Camerata de’ Bardi e Corale Santa Cecilia 1909 in concerto

Il 27 gennaio, ore 21, presso il Cenacolo di Santa Croce, Firenze

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Sabato 27 gennaio 2018, alle ore 21.00, nello splendido scenario del Cenacolo di Santa Croce, a Firenze, l’Ensemble strumentale ‘Camerata de’ Bardi’ e la Corale ‘Santa Cecilia 1909’ prenderanno parte allo spettacolo ‘Fratelli in Musica e Parole’, ideato dal direttore artistico Dr. Silvia Bargellini.

Il quintetto strumentale, formato da Roberta Malavolti Landi (violino I), Giacomo Granchi (violino II), Maria Landolfa (viola), Laura Gorkoff (violoncello) e Sonia Perini (clavicembalo e organo), insieme alla Corale diretta dal M° Andrea Sardi, accompagnerà le voci recitanti degli attori Paolo Spennato e Silvia Bargellini e le voci soliste del soprano Eva Mabellini e del tenore Francesco Marchetti, eseguendo musiche del compositore tedesco George Friedrich Haendel, tratte dal suo più importante oratorio sacro inglese, il ‘Messiah’.

Questa pagina musicale, composta nel 1741, fu eseguita per la prima volta a Dublino, il 13 aprile 1742, alla New Music Hall, mentre la prima italiana fu ospitata dalla nostra città.

Il 6 agosto 1768 l’oratorio, tratto dalla Bibbia di Re Giacomo d’Inghilterra e dalla versione dei Salmi inclusa nel Book of Common Prayer, e tradotto in italiano, fu eseguito a Palazzo Pitti per volontà del Granduca Pietro Leopoldo.

Lo spettacolo nasce come percorso di fratellanza che unisce Musica e parole, un evento unico e autentico, nel quale una musa si intreccia all’altra creando magiche alchimie sonore e verbali.

Lo spettacolo è realizzato grazie ad una sinergia di collaborazioni tra l’Associazione culturale Amici di Santa Croce, con la rivista di arte, scienza e religione ‘Città di Vita’, e con lo Studio Teologico per Laici, primo in Italia, fondato dai Frati Francescani, per promuovere e valorizzare il patrimonio artistico, spirituale e culturale che ha le sue radici nella conoscenza, nel confronto, nel dialogo, tra argomenti solo apparentemente autonomi ma, sostanzialmente, ben intrecciati e, francescanamente, ‘Fratelli’.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

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