Teatro Nazionale, la “Coppélia” contemporanea di Giorgio Mancini

Ancora tre repliche per l’allestimento del Teatro San Carlo di Napoli in scena a Roma

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Foto di Francesco Squeglia

Dopo il debutto sold out di domenica pomeriggio, ancora tre repliche per Coppélia su musica di Léo Delibes e coreografia di Giorgio Mancini in scena al Teatro Nazionale di Roma, martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 marzo  per le matinée alle ore 11.00 destinate alle scuole.

Oggi, a distanza di otto anni, penso di aver realizzato un balletto autobiografico, una sorta di balletto nel balletto che mette in luce la mia personalità poliedrica. Coppélia è stato il primo titolo che ho danzato da bambino e quello importante che mi ha avvicinato alla danza in maniera decisiva. La mia versione è una lettura per adulti e bambini” aveva spiegato il coreografo italiano Mancini che dopo aver ricoperto il ruolo di direttore del Maggio Musicale Fiorentino fino al 2007, ha cominciato a dedicarsi all’attività di freelance.

La Coppélia in scena al Nazionale è un allestimento creato per il Teatro San Carlo di Napoli creato nel 2009 fra sdoppiamenti di ruoli, personalità ed emozioni contrastanti: Mancini ha voluto ambientare la vicenda, tratta da un racconto di Hoffmann, fra gli anni sessanta e settanta interpretato dai primi ballerini, i solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

Le scene di Nicola Rubertelli suggeriscono un arredamento in tema, così come i costumi di Giusi Giustino, floreali e cangianti, si ispirano alla moda e ai colori degli anni settanta. Ma dietro l’attualizzazione contemporanea, Mancini intende attirare l’attenzione soprattutto sulla pulsione dell’uomo verso il fantastico, anima e morale della favola.

Manipolando con qualche libertà e qualche astrazione la drammaturgia, Mancini trasforma Coppèlius in un fascinoso hippie con ciuffo al vento e completo con pantaloni a zampa interpretato a un brillante Manuel Paruccini (che ha rimontato il balletto insieme al coreografo), Frantz (lo svettante Alessio Rezza) in un ragazzo irrimediabilmente attratto (con tanto di finale aperto) dalla bambola meccanica Coppélia ((Alessia Gelmetti) in tutù bianco che finirà per sposare l’intraprendente Swanilda (Elena Bidini).

Un allestimento carico di vitalità e di divertimento che lascia trapelare una certa amarezza, ma soprattutto una certa insoddisfazione dell’uomo nei confronti della realtà, anelante verso ciò che non può possedere (vedi Frantz e Coppélia, Coppélius e Swanilda).

Adatto ad adulti e bambini (forse un po’ confusi per lo sdoppiamento in scena di Coppélia-Swalinda), Mancini pensa a uno studio di Coppélius all’insegna degli automi creati sui personaggi dei più celebri balletti classici. Intorno a Coppélia si alternano Odette, Giselle (e Albrecht alla disperata ricerca della sua amata, Odette, Kitri il Fauno, Petruska e lo Spettro della Rosa: un tocco di classico e di citazioni che s’inseriscono fra l’umorismo, la vitalità e spirito di rottura del balletto prima del ristabilirsi (non troppo scontato) dell’ordine finale.

Info su www.operaroma.it.

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