gli altri attori, penetrando i corpi/armatura di tutti i fantasmi della sua vita, muovono la “macchina” teatrale attorno a lui.

Ulisse tenta di andare oltre le possibilità umane. Lui è un viaggiatore”, riflette Lo Monaco, “alla continua ricerca di mondi sconosciuti. Semplicemente si tratta di un uomo alla ricerca di se stesso. Ulisse non si ferma davanti ai limiti dati dalla natura fisica, ma anzi con il pensiero cerca di superare i confini della natura”.

Ne Il mio nome è Nessuno – L’Ulisse l’antico e il contemporaneo si sposano sul palcoscenico in una dimensione sospesa, che rivela la magia di una scena che si rende semplice, comunicativa e portatrice di una riflessione su quanto siamo capaci di negare di noi stessi.

Cadute tutte le ideologie, la parola”, conclude Sebastiano Lo Monaco, “è l’unica cosa che ci resta. Hanno voluto far cadere le ideologie perché così è più comodo governare: se la gente non ha ideali, si entra in un regime di democrazia apparente, ma tutto è in realtà stabilito dall’alto. Noi crediamo di scegliere, in realtà invece non decidiamo niente. In questo contesto l’unica possibilità che ci è rimasta per essere rivoluzionari è rappresentata proprio dal ragionamento e dalla parola”.

Ulisse è il primo uomo che vive le contraddizioni di un tempo storico e le assume su di sé: è il primo che accetta lo scontro tra anima e pensiero e affronta la complessità della propria umanità. Il teatro si fa così atto di speranza, di creazione, i morti sono eroi in quanto hanno un nome, un destino che Ulisse celebra con la sua rappresentazione. Il teatro dà nome alle cose, alle anime. La storia diventa materia di trasmissione e il mito diventa strumento di insegnamento e monito per il futuro.

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Intervista a Sebastiano Lo Monaco

di Angela Consagra da Pergolainsala

Che uomo è Ulisse?

lo metto in scena l’Ulisse descritto da Valerio Massimo Manfredi che si presenta con una caratteristica ben precisa: rispetto a tutti gli eroi greci impostati in genere sulla muscolarità e sulla prestanza fisica, che esaltano il valore della vittoria e della guerra a tutti i costi, il nostro Ulisse è un uomo di pensiero, un essere umano moderno. Nel testo dice che “bisognerebbe risolvere i conflitti con la ragione e con la parola”, quindi il logos e il pensiero vengono anteposti alla guerra. Oggi Ulisse potrebbe essere un ambasciatore dell’ONU o un diplomatico, un individuo che guarda alla geografia politica del mondo attraverso degli accordi e non mettendo in moto dei conflitti. Se la guerra poi è proprio inevitabile, secondo Ulisse, allora è meglio vincerla: Ulisse è sicuramente un uomo moderno, però conserva sempre il retaggio della sua epoca”.

Ulisse è comunque un personaggio che va oltre i suoi limiti?

Sì, Ulisse tenta di andare oltre le possibilità umane. Lui è un viaggiatore, alla continua ricerca di mondi sconosciuti. Semplicemente si tratta di un uomo alla ricerca di se stesso. Ulisse non si ferma davanti ai limiti dati dalla natura fisica, ma anzi con il pensiero cerca di superare i confini della natura”.

In questo spettacolo fondamentale diventa il senso del racconto?

Ulisse racconta molto della guerra di Troia ma allo stesso tempo interagisce con gli altri personaggi che si configurano come delle sue personali proiezioni, come delle memorie e dei ricordi della sua giovinezza. Ulisse entra in rapporto con i vari personaggi: Athena, Penelope, Achille, Telemaco; Menelao… Una delle invenzioni della regia è la creazione fatta con un’orchestra in scena: sono 14 elementi, tra cui 12 sassofonisti e 2 percussionisti, che impersonano la voce del coro e interagiscono con gli attori”.

Perché Ulisse, secondo Lei, rimane comunque un personaggio in grado di parlare ad ognuno di noi, al di là delle diverse epoche?

È un uomo che conosce l’arte della parola, del pensiero che si trasforma in dialogo. Anche la furbizia contraddistingue Ulisse e questo può anche essere visto come un elemento negativo: in Dante, per esempio, Ulisse sta all’Inferno… In questa versione di Manfredi invece la parola e la ragione costituiscono le armi principali di questo eroe della classicità”.

Quindi la parola assume ancora oggi un ruolo fondamentale?

Cadute tutte le ideologie, la parola è l’unica cosa che ci resta. Hanno voluto far cadere le ideologie perché così è più comodo governare: se la gente non ha ideali, si entra in un regime di democrazia apparente, ma tutto è in realtà stabilito dall’alto. Noi crediamo di scegliere, in realtà invece non decidiamo niente. In questo contesto l’unica possibilità che ci è rimasta per essere rivoluzionari è rappresentata proprio dal ragionamento e dalla parola. Il logos non è altro che un’invenzione dei greci… E aggiungo anche che perfino Cristo si manifesta in natura umana attraverso il logos: “In principio era il verbo” si recita nelle Sacre Scritture e Dio prende la natura umana attraverso la parola”.

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BIGLIETTI

Prezzi

INTERI

32,00 PLATEA ● € 24,00 PALCHI ● € 16,00 GALLERIA

Ridotti (escluso domenica)

OVER 60

28,00 PLATEA ● € 20,00 PALCO ● € 14,00 GALLERIA

UNDER 26

20,00 PLATEA ● € 16,00 PALCO ● € 12,00 GALLERIA

SOCI UNICOOP FIRENZE (martedì e mercoledì)

25,00 PLATEA ● € 18,00 PALCHI ● € 13,00 GALLERIA

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BIGLIETTERIA

Teatro della Pergola, via della Pergola 30, 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com.

Orario: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.30.

Online su https://www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/advertise/30ddecdd-9857-4491-aec0-d81018176e22-il-mio-nome-e-nessuno—lulisse e tramite la App del Teatro della Pergola.

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