Trapanaterra. Tornare per non restare

Il 24 novembre, ore 21, al Teatro Cantiere Florida, Firenze

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Foto di Riccardo Freda

Debutta al Florida Trapanaterra: una piccola odissea lucana dalla comicità amara su chi parte e chi resta.

Prima Nazionale venerdì 24 novembre, ore 21, nell’ambito della stagione di prosa del Teatro Cantiere Florida a Firenze, per Trapanaterra. Tornare per non restare di Dino Lopardo, che ne è anche il protagonista con Mario Russo. Trapanaterra, è un atto unico che è stato selezionato dal bando CU.RA. e sostenuto da I.DRA –Indipendent Drama Residenza e da

Elsinor centro di produzione teatrale di Firenze (Teatro Cantiere Florida). Il testo scritto da Dino Lopardo con la  collaborazione drammaturgica di Rosa Masciopinto, è un’odissea lucana, una riflessione sul significato di “radice” per chi parte e per chi resta, un’ironica e rabbiosa trattazione dello sfruttamento di una terra martoriata dal tempo, quello presente, e dimentica di quello passato. L’emigrato è un naufrago in terra natia. Quello che ha conosciuto lo rende estraneo. quello che sa, e che gli altri non sanno, lo rende più solo. 

«Chi sei? Dove vai? Da dove vieni? Cosa vai cercando? Quando te ne andrai?» sembra dire il fratello che è restato a quello che è tornato, organetto alla mano, alla terra dei padri. Il più piccolo in calosce si districa tra i tubi gorgoglianti della raffineria. Il più grande, quello che è scappato, è un bohémien che respira di nuovo l’aria di casa, una casa che forse non c’è più, che è cambiata. Un paese di musica e musicanti dove non si canta non si balla più, nemmeno ai matrimoni. Si può solo sentire il rumore delle trivelle, la puzza dei gas e il malaffare. Qualcuno è partito perché altri potessero crescere, perché la terra madre non ha i mezzi per alimentare le speranze di tutti. Ma di chi è il coraggio, di chi resta? O di chi torna? La “terra-madre” (la Basilicata)ha generato figli senza avere i mezzi necessari per farli crescere, costringendoli ad andare lontano a cercarsi un futuro negato da un contesto succube di un padre-padrone senza scrupoli (l’ENI). Una cesura che lascerà cicatrici non rimarginabili, un dolore inestinguibile anche in coloro che ritornano, per uno spettacolo scritto con la mente e con il cuore. Storie d’infanzia, ricordi di famiglia, canti di piazza conditi da una comicità che fa sorridere, mai banale, che provoca un riso amaro che fa riflettere sul disastro che attanaglia il sud. L’autore e attore Dino Lopardo, si è diplomato all’AIAD-Teatro Quirino di Roma e contemporaneamente si è laureato in Scienze della Comunicazione, specializza dosi, successivamente in Drammaturgia e sceneggiatura all’Accademia Nazionale Silvio d’Amico. In cinema ha interpretato piccoli ruoli per diversi registi, tra cui Rocco Papaleo. Attualmente opera come drammaturgo – attore presso il Teatro Due di Parma. Mario Russo, l’altro protagonista, dopo aver frequentato i laboratori teatrali di Giuseppe Cucco e Lindo Nudo, si è diplomato all’AIAD-Teatro Quirino di Roma.

Attore, Acrobata e giocoliere, ha studiato violino e pianoforte al Conservatorio Statale Stanislao Giacomantonio di Cosenza e suona batteria, chitarra, tromba, basso elettrico, armonica. Attualmente frequenta il corso di violino al Conservatorio Santa Cecilia di Roma (sue le musiche originali dello spettacolo).

La scenografia è di Andrea Cecchini. La produzione dello spettacolo è di Madiel.  

Biglietti 15 euro intero 12/9 euro ridotto

info www.teatroflorida.it tel. 0557135357 prenotazioni@teatroflorida.it

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