Riccardo Goretti in “Annunziata detta Nancy”

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fotoDi e con Riccardo Goretti

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Dopo i tre giorni di replica al Teatro della Contraddizione in compagnia di Massimiliano Loizzi con “MEN ON D MUN”, Riccardo Goretti torna in via della Braida con lo spettacolo “ANNUNZIATA DETTA NANCY” in scena dal 7 al 10 Aprile.

Come si può accettare che la persona che vi sta parlando sia anche la sua stessa nonna, e poi suo padre e poi sua madre? Forse la risposta si può trovare seguendo il filo dei ricordi, provando a capire che tutti noi non siamo, né siamo mai stati, né saremo mai, solo il nostro corpo.

Un monologo semplice e diretto, per raccontare i molti corpi della persona che vi sta davanti. Per raccontare, marginalmente, gli ultimi ottant’anni di storia italiana. Per dire che non c’è alcun paradosso, che non siamo soli e che si può anche stare bene. Ma mai da soli.

La solitudine non è difficile da sopportare, è impossibile da ottenere. Io sono mia nonna. E mio padre. E mia madre.

E tu chi sei?”

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Quando: 7, 8, 9, 10 Aprile 2016

Orario di inizio: 20.45

Dove: Teatro della Contraddizione, Via della Braida 6 (MI) – Porta Romana M3

Biglietto: Intero €15, Ridotto €12

Info e prenotazioni: 025462155 – info@teatrodellacontraddizione.it

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Nota dell’autore

Questo spettacolo, inutile nasconderlo, nasce dalla mia esperienza di indagatore umano fatta con la compagnia de Gli Omini. Per anni ho girato l’Italia in lungo e in largo intervistando perfetti sconosciuti, cercando di capirne a fondo caratteristiche, sfaccettature, dubbi, sogni e paure. La buonuscita da questa avventura è stata la voglia di rivolgere la lente d’ingrandimento su di me. L’ho fatto. E’ risultato che non sono interessante. Allora ho parlato con la mia famiglia, una cosa che avrei dovuto fare da tempo.

Ne è uscito un percorso lineare di corpi, parole e musica che va dal 1923, anno di nascita di mia nonna, l’unica nonna ancora viva che ho, al 1979, anno di nascita del poco interessante autore. Con snodi nel 1951, anno di nascita di Angiolo, mio padre (o, per meglio dire, “i mi’ babbo”), e nel 1969, anno di incontro dei miei genitori. Per conservare la linearità cronologica del secolo breve, che poi tanto breve non fu, ho voluto seguire questo schema.

Il resto è storia facile: per giorni ho intervistato la mia famiglia, riascoltato, sbo- binato, sistemato… cambiato il meno possibile delle “frasi originali”. Quasi nulla.

Il testo è una traslitterazione più o meno fedele all’effetto sonoro del dialetto stiano (Stia, AR) per mia nonna e mio padre (anche se quest’ultimo si è sforzato di essere il più “ripulito” possibile… sarà forsanche che è maestro elementare e vuol dare il buon esempio…), e di quello bibbienese (Bibbiena, AR) per mia madre. Per fortuna, non sono veri e propri dialetti: hanno una calata specifica, quella sì, e molte storpiature dell’italiano corretto.

L’idea di offrirmi come pagina bianca di un diario di vita scritto da loro mi è venuta naturalmente. E di questo sono già contento così.

Lo spettacolo è ovviamente dedicato a Annunziata Celli, Angiolo Goretti e Mariarosa Galastri. Più un’altra persona che me la tengo per me.

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Riccardo Goretti

Riccardo Goretti, classe 1979, è attore, drammaturgo e scrittore.

Dopo una lunga formazione nel teatro per ragazzi, si affaccia al teatro di ricerca con la compagnia Gli Omini, che fonda insieme a Luca Zacchini e Francesco Rotelli, e nella quale milita fino al 2012. Dopodichè si dedica a progetti solisti e a collaborazioni con importanti realtà del teatro contemporaneo (Stefano Cenci, Cristian Ceresoli, TPO…) e di quello più smaccatamente comico (Andrea Kaemmerle, Alessandro Schwed, Massimiliano Loizzi…).

Ha lavorato con i registi premio Ubu Massimiliano Civica e Lucia Calamaro.

Ha pubblicato i libri di racconti Manuale pratico per non impazzire e That’s all, folks! e recitato come coprotagonista nel pluripremiato film Sogni di Gloria (Cecchi Gori – John Snellinberg).

www.riccardogoretti.com

 

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