Intervista a Filtro

Intervista al giovane rapper e writer fiorentino

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Chi è Filtro?

Filippo Balestri è un rapper fiorentino classe 1990 si avvicina al rap sin da piccolo, nel 2006 nasce artisticamente e milita in diverse formazioni rap e hip hop fino al 2015 quando debutta come solista con il suo primo disco ‘Luna Blu’ nel 2017 esce il suo ultimo album ‘1990’

Come ti avvicini al rap e chi è il tuo punto di rifermento nel genere?

Il mio primo contatto è stato quando avevo 6/7 anni con Tranqui Funky degli Articolo 31. A 12 anni mio padre mi regala il primo disco dei Gemelli Diversi e da li pian piano ho esplorato la scena Italiana e poi quella Statunitense. Un grande punto di riferimento per me è Tormento, a mio parere uno dei rapper più influenti ed un caposaldo nella scena Italiana, inizia militando nei Sottotono e più avanti intraprende la carriera da solista. Pochi anni fa ho scoperto che si è trasferito qui a Firenze, siamo diventati grandi amici e quando ho la possibilità gli apro i concerti qui in zona o ci vediamo per un caffè, conoscerlo è stato molto importante per me sia sotto il punto di vista umano che per quanto riguarda quello artistico.

Quando scrivi sei più Filtro o più Filippo? Dov’è la differenza fra Filtro e Filippo?

Quando scrivo sicuramente parlo di me e delle mie esperienze e dei problemi che come Filippo devo affrontare tutti i giorni. Quando sono sul palco e quando c’è un progetto nuovo e serio mi metto nell’ottica di Filtro. Filtro è il vestito che usa Filippo quando canta.

Ti riesce difficile conciliare musica e lavoro?

Non più di tanto, ho i turni e mi regolo di conseguenza. Chiaramente non riesco più a dedicare il tempo che dedicavo alla musica come quando ero pischello, avevo meno cose per la testa, più idee fresche e avevo questa voglia di sbranare il materiale musicale.

Parlaci un po’ del tuo ultimo disco.

1990 è uscito a novembre 2017 dopo un anno e mezzo di lavoro, potete trovarlo su spotify e sul mio sito in free download, quest’inverno ho già fatto un paio di serate per promuovere il disco e sono andate piuttosto bene, quest’estate ci saranno un altro paio di concerti per il nuovo disco, in particolare il 10 giugno sarò a Villa Favard. Il disco unisce canzoni dal beat e dal sapore tipicamente rap con pezzi più distesi e melodici con influenze pop, dal titolo si intuisce la natura nostalgica del disco.

Quanto sono importanti per te le basi? Ci lavori personalmente?

Per le basi ho sempre collaborato con produttori oppure usato basi già utilizzate in precedenza da altri come nei miei Mixtape. Per il mio album ho lavorato con Ciro Princevibe, con lui mi sono trovato particolarmente bene visto che mi ha fatto tutte le canzoni come volevo io, sono arrivato in studio con tutti i pezzi già pronti e con le idee ben chiare sul carattere dei pezzi, il suo aiuto è stato fondamentale, è un vero architetto del suono.

Hai un’educazione musicale?

Purtroppo no e me ne sono accorto soprattutto mentre lavoravo per registrare il mio ultimo album, il mio ultimo album è molto più pop, disteso e melodico dei miei lavori precedenti, soprattutto nei ritornelli. Sotto questo punto di vista il lavoro di Ciro è stato essenziale sia come guida durante la registrazione sia in post-produzione. Non appena avrò la possibilità mi sono ripromesso di prendere lezioni di canto.

È dal 2015 che hai intrapreso la carriera da solista, sono ormai 3 anni, ti ritieni soddisfatto?

Sinceramente si, mi sono tolto molte soddisfazioni. La cosa positiva di lavorare da solo piuttosto che in una crew è che ho molta più libertà per sperimentare, con il nuovo disco in particolare mi sono distaccato dal rap cosiddetto classico.

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