L’età dell’horror

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fotoIl progetto del PimOff per il 2016/2017 non è una stagione teatrale.

Si tratta piuttosto di una factory, un progetto collettivo nato dalla richiesta degli artisti di un luogo protetto in cui poter creare, provare, sbagliare e ricominciare.

Un spazio inaspettato e unico come quello di via Selvanesco 75 ben si presta a dinamiche che vanno oltre le semplici repliche di uno spettacolo serale.

Ecco allora che per il 2016/2017 il PimOff ha pensato di aprirsi all’ospitalità di artisti che, rispondendo al bando “Citofonare PimOff” la scorsa primavera, hanno ottenuto un periodo di residenza per creare e confrontarsi con operatori e pubblico, non solo nelle prove aperte, ma anche con officine coreografiche, formazione, incontri e altre occasioni di presentazione che stanno pian piano prendendo forma anche fuori dalle sale del PimOff.

Tra le decine di progetti pervenuti, sono stati scelti gli 11 che sono sembrati nuovi, coraggiosi, rischiosi anche: affrontano senza timore argomenti come la religione, la paura, il terremoto.

Temi che non lasceranno indifferenti e che, anzi, ci auguriamo, coinvolgeranno il pubblico in modo forte.

La factory del PimOff apre i battenti il 15 ottobre alle 20.30 per il gradito ritorno del coreografo Riccardo Buscarini con il nuovo L’età dell’horror.

Dopo 10 giorni di residenza, Riccardo presenta uno studio del progetto, inserito nella cornice di una serata-evento: le note di Bach scelte per la performance fanno da colonna sonora a tutta la serata, accompagnando il pubblico durante l’aperitivo, momento immancabile al PimOff, e l’incontro con Riccardo.

La performance è un discorso sulla paura.

Due uomini si muovono su un palcoscenico spoglio. Sono costantemente attaccati l’uno all’altro.
Il ritmo implacabile dei contrappunti di Bach li spinge a tentare di fuggire l’uno dall’altro, come in un conto alla rovescia. Lotteranno, a volte si sentiranno esausti. Ma impareranno a vivere insieme. In definitiva trovando rifugio nel corpo dell’altro.
Un duetto maschile viscerale, molto fisico e intimo in quanto ideato e creato specificamente per una coppia omosessuale, (i partner Andrew Gardiner e Mathieu Geffré nella versione definitiva, quest’ultimo sostituito al PimOff dallo stesso Riccardo Buscarini) che trova ispirazione in
The Waste Land (La Terra desolata) di T.S.Eliot per le atmosfere spaziali e in Die Kunst der Fuge (L’Arte della Fuga) di Johann Sebastian Bach per il ritmo e il senso del tempo.

La chiave di lettura del progetto è nel gioco di parole del titolo: L’età dell’horror suona simile a “L’età dell’oro”, periodo mitologico di armonia primordiale e prosperità.

In una realtà che oggi ci espone a molte paure diverse e a volte prima inesistenti, L’Età dell’oro rappresenta ancora di più un perduto, glorioso passato e un ideale irraggiungibile.

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Riccardo Buscarini spiega così il lavoro:

Credo che viviamo in tempi incerti. Al telegiornale, dalla finestra di casa o per le strade la paura domina le nostre relazioni e le azioni quotidiane. Il timore dell’ignoto o
semplicemente di ciò che è diverso da noi stessi si sta facendo strada di generazione in generazione e la paura è usata come arma per separare e controllare la gente e farle credere che ciò che è diverso sia sbagliato.

Questo non porta ad altro che all’isolamento e all’alienazione: la paura ci invita a fuggire da ciò che la provoca, ci fa correre via, ci fa isolare.

Dove possiamo trovare una soluzione alla solitudine causata dalla paura, se non nello stare insieme e andare avanti insieme? Perché il mondo dovrebbe vedere due uomini che stringono una pistola piuttosto che la mano dell’altro?

Trovo questa domanda molto rilevante nell’attuale panorama sociale e politico, penso al terrorismo, all’omofobia, al razzismo, alla predominanza maschile.

L’età dell’horror è una dichiarazione: l’unione e il legame possono sconfiggere la paura.
L’età dell’horror è prodotto da TIR Danza e supportato da diverse realtà attraverso periodi di residenza.

Durante la prima residenza presso CSC – Centro per Scena Contemporanea di Bassano del Grappa (Aprile 2016) ho lavorato con un gruppo di persone tra i 26 e i 66 anni.

Durante la seconda residenza presso il Centro Danza del Mediterraneo di San Vincenti in Croazia ho iniziato a concentrarmi sulla ricerca di movimento collaborando con il giovane ballerino italiano Valerio Verzin.

Durante il lavoro a The Place ho iniziato a lavorare con i danzatori Andrew Gardiner e Mathieu Geffré e il pezzo è incentrato sul loro rapporto di coppia.

L’età dell’horror vive del sostegno del pubblico della danza tramite il crowd funding. Tutti possono supportare il progetto tramite la campagna su www.indiegogo.com/projects/the-age-of-horror-a-dance-piece-about-fear-lgbt

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BIOGRAFIE

Andrew James Gardiner si è formato e ricevuto BA (Hons) in Teatro e Danza. Si è
laureato presso la University of Central Lancashire nel 2006 in Teatro Contemporaneo
e presso la Scuola scozzese di Danza Contemporanea con lode, completando la formazione presso la Northern School of Contemporary Dance dove ha vinto il Premio Onorario con lode. Andrew ha lavorato in Regno Unito con coreografi e compagnie come Luca Silvestrini, Ben Wright, Christine Devaney, James Wilton, Thomas Piccolo, All or Nothing Aerial Dance, Zoielogic Dance Theatre, Shaper Caper.

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Mathieu Geffré si è formato al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica e Danza di Paris e ha iniziato nel 2006 a lavorare come freelance in Francia con diversi coreografi come Dominique Guilhaudin, Emilio Calcagno e Frédéric Lescure. Nel gennaio 2009 si trasferisce in Olanda per unirsi al Dansgroep Amsterdam sotto la direzione artistica di Itzik Galili e Krizstina De Chatel. Oltre a lavorare a stretto contatto con questi due coreografi ha anche preso parte a creazioni con coreografi ospiti: Mark Baldwin, Liat Waysbort, White Horse Collective. Nel luglio 2011 ha iniziato a ballare per Noord Nederlandse Dans con Stephen Shropshire e ad agosto 2012 è entrato a far parte della National Dance Company Wales. Durante i quattro anni con la compagnia ha danzato in lavori di Eleesha Drennan, Angelin Preljocaj, Christopher Bruce, Alexander Ekman, Johan Inger e Caroline Finn tra gli altri. Ora vive e lavora a Londra.

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Riccardo Buscarini lavora sulla continua evoluzione suo approccio creativo alla coreografia per esplorare le possibili interazioni con altre forme d’arte.

I suoi lavori sino ad oggi includono infatti sia performance per la scena che per spazi urbani e gallerie d’arte.

Inizia la sua formazione presso l’Accademia Domenichino da Piacenza / IT e alla London Contemporary Dance School – The Place dove si diploma nel 2009. Nel 2010 riceve una borsa di studio da danceWEB per partecipare Impulstanz, Vienna ed è uno dei finalisti del Premio The Place Prize.

Nel 2011 vince il Premio Prospettiva Danza a Padova, mentre nel 2012 il Fondo Fare Anticorpi in Emilia Romaga.

Con Athletes vince il The Place Prize nel 2013 e crea la band danza / rock The Plusies. Nello stesso anno, è stato scelto anche per partecipare ai progetti di ricerca internazionali ArtsCross Londra e Performing Gender. Nel 2015 Riccardo ha partecipato alla residenza MAM-Maroc Artist Meeting a Marrakech e ha creato un breve lavoro per gli allievi della Scuola del Balletto di Toscana.

La sua ultima creazione indipendente No Lander è ora in tour. Quest’anno ha presentato
In Parting Glass, una mostra in collaborazione con Richard Taylor alla Summerhall di Edimburgo e ha collaborato con Flow Architecture per la realizzazione di Intertwined, all’interno del London Festival of Architecture. Insegna Coreografia e Performance alla Birkbeck University di Londra e tiene masterclass a livello internazionale.

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INFORMAZIONI

PimOff via Selvanesco 75 Milano

Ingresso: posto unico 8 euro

Prenotazioni: 0254102612; info@pimoff.it, www.pimoff.it

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PROSSIMI APPUNTAMENTI CON LA DANZA AL PIMOFF:

7 novembre ore 20.30

C&C Company e Residenza IDRA | 3TRACKS4


Format di spettacolo per 3 solitudini in un universo comune

Marion Alzieu Ceci n’est pas une femme blanche – Francia

Ayala Frenkel Gazelle – Israele

Chiara Taviani PeurBleue – Italia

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6 dicembre ore 20.30 (Residenza dal 29 novembre al 6 dicembre)

Danila Gambettola | DJ SET | YOUR BODY VIBES

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18 gennaio re 20.30 (Residenza dal 9 al 18 gennaio)

Sara Pischedda e Luca Castellano | WELCOME TO ITALY

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23 marzo ore 20.30 (Residenza dal 14 al 23 marzo)

Eyal Bromberg | HUMAN POSSIBILITIES

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