Intervista al M° George Postelnicu

Intervista a cura di Michele Olivieri

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George Postelnicu è nato a Bucarest, in Romania. Ha studiato danza classica con il metodo Vaganova presso il Liceo Coreografico di Bucarest sotto la guida dei maestri Stefan Banica, Costantin Marinescu e Gheorghe Iancu. Dopo il conseguimento del Diploma viene assunto dal Teatro dell’Opera di Bucarest dove a diciannove anni debutta nelle vesti di Primo ballerino nel ruolo di “Franz” in “Coppelia”. Nel corso degli anni ricopre i primi ruoli del repertorio classico: “Paquita”, “La bella addormentata nel bosco” (Il principe Désiré e L’uccello blu), “Lo Schiaccianoci”, “Cenerentola” (Il principe), “Don Quixote” (Basilio ed Espada), “Il corsaro”, “Esmeralda” (Atteone), “La Bayader” (Solor), “La Fille Mal Gardeé” (Colen), “Carmen Suite”(Torero), “Il Lago dei Cigni” (Il giullare e Pas de trois), “Romeo e Giulietta” (Mercuzio) e altri ruoli principali nei balletti contemporanei come: “Sacre du Printemps”, “Carnevale a Venezia”, “L’apres midi d’un faune” ecc. Finalista al Concorso Internazionale di Osaka nel 1987, vince al “Concorso Internazionale Varna 1990” il premio speciale “alla miglior coppia” insieme alla sua compagna Alma Munteanu. Ha arricchito la sua esperienza artistica ballando come primo ballerino in Unione Sovietica, Ungheria, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Austria, Svizzera, Israele, Iugoslavia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Tailandia, Vietnam, Spagna ecc. Ha seguito le lezioni presso il Teatro Bolschoi di Mosca nella classe del M° Yagudin. Per gli alti meriti artistici, nel 2004, il Presidente della Romania gli ha conferito “L’Ordine al Merito Culturale” con il grado di Cavaliere. Dal 1996 ha iniziato a creare diverse coreografie, tra cui “Le quattro stagioni”, “Carmen Suite”, “Mozartiana”, “Notte di Walpurga”, “Dafne e Cloe” ecc. Ha collaborato come maestro di danza classica e repertorio con il Teatro dell’Opera di Bucarest e con il Teatro dell’Opera e Balletto “Oleg Danovschi” (Costanza-Romania). Insegna danza classica, carattere, repertorio e pas de deux in Italia e Germania ed è Direttore al “Dance Campus & Contest San Francesco di Paola”.

Carissimo George, com’è nata la passione per la danza ed il balletto?

È una storia lunga. Mio padre era un artista circense e io ho cominciato all’età di cinque anni a fare l’acrobata presso il “Circo Statale di Bucarest”. Nel 1973 siamo stati invitati per partecipare ad uno spettacolo creato per una delegazione di politici arrivati dall’Urss. A questo spettacolo si esibiva anche un gruppo di ragazze del Liceo Coreografico di Bucarest, coordinato dalla Maestra Alinta Vretos. Vedendo la mia esibizione, la Maestra Vretos ha suggerito a mio padre di portarmi all’esame per l’ammissione al Liceo Coreografico di Bucarest. All’epoca si entrava a nove anni e il percorso accademico durava nove anni. Sono stato ammesso e ho cominciato i corsi nel settembre del 1973. All’inizio non mi piaceva molto, ma dopo un po’ di tempo ho cominciato ad amare quello che studiavo al punto che ho deciso che il mio futuro doveva essere assolutamente la danza. C’era però un problema, nel senso che ogni anno alla fine c’erano gli esami eliminatori. Nel 1973 siamo stati ammessi in venticinque maschi e settantacinque femmine divisi per quattro classi e nel 1982 quando mi sono diplomato, siamo rimasti cinque maschi e diciannove femmine.

Come si viveva l’arte della danza in Romania ai tempi in cui eri allievo?

Quando ero allievo mi ricordo che l’arte era tenuta in grande considerazione anche se gli artisti erano sotto pagati, ma erano assai amati dal pubblico. Le platee dei teatri erano sempre affollate e c’erano una moltitudine di spettacoli di balletto, lirica, concerti ecc.

La Compagnia nazionale dell’Opera ha sfornato splendidi danzatori di fama mondiale come Gabriel Popescu, Ileana Iliescu, Marinel Stefanescu, Irinel Liciu, Stefan Banica, Sergiu Stefanski e tanti altri. Chi erano i tuoi miti da allievo?

Tutti quelli che Michele hai nominato rappresentano la creme de la creme dell’arte coreutica e hanno dato un contributo maggiore allo sviluppo della danza nel mio Paese. Marin Boieru, Gheorghe Iancu e George Bodnarciuc sono stati per me degli idoli che da ragazzino seguivo a tutti i loro spettacoli con la speranza di diventare, un domani, bravo come loro!

Oggi in Romania la danza che posto ha nella vita sociale e culturale?

La danza in Romania è una realtà molto complessa con delle cose buone e cose meno buone. Le scuole di Stato, ma anche quelle private hanno allievi talentuosi e determinati. Molti di questi ragazzi però scelgono di studiare all’estero nelle Accademie come quelle di Mosca, Vienna, Zurigo ecc. perché così hanno più opportunità di trovare un lavoro nei grandi teatri internazionali. La danza in genere non è considerata un passatempo, anzi si fa sul serio. Il merito va anche ai maestri che 99% di loro sono stati dei ballerini professionisti con grande esperienza alle spalle. Abbiamo numerose compagne di danza classica e da un po’ di anni anche di quella contemporanea che presentano spettacoli di alto livello. In queste compagnie ballano parecchi ragazzi stranieri. A volte succede che metà dei membri di una compagna vengano da fuori. Il problema è che non sempre ci sono le buone condizioni per studiare e per lavorare. Mi spiego meglio: per esempio il Liceo coreografico Floria Capsali dove ho studiato anch’io, ma all’epoca si chiamava diversamente, dal 1977 non ha una sede idonea all’insegnamento della danza. Le aule sono piccole, mancano gli spogliatoi, ecc. Il ministero della pubblica istruzione dovrebbe risolvere questa situazione, ma loro invocano sempre la mancanza di fondi per una nuova sede. E se come questo non bastasse il ministero ha pensato di togliere dall’orario le lezioni di danza e pianoforte e sostituirle con lezioni di educazione motoria e altre discipline. Sono state fatte delle petizioni per evitare questa situazione, speriamo che si rendano conto degli errori commessi.

Ti sei formato professionalmente a Bucarest, quali sono stati i maggiori ostacoli e i più grandi sacrifici per inseguire questo “sogno”?

Il maggiore ostacolo che avevo era il mio corpo sul quale ho dovuto lavorare come un pazzo perché ero privo di doti fisiche. Mi mancava l’apertura, avevo le ginocchia troppo grandi, i piedi en dedans ecc. Con determinazione e volontà sono riuscito a superare tutto questo. Per quanto riguarda i sacrifici non so cosa dire. Mi piaceva stare nell’aula di danza dalla mattina alla sera. Non mi stancavo mai di rimanere in quel luogo perché ci mettevo tanta passione nella danza al punto che i sacrifici scomparivano.

Al fianco dei maestro Stefan Banica, Costantin Marinescu e Gheorghe Iancu hai imparato la disciplina classica, com’erano improntate le lezioni in sala danza e a quale Maestro sei più grato?

Constantin Marinescu è stato il mio Maestro di danza classica per sei anni fino a quando mi sono diplomato all’età di diciotto anni. Egli mi ha formato e ha posto le basi per la mia crescita. Le sue lezioni erano molto pesanti ed elaborate. Il Maestro Marinescu metteva accento sulla virtuosità, sulla tecnica maschile (salti, giri ecc.). È un maestro ottimo e uno tra i migliori che la Romania potesse offrire nelle scuole di danza. Con il Maestro Gheoghe Iancu ho avuto la fortuna di lavorare nel 1980 e abbiamo preparato i miei primi passi a due, cioè Coppelia e Don Quixote. Il Maestro Iancu era una super star, ballava con Carla Fracci e io lo guardavo come un dio. Cercavo di assimilare tutte le sue correzioni e mi sentivo fortunato. È stata un’esperienza unica! Con il Maestro Stefan Banica ho lavorato il repertorio negli ultimi anni di studio e poi abbiamo continuato anche quando sono diventato ballerino all’Opera Nazionale di Bucarest (all’epoca si chiamava l’Opera Rumena di Bucarest) e poi al Teatro di Opera e Balletto Oleg Danovschi (all’epoca si chiamava il Teatro Fantazio). Con il Maestro Banica mi sono perfezionato e lui mi ha insegnato cosa vuol dire essere un vero artista. Questi tre Maestri hanno avuto un contributo essenziale per me e io non posso fare altro che essere riconoscente a loro.

Qual è stata l’emozione nel ricevere, la medaglia come “miglior coppia” con Alma Munteanu speciale al prestigioso Concorso internazionale di Varna? Con quale pezzo avete vinto?

Vincere un premio o una medaglia a Varna o a Mosca era un mio sogno sin dai tempi dell’infanzia. Era il trofeo supremo! Insieme ad Alma e sotto la guida del Maestro Banica, ci siamo preparati per tre anni, sei giorni alla settimana. A Varna abbiamo ballato i passi a due dei balletti “Lo Schiaccianoci”, “Il Corsaro”, “Esmeralda” (“Diana e Acteon”) come classico e poi un passo a due moderno “Sinfonia Classica” (coreografia di Alexa Mezincescu), io come assolo di moderno ho ballato “Carnevale a Venezia” (coreografia di Miriam Raducanu) e Alma come assolo moderno “Il sogno di una notte di mezza estate” (coreografia di Mihaela Atanasiu).

Come sei poi giunto in Italia. Quali sono state le tue prime esperienze lavorative nel nostro Paese?

In Italia sono arrivato dopo un infortunio che ho avuto durante una tournée in Germania. Ballavo nel ruolo di Puck (Il sogno di una notte di mezza estate) e durante lo spettacolo sono caduto e mi sono infortunato seriamente al piede. Le ossa erano rotte e a pezzi. Al termine dell’intervento i medici mi hanno detto che niente sarebbe tornato come prima e quindi dopo una lunga riflessione ho deciso di ritirarmi. Magari è stata una decisione sbagliata, ma ormai, il tempo non torna più indietro. In seguito il mio agente mi ha proposto di recarmi in Calabria per insegnare danza e tra una cosa e l’altra sono già ventuno anni che mi trovo in Italia.

Attualmente dirigi il “Dance Campus & Contest San Francesco di Paola” in Calabria. Raccontami di questo evento al quale sarò presente in Giuria nella prossima edizione?

Questo progetto è nato dal desiderio di portare in provincia di Cosenza e in Calabria qualcosa di nuovo e speciale. Certamente in Calabria esistono altri eventi e concorsi di danza, ma ho notato che sono sempre gli stessi partecipanti, gli stessi giurati ecc. Ho pensato di portare maestri di fama internazionale e di invitare scuole dall’estero per questo evento. Così ognuno si può rendere conto a che livello si trova, come migliorare e conoscere nuove realtà. Due anni fa io e mia moglie abbiamo organizzato l’evento “Paola in danza” un workshop di quattro giorni e abbiamo avuto come docente di classico il grande Irek Mukhamedov, già primo ballerino del Teatro Bolschoi di Mosca e del Royal Ballet di Londra e oggi Maestro all’English National Ballet. È stata un’esperienza unica e perciò abbiamo deciso di organizzare l’evento anche nel 2017 chiamandolo “Dance Campus & Contest San Francesco di Paola” perché abbiamo aggiunto anche il Concorso di danza. Nell’edizione precedente hanno partecipato ragazzi delle Accademie di Bucarest e Tirana e scuole provenienti da tutta Italia, Romania e Bulgaria. Questi ragazzi hanno studiato per quattro giorni danza classica, contemporanea, carattere, passo a due, hip hop con i maestri Andrey Batalov (Primo ballerino del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo e direttore della compagnia Classical Ballet of Sankt Petersburg), Fabio Crestale (Opéra Bastille, direttore della compagna “I Funamboli” e professore al Conservatoire National de Meudon), Blerina Arbana (direttrice dell’Accademia Nazionale di Tirana), Maria Postelnicu (direttrice artistica dell’evento), Doina Georgescu (direttrice alla cattedra di danza dell’Accademia di Bucarest), Antonio Fini (direttore Fini Dance New York) Gabriele Manzo (campione italiano di hip-hop), Markus Zmolnig (direttore della compagnia Koine) e tanti altri. Accanto a questi nomi che sono stati anche giudici di gara nella commissione esaminatrice del Concorso abbiamo avuto Ovidiu Dragoman (direttore del Teatro di Balletto Sibiu – Romania), Tobias Ehinger (direttore generale del Teatro di Dortmund), Can Arslan (direttore balletto del Nordharzer Städtebundtheater Halbertstadt), Little Phil (coreografo internazionale di hip-hop), Nicolae Vieru (Balletschule Vieru, Germania). Sono stati assegnati diplomi, premi in soldi, accessori di danza e la cosa più importante è la vincita di due contratti di lavoro nelle compagnie professionali tersicoree. Gaia Rita Sessa (Italia) ha firmato un contratto con Il Teatro di Balletto Sibiu e dal primo di settembre fa parte della compagnia. Cristian Preda (Romania) è stato preso dal maestro Batalov nella compagnia Classical Ballet of Sankt Petersburg per una tournée in Spagna previsto per la fine del 2017. C’erano anche altri tre contratti in palio che purtroppo non sono stati assegnati. Invitando tutti questi prestigiosi direttori abbiamo voluto offrire ai giovani talenti l’opportunità d’inserirsi direttamente nel mondo del lavoro. Speriamo che nella prossima edizione (13-17 luglio 2018) verranno firmati più contratti.

Con la tua famiglia vivi in Calabria, cosa rende unica ed affascinante questa regione?

La Calabria è un posto affascinante per la sua gente, la storia, la cultura, le tradizioni, i paesaggi e cosa più “importante” per me: “la cucina”. Sono un uomo goloso, lo sono sempre stato. In poche parole posso dire che se l’Italia è il giardino dell’Europa, la Calabria è il giardino dell’Italia, con buona pace delle altre regioni italiane.

Tra tutte le esperienze nei più importanti teatri internazionali, a quale serata ti senti più legato?

Mi ricordo con grande piacere del Grand Théatre de Luxembourg conosciuto anche come Théatre Municipal de la Ville de Luxembourg. Era nel 1995 quando la città di Lussemburgo è stata nominata capitale europea della cultura per quell’anno. Il balletto dell’Opera Nazionale di Bucarest ha aperto questa stagione artistica con due spettacoli: “Il Lago dei cigni” e “La serata di Gala”. Ho ballato il Giullare nel primo spettacolo e nel secondo ho danzato il passo a due tratto dal “Don Quixote” e Il Torero (“Carmen Suité”). Nella platea c’era anche Sua Altezza, la Grande Duchessa di Lussemburgo. È stato un grande successo e mi sembrava di sognare.

Del periodo trascorso nel Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Bucarest cosa conservi? Mentre al Teatro dell’Opera e Balletto “Oleg Danovschi”?

Sia dell’Opera Nazionale che del Teatro di Opera e Balletto Oleg Danovschi che all’epoca si chiamava il Teatro Fantazio, conservo dei meravigliosi ricordi e una dolce nostalgia. Avevo tanti amici con i quali tuttora sono rimasto in contatto. Ero giovane, spensierato e mi piaceva quello che facevo. In queste due compagnie ho trascorso il periodo più felice della mia vita.

Per mezzo della tua arte hai ricevuto l’Ordine al Merito Culturale in Romania. Cosa ha significato per te questa onorificenza e quanto ti ha gratificato?

L’Amministrazione Presidenziale mi ha consegnato questo riconoscimento in funzione dei miei meriti artistici. È arrivato un po’ tardi, ma gli sono molto grato ugualmente.

Oggi, come ti senti in sala danza, nel ruolo di docente, con gli allievi? È difficile riuscire a trasmettere tutta la tua esperienza professionale ai giovani talenti?

Insegno danza da più di vent’anni. Mi sento a mio agio in aula danza con gli allievi e cerco di fargli capire e amare quest’arte. Secondo il mio parere un maestro di danza oltre a conoscere a fondo il metodo e il programma d’insegnamento dovrebbe possedere un’esperienza seria di palcoscenico, avere doti un po’ da psicologo, intuizione e soprattutto tanta pazienza. Su quest’ultimo aspetto devo ancora lavorarci, ma vi assicuro che mi sto impegnando molto!

Per concludere, caro George, qual è il regalo più bello che hai ricevuto – scegliendo da piccolo – la carriera professionale coreutica?

Il regalo più grande? La felicità!

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Fotografie: Archivio privato

 

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