Ciao

Dal 19 al 30 aprile al Teatro Franco Parenti, Milano

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Foto di Filippo Manzini

di Walter Veltroni
con 
Massimo Ghini e Francesco Bonomo
regia
 Piero Maccarinelli
scene e costumi
Maurizio Balò
luci
Umile Vainieri
produzione
Fondazione Teatro della Toscana in collaborazione con Q Accademy
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Dal libro di Walter Veltroni, l’incontro fantastico tra due generazioni dove la storia del nostro paese si intreccia a vissuti lontani e memorie comuni.
Ciao è il racconto di un dialogo impossibile tra un padre e un figlio.
In un giorno di agosto il padre morto all’età di 37 anni si materializza ancora giovane di fronte al figlio, ormai sessantenne, che lo ha sempre cercato. È un racconto sull’assenza, sul bisogno di relazione, sulla dolorosa bellezza della ricerca delle radici della propria vita. Si incontrano, nel palazzo dove le vite di ambedue si sono svolte, due persone che hanno età rovesciate rispetto ai ruoli.
Il padre è un ragazzo, brillantina nei capelli, e il figlio ha quasi il doppio dei suoi anni, ha vissuto molto di più, ha esperienza da vendere.
Ma è un figlio e deve ricevere, più che dare. Cerca di capire la vita, il carattere, la storia del padre. Cerca di comprendere se e come l’aveva immaginata, come gli amici gliela avevano raccontata.
Nel dialogo tra queste due creature, che si svolge in un irreale tramonto che non finisce mai, si snoda anche la storia d’Italia di molti decenni, una storia di cui i due sono stati testimoni e protagonisti. Sono due Italie che si raccontano e si incrociano e due generazioni che si confrontano: quella del padre, che ha partecipato alla rinascita del paese nel secondo dopoguerra, e quella del figlio, che ha partecipato ad una stagione dove molti degli ideali nati nel dopoguerra sono entrati in crisi.

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Note di regia

“CIAO è il racconto di un dialogo impossibile, dell’incontro fantastico tra un padre, morto giovane negli anni cinquanta, e un figlio, ormai sessantenne, che lo ha sempre cercato. È un racconto
sull’assenza, sul bisogno di relazione, sulla dolorosa bellezza della ricerca delle radici della propria vita. Si incontrano, nel palazzo dove le vite di ambedue si sono svolte, due persone che hanno età rovesciate rispetto ai ruoli. Il padre è un ragazzo, brillantina nei capelli, e il figlio ha quasi il doppio dei suo anni, ha vissuto molto di più, ha esperienza da vendere. Ma è un figlio e deve ricevere, più che dare. Cerca di capire la vita, il carattere, la storia del padre. Cerca di comprendere se e come l’aveva immaginata, come gli amici gliela avevano raccontata. Nel dialogo tra queste due creature, che si svolge in un irreale tramonto che non finisce mai, si snoda anche la storia d’Italia di molti decenni, una storia di cui i due sono stati testimoni e protagonisti. Sono due Italie che si raccontano e si incrociano. E si interrogano sui grandi significati dell’esistenza umana e di quegli anelli particolari del DNA della vita che sono la relazione padre – figlio e la trasmissione della memoria Lui è mio padre e io sono suo figlio. Ma i due protagonisti potrebbero essere ogni padre ed ogni figlio di questo paese meraviglioso e dannato”

Walter Veltroni

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PREZZO
intero: prime file 40€ / II e III settore 32€ / IV settore 25€
over65/under26: II, III, IV settore 18€
convenzioni: II, III settore 22,50€ / IV settore 18€

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ORARI
mar, sab h 20.30
mer, ven h 19.45
gio h 21.00
dom h 16.00
riposo: lunedì 24 e martedì 25 aprile

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INFO

Tel: 02 59 99 52 06; biglietteria@teatrofrancoparenti.it;
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