La teoria del tutto

La vita di Stephen Hawking interpretata da Eddie Redmayne

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Il film è diretto da James Marsh, vincitore di un Oscar per il documentario “Man on wire- un uomo tra le Torri”, e interpretato da Eddie Redmayne, famoso per The danish girl e Animali fantastici e dove trovarli e Felicity Jones vista in Like crazy e Inferno. Gli attori sono strepitosi, l’interpretazione di Eddie Redmayne è sublime e si è aggiudicato il premio Oscar come miglior attore protagonista. La pellicola è l’adattamento cinematografico della biografia “Verso l’infinito” (Travelling to Infinity: My Life With Stephen), scritta da Jane Wilde Hawking. Stephen Hawking è uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sull’origine dell’universo, ma costretto all’immobilità dagli anni ottanta a causa di una malattia del motoneurone, diagnosticatagli già nel 1963 e costretto a comunicare con un sintetizzatore vocale. La vita di Hawking viene proposta da un’angolazione alternativa in questo film, spostando il baricentro più sulla sua vita personale che sulla sua vita da scienziato. Nel 1963 Hawking, studente di cosmologia dell’università di Cambridge incontra Jane Wilde, studentessa di lettere a Cambridge ed è subito amore. La loro storia d’amore viene ostacolata però dalla comparsa della malattia degenerativa di Stephen, ma Jane decide di rimanergli accanto e di costruire una famiglia con Stephen, mettendo al mondo 3 bambini. Jane è una donna forte, che va contro tutto e tutti per il suo amore e che rinnega la spensieratezza della sua giovinezza per stare accanto all’uomo che ama. La malattia abbatte Stephen nel corpo ma non nello spirito e nei pensieri, anche grazie all’aiuto della moglie. Ciò che sembra una condanna si rivela un inno alla vita. Immagine di una vita piena di ostacoli e di un amore così forte da superarli, ma che poi si perde di fronte ai limiti della fragilità umana. Una delle scene finali del film si conclude con questa frase detta dal protagonista che racchiude tutta la sua vita: “Non ci dovrebbero essere limiti alla ricerca umana. Siamo tutti diversi. E per quanto la vita possa sembrare cattiva, c’è sempre qualcosa che si può fare e riuscirci. Finché c’è vita, c’è speranza”.

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