EKO Dance Project sulle note di Haendel

Andato in scena al Teatro Ponchielli di Cremona

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Prosegue felicemente il ricco cartellone della trentesima Edizione per il programma Danza al Teatro Ponchielli di Cremona, in concomitanza alla giornata della ricorrenza della Festa della Donna, con lo spettacolo, MESSIA Haendel, prodotto da Zerogrammi, per EKO Dance International Project, diretta da Pompea Santoro, con ideazione scenografica e coreografia di Paolo Mohovich.

Note

Messiah è un Oratorio in tre atti, in lingua inglese, composto nel 1741 da Georg Friedrich Haendel, tratto dalla Bibbia di Re Giacomo e dalla versione dei Salmi. Accolto con modestia, divenne popolare in itinere, fino a diventare una delle opere più note e più largamente eseguite in Occidente, in tutte le sale di musica.

Una meditazione di nostro Signore come Messia nel pensiero cristiano e nella fede. Handel concepì l’opera musicale con la velocità che lo contraddistingueva, tutta d’un fiato. Da Dublino, città cattolicissima a Londra, l’Oratorio venne chiamato “A new Secred Oratorio”, per vari pregiudizi di esecuzione, tra il sacro e profano.

Handel metteva il Messiah, nei programmi dei concerti, sempre nel periodo della Quaresima o di Pasqua, seguendo il testo, che si basa specialmente nella terza parte sui concetti di resurrezione e redenzione. Era infatti uso, a Dublino, nelle sale da concerto, eseguire l’Oratorio nel periodo dell’Avvento.

Il brano più celebre è l’Hallelujah, che conclude la seconda delle tre parti dell’opera. La melodia dell’Hallelujah, venne poi ripresa da Haendel, nel concerto per organo e orchestra HWV308.

Un’operazione coraggiosa, che la giovane compagina di EKO Dance Project, composta da diciotto ballerini, e diretta da Pompea Santoro, musa di Mats Ek, e sinonimo di garanzia, con l’esperienza di Paolo Mohovich, maturata tra Torino, Cannes, Londra e Spagna, muove i passi su uno stile contemporaneo formale legato alla musica.

Il progetto di divulgazione pedagogica nelle scuole e di profonda conoscenza del repertorio dei grandi coreografi, prosegue per la Santoro, talentuosa ballerina torinese, ancora sedicenne approdata alla Compagnìa del Cullberg Ballet.

Alla corte di Mats Ek, figlio a sua volta di grandi artisti, Anders Ek, attore tra i preferiti di Bergman e Birgit Cullberg, fondatrice della Compagnia omonima, la Santoro nutre e trasforma gli insegnamenti per donare nuova linfa alle generazioni attuali, tornando alle sue origini piemontesi.

Pompea, così famosa, dapprima non in Patria, come recita il detto popolare, da essere raffigurata anche in un francobollo celebrativo svedese, in cui la ritrae in posa aerea, mentre interpreta Giselle di Mats Ek.

La scrittura coreografica di Mohovich presenta una ideazione scenografica minimalista giocando sui piani prospettici dei chiaro scuri delle luci, per creare giochi materici, capaci di contenere l’esplosione di energia giovanile degli interpreti e delle loro naturali vibrazioni, alle prese con un argomento che richiede una profonda maturità interpretativa.

L’Oratorio, la declamazione, chiama al Messia, all’Unto del Signore, il salvatore promesso al Popolo, per la tradizione ebraica, e di miracoloso rinnovamento, per la chiesa cristiana.

Un’impegnativa prova d’esecuzione, che i giovani attenti ballerini, hanno saputo svolgere al meglio eseguendo con dovizia le consegne impartite dai loro mentori, Santoro e Mohovich.

Un percorso che denota le basi per una già solida strutturazione d’insieme in divenire per il futuro.

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