Saint-Saëns fra canto e violoncello

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Foto di Rocco Grandese
Foto di Rocco Grandese

Sabato 24 settembre, Scuola Grande S. Giovanni Evangelista

Amori di altri tempi e altri luoghi

Baritono – Tassis Christoyannis

Pianoforte – Jeff Cohen

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Domenica 25 settembre, Palazzetto Bru Zane

Violoncello romantico

Violoncello – Henri Demarquette

Pianoforte – Suzana Bartal

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Erasmo da Rotterdam scriveva che “Il miglior modo di onorare i santi è di imitarli”. Mi permetto di aggiungere, “per uno in particolare, il miglior modo di onorarlo è ascoltarlo”.

Mi scusino i lettori per il gioco di parole, sicuramente il santo in questione, Camille “Saint”-Saëns, meriterebbe introduzione più rispettosa.

Come rispetto (e maggior passione) meriterebbe il repertorio del compositore francese, troppo spesso relegato a poche, anche se meravigliose, pagine.

Proposito del festival d’autunno del Palazzetto Bru Zane-Centre de musique romantique française è di riportare alla luce quei brani cameristici e orchestrali, rimasti inascoltati o ineseguiti, da troppo tempo, nel rispetto e nella tradizione, come ci ha abituato l’equipe di Alexandre Dratwicki.

Il concerto d’apertura, tenutosi nella Scuola Grande S.Giovanni Evangelista (da un santo ad un altro), meglio non avrebbe potuto aprire questa rassegna, non solo per l’alta partecipazione del pubblico (sala esaurita), ma anche per l’interpretazione musicale del duo sul palco.

Il baritono Tassis Christoyannis ed il pianista Jeff Cohen, simbiotici e intrattenitori, hanno proposto una valida scelta fra le mélodies, portandoci fra amore e vita, rimpianti e morte.

Coinvolti dalle storie di amori tormentati e amori felici del ciclo “La Cendre Rouge” (eseguito nella sua interezza), su poesie di Georges Docquais, gli spettatori, solitamente ligi al rispetto dell’applauso a fine ciclo, non hanno saputo trattenersi, omaggiando gli esecutori alla fine dell’ottavo numero, Mai, in un coinvolgente momento di catarsi.

Il pubblico, poi, più volte nel corso della serata, avido di comprendere i testi, interpretati da Christoyannis, si è trovato a girare, all’unisono, le pagine del libretto di sala, aggiungendo, così una particolarità timbrica al fraseggio morbido e nitido del pianista.

Fra i successivi brani meritano elogio le interpretazioni delle “Mélodies persanes” (anche esse, come gli altri cicli eseguiti, nel cd di prossima uscita del Palazzetto) e “Le Pas d’armes du Roi Jean”, dal coinvolgimento più teatral-operistico che cameristico.

Chiusura con la “Danse Macabre”, composizione gemella dell’equivalente orchestrale, in cui l’ironia per l’inesorabile morte che tutti eguaglia, ha mostrato più degli altri brani sia le capacità virtuosistiche ma contemporaneamente di accompagnamento di Cohen, sia l’abilità dialettica, quasi più da rapper per l’incredibile velocità del testo cantato, del baritono greco.

La non indifferente difficoltà di un repertorio così ampio e così interpretato, ha lasciato spazio ad un solo bis “Si vous n’avez rien à me dire” a ringraziamento per i numerosi applausi ricevuti dalla sala.

Uguale affiatamento nel secondo concerto, il giorno successivo, questa volta nella sala del Palazzetto, dove a cambiare è lo strumento protagonista, il violoncello, sempre accompagnato dal pianoforte

Saint-Saëns, famoso la composizione per violoncello ed orchestra, non si limitò ad essa, ma esplorò in più modi il repertorio di questo strumento.

Se la Suite op.16, risulta più un omaggio alle diverse scuole a lui precedenti (Preludio di stampo bachiano, Scherzo barocco, quasi da viola da gamba), molto interessanti i pizzicati come intento timbrico, diverso discorso per la Sonata op.32, decisamente più romantica, ondivaga fra stati di pace e di tempesta.

Il duo Henri Demarquette e Suzana Bartal, alla prima apparizione ai festival del Palazzetto si è dimostrato splendidamente accoppiato, per intenti e interpretazione.

Le idee musicali espresse dal violoncellista sono apparse estremamente chiare e ben inserite nel contesto complessivo, così come l’accompagnamento pianistico, mai sopra di volume, è stato puntuale e preciso.

Ad inframezzare le due opere, un brano di solo pianistico, eseguito a memoria, “Souvenir d’Ismailia, op.100”, dal carattere virtuosistico e brillante.

Bis, per i numerosi applausi, esecuzione della “Romance, op.36”.

Prossimi appuntamenti Giovedì 29 settembre, con il Quartetto di Cremona e Andrea Lucchesini al pianoforte e Venerdì 7 ottobre, con un programma per due pianoforti. Entrambi gli appuntamenti alle ore 20, al Palazzetto Bru Zane.

Qui potrete vedere il video teaser del festival: https://www.youtube.com/watch?v=mF-0CJdUqlU

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