Teatro Argentina, il cult “Copenaghen” di Michael Frayn

Torna l’appassionante thriller scientifico-politico con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice. Dal 24 ottobre al 12 novembre a Roma

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Foto di Marco Caselli Nirmal

Che cosa avvenne nel 1941 in una Copenaghen occupata dai nazisti quando il fisico Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr e a sua moglie Margrethe?

A indagare su un passato tanto lontano, quanto misterioso, ma sostanzialmente legato al programma nucleare tedesco, è Copenaghen, testo cult dell’inglese Michael Frayn che torna in scena al Teatro Argentina di Roma dal 24 ottobre al 12 novembre interpretato da un trio d’eccezione, formato da Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice diretti da Marco Avogadro.

Scritto nel 1998, Copenaghen è andato in scena 18 anni fa per la prima volta in Italia a Udine nel 1999, ma nell’arco di pochi anni è diventato un vero e proprio classico del teatro contemporaneo che viene ripreso con regolarità.

Accolto sempre con indicibile entusiasmo Copenaghen è un appassionante, sottile thriller scientifico-politico giocato a tre voci, fra infinite sfaccettature psicologiche, che sovrappone i piani temporali e si interroga sulle responsabilità morali e politiche della scienza.

Lo fa attraverso la ricostruzione di una conversazione rimasta misteriosa e che la Storia ha tentato in diverse occasioni di chiarire, ma solo avallando ipotesi mai confermate: protagonisti della pièce, Niels Bohr (Umberto Orsini) e sua moglie Margrethe (Giuliana Lojodice) che ricevono improvvisamente la visita di Werner Karl Heisenberg (Massimo Popolizio) in una Copenaghen controllata dai nazisti.

Ma perché Heisenberg, fisico tedesco (padre del principio dell’indeterminazione e Premio Nobel nel 1932), adesso a capo del programma nucleare militare tedesco si reca dal suo maestro Bohr (autore di studi meccanica quantistica e Premio Nobel nel 1922, per metà ebreo proprio alla vigilia del primo uso della bomba atomica? Ne scaturisce una conversazione incentrata sulla nascita degli ordigni nucleari, ma anche sulle responsabilità della scienza. E si avanzano diverse ipotesi sullo svolgimento della conversazione. Ma senza avere certezze di alcun tipo perché tutto è umano e nulla è assoluto.

Penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita ad una Compagnia teatrale che porti il mio nome senza pensare all’opportunità di rimettere in scena uno spettacolo come Copenaghen. Ecco che riproporre la pièce di Frayn, che insieme a Giuliana Lojodice e Massimo Popolizio ci aveva visti interpreti per la prima volta 18 anni fa, mi è sembrata una scelta obbligata” spiega Orsini confermando l’attualità estrema del teatro portato in scena nell’allestimento della produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazional in coproduzione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG.

Dopo la permanenza sulle scene della Capitale, Copenaghen prosegue la sua lunghissima tournée in tutta Italia fino al maggio 2018 toccando diverse scene italiane, tra cui Udine Mantova, Viterbo, Pesaro, Rimini, Genova, Bari, Napoli o Milano. Biglietteria: tel. 06.684.000.311/314, Orari: martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19 – giovedì e domenica ore 17, info: www.teatrodiroma.net

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