American Landscapes

Il 17 settembre, ore 21, al Teatro Elfo Puccini, Milano

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Domenica 17 settembre, alle 21, in Sala Shakespeare al Teatro Elfo Puccini, MITO SettembreMusica accoglie gli acclamati Eighth Blackbird, ensemble musicale americano dedito alla divulgazione delle nuove sonorità e concezioni musicali che vanno delineando, oltreoceano, il volto musicale del futuro.

Il programma musicale del concerto ruota attorno alle musiche di John Luther Adams, Timo Andres, Christopher Cerrone, Matthew Burtner, Richard Reed Parry, Ned McGowan, compositori statunitensi che a partire dagli anni settanta vanno smontando e ricomponendo l’incredibile ricchezza e varietà di stili e linguaggi espressi dal Novecento in una sintesi più grande, in cui mondi linguistici disparati, apparentemente antitetici – come il pop-rock, la classica, la contemporanea – dialogano tra loro e con altre arti, come l’immagine visiva e la luce, siano esse colte nel paesaggio o nelle opere d’arte.

Si comincia col più anziano, John Luther Adams (1953), uno degli esponenti più importanti del vastissimo e variegato mondo che passa sotto la imprecisa de finizione di “Minimalismo”. Di Adams si ascolta The Light Within, canto dedicato alle forze primordiali (di cui il compositore faceva esperienza giornaliera nel suo piccolo capanno immerso nella natura, alla periferia di Fairbanks, in Alaska). Il riferimento diretto è alle installazioni dell’artista James Turrell, forme di intermediazione tra lo spettacolo della natura (la volta celeste, il trascolorare del giorno, il sole e gli astri) e la costruzione umana.

Del grafic e web designer, oltre che compositore Timo Andres (1985) e di Christopher Cerrone (1984), membri del collettivo Sleeping Giant, applauditi tanto nelle Concert Hall quanto nei Club, vengono eseguiti rispettivamente Checkered Shade e South Catalina, che trae il suo titolo dal quartiere coreano di L.A. in cui Cerrone visse nel 2013. Se Checkered Shade è ispirato alle chine di Astrid Bowlby e ai disegni di gotico ed inquietante surrealismo di Edward Gorey, South Catalina trae la sua ispirazione dall’affascinante lavoro interattivo e multimediale Swarm del collettivo londinese rAndom International, oltre che dalla luminosità dei paesaggi della California del Sud. Insieme a South Catalina, Checkered Shade fa parte del più ampio progetto Hand Eye, che coinvolge i sei compositori degli Sleeping Giant (oltre ai due citati, Andrew Norman, Robert Honstein, Ted Hearne e Jacob Cooper).

Si ritorna in Alaska con Matthew Burtner (1971), che nel suo Song for Low Tree tenta di immaginare una sorta di comunicazione tra uomo e albero, giocando con l’elettronica: costruisce una melodia ricavata dal respiro umano trasposta molte ottave più in basso, come se provenisse dalle radici di un grande albero, ricostruisce i ritmi del “respiro” della pianta, trasponendoli molte ottave all’acuto, come se fosse il canto di un uomo.

Parlando della sua composizione, Garden of Iniquitous Creatures, in prima esecuzione italiana, Ned McGowan (1970) fa riferimento tanto a un paesaggio ritmico, sul quale la musica scorre, quanto alle sue influenze estremamente varie, che vanno dalla “ferocia” della band heavy metal svedese Meshuggah, a Frank Zappa e John Zorn, alla musica dell’India, fino ad alcune figure centrali della storia musicale americana, come Crumb, Reich e Nancarrow.

Strange Sunrise di Richard Reed Parry (1977), membro degli Arcade Fire, nasce dalle suggestioni delle elezioni americane del 2016. Sebbene non sia una composizione esplicitamente politica, mira a descrivere lo stato d’animo di risvegliarsi, il mattino dopo le elezioni e quelli seguenti, in un mondo strano e diverso, governato da un nuovo ordine mondiale.

Il concerto è presentato da Gaia Varon.

Il contributo musicologico da cui attinge questo testo, edito sul programma di sala, è a cura di Gian Luca Baldi
Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. Se ancora disponibili, i biglietti dei concerti a pagamento saranno posti presso la sede dei concerti in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti. Informazioni: +39.02.87905201biglietteriamito@ipomeriggi.it

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PROGRAMMA

John Luther Adams (1953)
The Light Within


Matthew Burtner (1971)
Song for Low Tree

Ned McGowan (1970)
Garden of Iniquitous Creatures Prima esecuzione in Italia

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Christopher Cerrone (1984)
South Catalina

Richard Reed Parry (1977)
Strange Sunrise

Timo Andres (1985)
Checkered Shade
Prima esecuzione in Italia

Eighth Blackbird


Nathalie Joachim flauti
Michael J. Maccaferri clarinetto
Yvonne Lam violino, viola
Nicholas Photinos violoncello
Matthew Duvall percussioni
Lisa Kaplan pianoforte

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BIOGRAFIE

Fondato nel 1996 da sei intraprendenti laureandi del Conservatorio di Oberlin, Eighth Blackbird nel 1998 ha vinto la Concert Artists Guild Competition. Successivamente ha commissionato ed eseguito in prima mondiale centinaia di opere di compositori come David Lang, Steven Mackey, Missy Mazzoli e Steve Reich, il cui Double Sextet ha vinto il Premio Pulitzer nel 2009. Un rapporto di lunga durata con la Cedille Records ha prodotto sette acclamate incisioni che hanno ottenuto quattro Grammy Awards.
Eighth Blackbird ha festeggiato il suo ventesimo anniversario nel 2016, ottenendo il MacArthur Award, il Visionary Award della Chamber Music America e la nomina a Ensemble d’America dell’anno (2017). Le celebrazioni continuano per tutta la stagione 2016/2017 con le tournée di
Filament e Hand Eye, oltre a performance a Keystone per l’ottantesimo compleanno di Steve Reich e prime esecuzioni di Holly Harrison, David Lang e Ned McGowan. Questa stagione lo vede debuttare a Parigi al Festival di Eaux Claires con la San Francisco Symphony.

L’ensemble è stato direttore musicale del Festival di Musica di Ojai nel 2009, artista in residenza al Curtis Institute of Music e all’Università di Chicago ed è attualmente in residenza all’Università di Richmond. Durante la stagione 2015/2016 è stato, per la prima volta, al Museo di Arte Contemporanea di Chicago presentando un’installazione vivente con prove aperte, spettacoli, artisti ospiti e conferenze. Eighth Blackbird ha creato il suo progetto educativo più ambizioso nel giugno 2017: il Blackbird Creative Lab, un corso intensivo gratuito di due settimane per gli artisti emergenti alla Besant Hill School di Ojai, in California.

Il nome Eighth Blackbird deriva dall’ottava strofa della poesia evocativa e immaginaria di Wallace Stevens, Thirteen Ways of Looking at a Blackbird (Tredici modi di guardare un merlo): “I know noble accents / And lucid, inescapable rhythms; / But I know, too, / That the blackbird is involved / In what I know”. (Conosco accenti nobili / e ritmi lucidi e ineluttabili; / ma so anche, / che il merlo è coinvolto / in quello che so).

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