Festival delle Nazioni, le visioni di Hildegard von Bingen e le canzoni di Ludwig

Il programma del 2 settembre fra Sansepolcro e San Giustino

0
135
Condividi TeatriOnline sui Social Network

In occasione della sua cinquantesima edizione dedicata alla Germania, il Festival delle Nazioni presenta la prima esecuzione assoluta di «…e immediatamente diventai sapiente». Le «turbatissime visioni» di Hildegard von Bingen, uno spettacolo prodotto insieme ad AGON acustica informatica musica con musiche inedite commissionate al compositore Francesco Maria Paradiso e testi di Guido Barbieri, da un’idea di Federica Lotti. Si tratta di un racconto per voce recitante, soprano, flauto e live electronics incentrato sulla storia di Hildegard von Bingen (1098-1179), affascinante figura di religiosa medioevale che fu anche scrittrice, musicista, compositrice, filosofa, guaritrice, naturalista e molto altro. Emanuela Faraglia voce recitante, il soprano Pamela Lucciarini, Federica Lotti al flauto e Massimo Marchi, insieme a Stefano Alessandretti, per l’elettronica e regia del suono ne saranno gli interpreti. Lo spettacolo – che sarà introdotto da Alle tacenti stelle. Ipazia àchranton àstron per flauti/voce e live elecrtronics, un brano del 2012 di Luigi Sammarchi – debutterà sabato 2 settembre 2017 alle ore 18.00 all’Auditorium Santa Chiara di Sansepolcro, nell’ambito della quinta giornata del Festival delle Nazioni.

«Leggere la biografia di Hildegard densa di avvenimenti interiori e pubblici, intensa di patimenti e visioni – spiega la flautista Federica Lotti – fa sgorgare in noi un’attrazione profonda: sentiamo che da lei possiamo attingere ricchezza e sacralità, come una fonte che ci mette in comunicazione con la concezione olistica di ogni creatura, per un equilibrio armonico fra mente, corpo e anima. La preghiera, la dedizione all’osservazione, alla ricerca e allo studio, la profonda conoscenza di erbe e pietre come base terapeutica per guarire malattie e disagi, insieme ai canti sacri da lei composti celebrati dalle voci delle monache di cui Hildegard era badessa, i messaggi rivelati dalle visioni: tutto è volto a sorreggere la viriditas, il principio vitalistico che per Hildegard percorre la vita nel suo movimento. E l’opus cordis, il lavoro del cuore che tutto amalgama e ricompone. Pur nel privilegio del suo alto lignaggio, seppe affermare la sua autonomia di pensiero e volontà davanti ai molti che provarono a ostacolarla, avendo poi come suoi mentori e sostenitori Papa Eugenio III e Bernardo da Chiaravalle. Alle donne e agli uomini della nostra epoca, afflitti da mali molteplici del corpo come dello spirito, il messaggio di questa grande donna vissuta in un’epoca apparentemente lontanissima, distante nel tempo e nei costumi, può invece ancora rappresentare un’occasione imperdibile per incontrare se stessi nell’essenza più vera e genuina, e accrescere la consapevolezza di un vivere autentico».

I biglietti per lo spettacolo (intero € 15,00, ridotto € 10,00) sono in vendita su www.festivalnazioni.com.

Il programma prosegue con un Beethoven insolito, ‘leggero’: è quanto potremo riscoprire nello spettacolo Le canzoni di Ludwig, in programma sabato 2 settembre alle ore 21.00 nella splendida cornice del Cortile del Castello Bufalini a San Giustino. Si tratta di un progetto dell’Ensemble Umberto Giordano, che si farà interprete di quel repertorio poco noto del compositore di Bonn costituito dagli arrangiamenti per trio e voci delle più importanti canzoni popolari di varie nazionalità. Lo spettacolo, che intreccia alla musica una drammaturgia ideata dal musicologo Francesco Sanvitale a partire da una lettera da lui stesso inventata, vedrà la partecipazione straordinaria dell’attore Giampiero Mancini.

Spirito libero, poco incline a comporre per dovere o commissione, Ludwig van Beethoven cedette, probabilmente per denaro, alle richieste dell’editore George Thomson quando gli chiese di arrangiare per trio e voci le più importanti canzoni popolari di varie nazionalità. Ne nacque una produzione che, seppur minore, si distingue per spontaneità e leggerezza: piccole miniature ironiche e immediate nelle quali il compositore, attraverso escamotage a volte apparentemente di maniera, riesce ad evocare mondi lontani: dai canti tirolesi con gli sfrenati arpeggi vocali da Yodel di montagna al bolero spagnoleggiante della Paloma blanca, dalle atmosfere orientali delle canzoni russe allo stile popolare italiano con la Canzonetta in veneziano.

L’Ensemble Umberto Giordano – formatosi a Foggia nel 2002 – è una formazione cameristica composta da Marco Moresco al pianoforte, Dino De Palma al violino, Luciano Tarantino al violoncello, dal soprano Ripalta Bufo e dal tenore Leonardo Gramegna.

Giampiero Mancini ha lavorato in fiction, nella conduzione di programmi per Sky, in pubblicità (testimonial con Francesco Totti e la Roma per la Volkswagen) e voice off (voce di Vallanzasca ne La storia siamo noi di Gianni Minoli per Rai3), radiodrammi e reading. Di recente ha recitato per la televisione nel film tv Rai La casa dei papà, in Rex 5, Don Matteo 8 e nei panni di Giacomo Puccini nel kolossal Il grande Caruso.

I biglietti per lo spettacolo (da 10 a 15 €) sono in vendita nella sede della biglietteria di Città di Castello a Palazzo Facchinetti in corso Vittorio Emanuele 2 (aperta dalle 11 alle 13 e dalle 16.00 alle 18.00). Per ulteriori informazioni di biglietteria: tel. 075 8522823, ticket@festivalnazioni.com.

LEAVE A REPLY