Finale del progetto “Fabbrica” con dittico di opere contemporanee

"On-Off" di Sara Caneva e "She" di Maria Kallionpää concludono il percorso del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. L’11 e il 12 ottobre a Roma

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Foto di Yasuko Kageyama

Mercoledì 11 ottobre alle 20 (con replica giovedì 12 allo stesso orario) vanno in scena al Teatro Nazionale due brevi opere: On-Off di Sara Caneva e She di Maria Kallionpää. I due lavori, entrambi su libretto di Stefano Simone Pintor, rappresentano il risultato finale del progetto FabbricaYoung Artist Program del Teatro dellOpera di Roma, un progetto di inserimento professionale per giovani artisti iniziato due anni fa. Nello spirito di Fabbricaquesto dittico di lavori ha coinvolto infatti tutte le figure artistiche che collaborano alla produzione e allallestimento di unopera lirica. Oltre alle compositrici e al librettista, hanno studiato e lavorato, allinterno di Fabbrica, per la regia Luca Bargagna, per la scenografia Giada Abiendi, per i costumi Chicca Ruocco e per le luci Marco Alba. E inoltre anche i cantanti (Erika Beretti, Valentina Varriale, Timofei Baranov) e la pianista Edina Bak fanno parte di Fabbrica; a loro si sono uniti per questo nuovo allestimento i cantanti Murat Can Guvem e Flavio Francucci e alcuni ex allievi dellAccademia Nazionale dArte Drammatica Silvio dAmico. Hanno collaborato la Youth Orchestra e la Scuola di Canto Corale, due realtà molto presenti nelle attività del Teatro dell’Opera di Roma.

On-Off è definita dalla sua autrice Sara Caneva una riflessione uditiva in tre scene per ensemble ed elettronica, basata su una esperienza personale”. L’azione si svolge allinterno della Casa del Risuonofondata dal professor Fraud. Il nome della residenza allude alla famosa Casa di Riposo Giuseppe Verdiper cantanti e musicisti di Milano, dove la compositrice ha brevemente soggiornato e dove ha sviluppato, secondo le sue parole, una personale ricerca fondata sulla percezione dei suoni da parte dellorecchio umano nelle varie fasi d’età. Anche in una vecchiaia felicecontinua Sara Caneva i sensi perdono il loro acume, le relazioni personali cambiano, alcune normali attività diventano gesta eroiche”. L’organo emblematico della comunicazione, ludito, diventa così il centro di questo lavoro, che si traduce in una ricerca fonica e spettrometrica delle possibilità della voce umana. La protagonista, Clea, soffre di presbiacusia, ma il suo astrarsi dal mondo esterno le permette di ignorare tutte le negatività delle persone da cui è circondata, lasciandola invece immersa in un mondo interiore fatto solo di musica e di poesia. Intorno a lei agiscono gli altri personaggi, Eustachio, Ondina e il dottor Fraud, fraudolento inventore di un apparecchio acustico di dubbia utilità.

She, che la sua compositrice, la finlandese Maria Kallionpää, indica come un’opera di immaginazione”, è ispirata a un omonimo romanzo dellinglese Rider Haggard, che ha inaugurato con successo, nel 1887, il filone del mondo perduto, soggetto anche di molti film. La vicenda mescola luoghi e epoche distinte in unatmosfera mistica e visionaria: nella prima scena, ai nostri giorni a Roma, il professore Geoffrey Truce tiene una conferenza appunto sul romanzo She, ma è interrotto da una voce misteriosa e da oscure presenze. Ci spostiamo quindi in Africa dellEst, nel IV sec. a.C.: Kallikrates e la moglie Amenartas sono reduci da un naufragio. Compare loro Ayesha in una luce abbagliante: è She lei cui bisogna ubbidire. La misteriosa figura riappare nel terzo quadro, ancora in Africa, ma allepoca del romanzo (1884). In Leo Vincey e nella moglie Ustane si sono reincarnati i personaggi precedenti. Riappare loro She/Ayesha che seduce Vincey prima di gettarsi con lui tra le fiamme. È un’operadice la compositrice Maria Kallionpää – sullossessione delluomo per il possesso, il dominio dellaltro, ma riflette anche il pericoloso complesso di superiorità che da sempre ha lOccidente nei confronti del resto del mondo. La natura mistica del lavoro è sottolineata dalluso del magnetic resonator, uno strumento che, montato dentro il pianoforte, ne accresce le tradizionali possibilità sonore”.

Biglietti: posto unico euro 20. Per informazioni: operaroma.it

 

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