Goran Bregovic e la musica come collante tra i popoli

Andato in scena il 7 febbraio 2018 all’Auditorium Manzoni di Bologna

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Sarajevo arriva a Bologna con il concerto che ha visto protagonista Goran Bregovic accompagnato dalla Wedding & Funeral Orchestra, composta da 19 elementi.

Bregovic, famoso compositore contemporaneo, musicista folk e rock star, è riuscito a fondere vari generi, creando una musica universale, coinvolgente e unificante.

Esordisce con due pezzi famosi composti per il film La Regina Margot di Patrice Chéreau, per poi eseguire brani del nuovo album Three Letters from Sarajevo, uscito nell’ottobre 2017. Il tema centrale dell’album ruota intorno alla diversità culturale e dunque religiosa e politica, ma dalla coesistenza pacifica grazie anche e soprattutto al potere della musica. È proprio in questa nuova produzione che Bregovic prova a raccontare la commistione di popoli e tradizioni.

Nato da padre croato cattolico e madre serba ortodossa a Sarajevo, città di frontiera e crocevia di popoli e religioni Bregovic, con moglie musulmana, ha deciso di far il musicista, un mestiere “da gitano”. Mestiere ineccepibile per il padre e lo zio, ma importante antropologicamente parlando. Difatti il musicista, specialmente nell’area balcanica, svolge un ruolo fondamentale in quanto detentore di un vasto, eterogeneo e florido patrimonio musicale e culturale.

Ed è forse grazie a questo che il nostro compositore, cresciuto in una zona ricca di leitmotiv differenti e coesistenti, mescolando sonorità di fanfara tzigana, polifonie tradizionali bulgare, chitarra elettrica e percussioni tradizionali con accentuazioni rock, è riuscito ad “inventare” una musica universalmente condivisibile.

Three Letters from Sarajevo, tre lettere rispettivamente cristiane, ebraiche e musulmane vanno ad intessere la storia di questa città, delle sue molteplici identità e credenze, dei complessi paradossi e delle divergenze politiche.

Successivamente Bregovic propone alcuni dei brani più conosciuti come Kalašnjikov, tratto dalla colonna sonora del film Underground e In the Death car del film Arizona Dream, entrambi di Emir Kusturica; Gas Gas e Ederlezi, il canto popolare tradizionale in lingua romanì più noto al mondo. Decide poi di chiudere lo spettacolo omaggiando l’Italia con il patriottico brano Oh bella ciao, canto popolare partigiano che rappresenta uno dei simboli della Liberazione.

Il pubblico non è riuscito a resistere alle note ritmate e danzanti dell’orchestra, tanto da lasciarsi trasportare in movimenti ondeggianti e saltellanti. La musica di Goran Bregovic è una musica viva, energica e soprattutto conviviale e comunitaria, “gitana” per l’appunto.

È proprio questo del resto l’obiettivo dell’artista, sapientemente raggiunto: creare un punto di incontro, di ristoro e consonanza tra i popoli. Tutto grazie alla musica.

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