Jader Bignamini in concerto

Il 5, 6 e 8 gennaio all'Auditorium di Milano

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Foto di Marco Biancardi

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Jader Bignamini

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Dopo la tradizionale Nona di Beethoven, che ha ufficialmente aperto la Stagione 2017, laVerdi torna agli amatissimi autori russi, sotto la guida di Jader Bignamini, fresco “reduce” dal felice debutto al Teatro Lirico di Verona con la pucciniana Turandot.

Triplice appuntamento giovedì 5 (ore 20.30), venerdì 6 (ore 20.00) e domenica 8 gennaio (ore 16.00), all’Auditorium di Milano, con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi impegnata nell’esecuzione de La Tempesta, fantasia sinfonica di Čajkovskij, cui si abbina la Quarta sinfonia del compositore tardoromantico: quella che lo consacrò ufficialmente tra i grandi. A completare una locandina totalmente animata dal sinfonismo russo e legata dal fil rouge del destino dell’uomo e del fato, ascolteremo L’Isola dei Morti, poema sinfonico di Rachmaninov, ispirato all’omonimo dipinto del pittore Arnold Böcklin, che il compositore visionò a Parigi nel 1907.

Lasciamo la parola a Jader Bignamini, che ci introduce all’ascolto:

La Tempesta e L’Isola dei Morti hanno in comune la descrizione dell’andamento dell’acqua, elemento saldamente presente in entrambe le composizioni. Nel brano di Ĉaikovskij c’è il mare che apre e chiude l’opera, oltre naturalmente alla tempesta – evento naturale scatenante anche nei confronti dell’umano destino – in un andamento descrittivo e regolare. In Rachmaninov, Caronte procede su un’acqua tutta diversa, quasi immobile, con l’inserimento di un tempo dispari (5/8) che accompagna l’andamento irregolare della barca del traghettatore che porta le anime dei morti da una sponda all’altra dell’Acheronte. Nell’Isola dei Morti ci sono in verità due temi nascosti e contrastanti: il dies irae da una parte e, dall’altra, in aperta contrapposizione, il ricordo della vita o, meglio, della gioia di vivere. Due modi di scrittura totalmente diversi, con la modernità di Rachmaninov che riesce sempre a stupire.

Discorso a parte per la Quarta sinfonia: Ĉaikovskij cambia il proprio linguaggio compositivo per diventare il Ĉaikovskij che conosciamo, pieno di invenzioni originali, come il terzo movimento tutto pizzicato degli archi, che meravigliò il pubblico dell’epoca e che necessita di un particolare virtuosismo dell’orchestra esecutrice. La Quarta ha in comune con gli altri due brani in programma il tema del fato, con la fanfara che apre la sinfonia”.

Giovedì 5, sempre in Auditorium (ore 18.00, Foyer della balconata, ingresso libero), si svolgerà – in collaborazione con Associazione Italia Russia – la tradizionale conferenza di introduzione al programma, dal titolo: “Ĉajkovskij e il Fato. La travolgente avventura della Quarta sinfonia”, condotta da Fausto Malcovati. Cajkovskij nei primi anni è più volte tentato da Shakespeare: Romeo e Giulietta e La tempesta sono due composizioni ispirate dal drammaturgo inglese. Il primo grande trionfo come compositore arriva con la QuartaIV sinfonia, dominata dal tema del destino: è la composizione che apre la sua relazione con la baronessa von Meck. Non a caso nelle loro lettere viene definita “la nostra sinfonia”.

(Biglietti: euro 36,00/16,00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 14.30/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org).

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Programma 

La Tempesta, fantasia sinfonica di Čajkovskij, che apre la locandina, completa il trittico shakespeariano con le ouverture da Romeo e Giulietta e Amleto, raccogliendo tutta l’atmosfera magica della storia di Prospero. L’Isola dei Morti di Rachmaninov è invece un poema sinfonico ispirato all’omonimo quadro di Arnold Böcklin: il ritmo irregolare di 5/8 con un primo battito più pronunciato è il nudo impianto tematico che rappresenta l’incerto beccheggiare della barca del traghettatore di anime, sotto i colpi risoluti dei remi che perturbano l’acqua, creando vortici e rollii che il compositore rappresenta con straordinaria immaginazione musicale. La Sinfonia n. 4 di Čajkovskij è anch’essa una composizione musicale a programma, che l’autore dedica alla contessa von Meck, sua mecenate, addizionando una descrizione per ogni movimento. È un flusso sentimentale traboccante e imprevedibile, che all’ascolto si presenta come un fiume in piena ricco di spunti che vanno da Beethoven ai temi popolari russi.

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Biografie

Jader Bignamini, direttore. Scelto nel 1998 da Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, inizia il suo percorso all’interno dell’Istituzione che lo vedrà passare dalle file dell’orchestra al podio, fino ad essere nominato nel 2010 Direttore Assistente e dal 2012 Direttore Associato. Nato a Crema, dopo gli studi al Conservatorio di Piacenza inizia giovanissimo a collaborare, anche come solista, con diverse orchestre e avvia contemporaneamente l’attività di direttore con gruppi da camera, orchestre sinfoniche e di enti lirici. Nell’autunno 2012 partecipa per il secondo anno consecutivo al Festival MiTo con la Messe Solennelle di Berlioz. Prosegue inoltre la sua intensa collaborazione con laVerdi dove dirige, oltre a quello inaugurale, svariati concerti con programmi lirici e sinfonici (Brahms, Cajkovskij, Glinka, Musorgskij, Prokofiev, Ravel, Respighi, Rimsky-Korsakov, Paganini, Piazzolla, Stravinskij, Vivaldi), sia a Milano che nella tournée in Russia (Cajkovskij Hall a Mosca e Glinka Philarmonic Hall a San Pietroburgo), collaborando con solisti quali Karen Gomyo, Francesca Dego, Natasha Korsakova, Kolya Blacher e Lylia Zilberstein. Seguono i debutti sinfonici in Giappone alla Biwako Hall di Otsu, in Brasile al Teatro Municipal di Sao Paulo, a Palermo con l’Orchestra Sinfonica Siciliana e a Firenze col Maggio Musicale. Inaugura poi il XXXIX Festival della Valle d’Itria con Crispino e la Comare, la XX Stagione Sinfonica de laVerdi con un programma verdiano e il Festival Verdi 2013 a Parma con Simon Boccanegra, a seguito del quale gli viene offerto dal Teatro Regio un invito triennale per il Festival.

Tra gli impegni recenti, oltre ai numerosi appuntamenti sinfonici con laVerdi, tra i quali il verdiano Requiem, ricordiamo i Carmina Burana con la Filarmonica del Comunale di Bologna, La bohème al Municipal di Sao Paulo e al Teatro la Fenice di Venezia, L’elisir d’amore ad Ancona, Tosca al Comunale di Bologna, La forza del destino al Festival Verdi di Parma e La bohème al Filarmonico di Verona.

Il 2015 lo ha visto protagonista di felici debutti come Cavalleria rusticana e L’amor brujo al Teatro Filarmonico di Verona, Aida al Teatro dell’Opera di Roma, Madama Butterfly al Teatro la Fenice di Venezia oltre al debutto americano con Rigoletto al Festival di Santa Fe in New Mexico, dove tornerà nel 2018 per una nuova produzione di Madama Butterfly.

Reduce del successo americano ha quindi diretto un concerto al Teatro alla Scala di Milano con laVerdi per poi inaugurare anche la stagione autunnale all’ Auditorium di Milano con una serie di concerti sinfonici, la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e un gala lirico sinfonico al Musikverein di Graz con il soprano Anna Netrebko.

Il 2016 l’ha già visto protagonista a Francoforte per Oberto, conte di San Bonifacio, in tournée in Korea e Giappone per una serie di concerti con Anna Netrebko, a Tokyo con per una produzione di Andrea Chenier e al Teatro dell’Opera di Roma con un nuovo allestimento di Traviata con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino.

I debutti del 2016: all’Arena di Verona per la produzione di Traviata nel cartellone estivo, al Rossini Opera Festival con Ciro in Babilonia per la regia di Davide Livermore, a Palermo con Madama Butterfly e al Bolshoi a Mosca con Manon Lescaut di Puccini con Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, ancora a Verona (Dicembre, Teatro Lirico) con Turandot, oltre a Colonia e Amburgo per concerti.

Nel 2017 debutterà ne Il trovatore al Teatro dell’Opera di Roma e Francoforte e, sempre nel 2017, è atteso al Metropolitan di New York.

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