La dame aux camélias

Il balletto è andato in scena al Teatro alla Scala, Milano

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Coreografia e regia John Neumeier

Dal romanzo di Alexandre Dumas (figlio)

Ripresa da Kevin Haigen, Radik Zaripov e Janusz Mazon

Scene e costumi Jürgen Rose

Luci John Neumeier

Marguerite Gautier Svetlana Zakharova

Armand Duval Roberto Bolle

13 gennaio 2018

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Svetlana Zakharova e Roberto Bolle hanno trionfato al Teatro alla Scala ne La dame aux camélias di John Neumeier, titolo di apertura della stagione di ballo 2017/2018.

Creata nel 1978 per l’Hamburg Ballet, La dame è la storia del tragico amore tra la cortigiana Marguerite Gautier e il giovane Armand Duval, raccontata da Alexandre Dumas figlio e resa celebre dalla Traviata di Giuseppe Verdi: una vicenda che rimane impressa nel cuore e nella memoria per la valenza simbolica, l’intensità dei sentimenti, la bellezza di un amore ostacolato dal destino.

Il primo debutto del titolo sul palcoscenico del Piermarini risale a dieci anni fa, e coincide con l’addio alle scene di Alessandra Ferri accompagnata da Roberto Bolle.

Oggi, invece, Bolle ripropone il ruolo per la prima volta a fianco di Svetlana Zakharova, assicurando un grande successo dalla prima all’ultima recita.

La vicenda si apre dalla vendita all’asta dei beni di Marguerite e si sviluppa come in un film attraverso i ricordi di Armand, muovendosi tra feste parigine e scene bucoliche nella villa di campagna.

La danza di Neumeier trova tuttavia la sua ragion d’essere più profonda nei pas de deux, in cui le étoiles regalano le emozioni proprie solo delle grandi partnership.

Bellezza e tecnica si trasformano in sentimento e passione, attraverso uno stile in cui lirismo e narratività sono le cifre predominanti.

Incantevole il duetto del secondo atto, dove la felicità dell’amore è resa da una serie di meravigliosi passaggi in volo, sospesi nel tempo e nell’illusione di un sentimento eterno, tanto forte da poter sfidare e vincere la malattia e la morte.

Straziante il pas de deux in nero, ultimo momento insieme prima che Margerite spiri sola, mentre Armand finisce di leggere il suo diario, rivelatore della sincerità del sentimento.

Ottima prova anche per i personaggi secondari. Applausi per Marco Agostino e Nicoletta Manni nella coppia Manon – Des Grieux, per Gioacchino Starace nel ruolo di Gaston (giovane talento da monitorare con interesse), e per Caterina Bianchi nel ruolo di Olympia.

Le scene e i costumi di Jürgen Rose si sposano perfettamente con la struttura cinematografica dell’azione, a partire dall’incipit in cui, nel silenzio e a luci ancora alzate, alcuni personaggi si aggirano tra i mobili della casa di Marguerite.

Il primo senso di vuoto è però immediatamente riempito dalla musica di Chopin, mirabilmente interpretata dal pianista Roberto Cominati e dall’orchestra diretta da Theodor Guschlbauer.

Ogni elemento è perfettamente calibrato a creare una cornice sognante ma dal sapore melanconico.

Il successo della produzione testimonia la maturità artistica di un Corpo di Ballo in piena forma, che vedremo impegnato in una stagione con molti nuovi titoli (finalmente) e poche riprese.

Letizia Cantù

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