laVerdi affronta per la prima volta il Requiem di Cherubini

Il 24, 25 e 27 maggio all'Auditorium di Milano

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Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Coro di Voci Bianche de laVerdi

Maestro del Coro di Voci Bianche M. Teresa Tramontin

Maestro del Coro Erina Gambarini

Direttore Roberto Polastri

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Nel vastissimo repertorio de laVerdi trova posto una nuova, inedita proposta di grande levatura sia tecnica che simbolica: il Requiem in Do minore di Luigi Cherubini, accostato al Prologo da Mefistofele di Arrigo Boito, e proposto al pubblico milanese in tre date: giovedì 24 (ore 20.30), venerdì 25 (ore 20.00) e domenica 27 (ore 16.00) Maggio, all’Auditorium di Milano. Sul palco di largo Mahler, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, per l’occasione diretta dal milanese Roberto Polastri, il Coro Sinfonico e il Coro di Voci Bianche de laVerdi, rispettivamente affidati a Erina Gambarini e Maria Teresa Tramontin. Il cielo e la terra, il Paradiso e l’Inferno: laVerdi porta quindi in Auditorium due stupefacenti opere corali, tanto diverse per gusto e linguaggio quanto assimilabili per la mistica drammaticità che le pervade.

(Biglietti: euro 52,00/20,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it).

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Programma

Il Requiem in Do minore per coro misto e orchestra è stata composta da Luigi Cherubini nel 1816 a Parigi ed eseguita per la prima volta nella cattedrale di Saint-Denis il 21 gennaio 1817, per ricordare il ventiquattresimo anniversario della morte per decapitazione del re Luigi XVI, a seguito dello scoppio della Rivoluzione francese. BeethovenBrahms e Schumann hanno espresso apprezzamento per l’opera del fiorentino.

Cherubini era all’epoca (1815) appena stato nominato Surintendant de la musique presso la cappella musicale reale dal sovrano Luigi XVIII, dopo la restaurazione della monarchia e l’instaurazione di una nuova politica di riconciliazione con il passato e con la. Per questo motivo fu commissionata a C. una messa da requiem in memoria della morte dell’ultimo sovrano dei Capetingi prima degli eventi bellici rivoluzionari e dell’era napoleonica. La data del 21 gennaio era stata negli ultimi 20 anni anche festa nazionale, segnando l’avvento della repubblica, ma al ripristino della monarchia essa fu solamente commemorata come giornata della memoria. L’opera, dopo la sua prima esecuzione, fu ripetuta nella stessa chiesa per un altro evento luttuoso poco più di 4 anni dopo: l’assassinio di Carlo di Borbone, Duca di Berry ed erede al trono, avvenuto il 13 febbraio 1820. Per l’occasione venne aggiunta anche una Marcia funebre e un mottetto (In Paradisum deducant te angeli).

In Francia per più di 50 anni un’altra era stata la messa da requiem più eseguita, ritenutaquella ufficiale: la Grande messe des morts di François-Joseph Gossec, improntata ad uno stile alto, accademico, quasi marziale. Il Requiem di Cherubini invece se ne discosta in modo molto drastico, evitando l’usuale alternanza fra momenti corali e solistici (essendo privo del quartetto vocale a solo) e spogliando la tecnica coristica di ogni accenno compositivamente virtuosistico, se si eccettua la fuga a quattro voci compresa nell’Offertorio. Ciò dovuto principalmente alla formazione dello stesso Cherubini che aveva imparato molto dalla tecnica palestriniana durante il suo apprendistato presso Padre Martini.

La parte orchestrale è caratterizzata sia da tratti di inestimabile dolcezza sia da parti di vigorosa sonorità (si veda ad esempio il Dies Irae), che tanto influenzeranno la musica di Hector Berlioz, pur mantenendo dei collegamenti con la precedente storia della musica (si vedano i colori cupi dell’Introito, caratterizzati dal suono di viole, violoncelli, contrabbassi e fagotti, con l’esclusione dei violini).

Mefistofele è un’opera in quattro atti, un prologo e un epilogo, scritta e composta da Arrigo Boito ispirandosi al Faust di Goethe.

La prima rappresentazione avvenne a Milano, al Teatro alla Scala, il 5 marzo 1868, direttore lo stesso Boito, ma si risolse in un fiasco clamoroso, a causa forse, oltre che dell’eccessiva lunghezza dell’opera, del contenuto fortemente ideologico di alcuni episodi, poi soppressi. L’opera venne quindi ridotta e rielaborata dall’autore, che tra l’altro traspose per tenore la parte di Faust, originariamente per baritono; inoltre la figura di Margherita assume un rilievo centrale, nel contesto del dramma salvifico di Faust. La nuova versione andò in scena con successo al Teatro Comunale di Bologna il 4 ottobre 1875, diretta da Emilio Usiglio alla presenza del compositore. Fu soprattutto grazie al conte bolognese Agostino Salina che l’opera, nonostante le resistenze legate al fiasco meneghino, fu inserita nel programma del teatro felsineo. Le rappresentazioni bolognesi inaugurarono la stagione autunnale e al successo contribuirono le eccellenti interpretazioni di Romano Nannetti nel ruolo di Mefistofele e di Italo Campanini in quello di Faust. Il giovane soprano Erminia Borghi-Mamo sostenne i ruoli sia di Margherita sia di Elèna. Nelle varie rappresentazioni e versioni discografiche, sta alla scelta della produzione e della direzione se affidare o meno alla stessa interprete le parti di Margherita ed Elèna: Boito non ha dato indicazioni specifiche su questo. Anche le parti di Marta e Pantalis (contralto) e Wagner e Nereo (tenore) sono spesso interpretate dagli stessi artisti.

Da allora l’opera è sempre rimasta in repertorio, diretta da molte celebri bacchette, tra cui Franco FaccioLuigi MancinelliArturo ToscaniniTullio SerafinLeonard Bernstein e Riccardo Muti.

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Biografie

Roberto Polastri, direttore. Nato a Milano nel 1957, si diploma in pianoforte con Lina Volpi Marzotto e studia Direzione d’orchestra con Roberto Cecconi e Zòltan Péskò. Dal 1990 dirige regolarmente opere, concerti sinfonici e musica da camera al Teatro Comunale di Bologna. Dal 1998 al 2005, invitato da Riccardo Chailly, collabora con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in un vasto repertorio che va da Bach a Bartòk.

Ha diretto opere e concerti in molti teatri e festival internazionali, tra cui il Festival di Glyndebourne (La Cenerentola, London Philharmonic Orchestra, 2005; Orchestra of the Age of Enlightenment, 2007), il Teatro di San Carlo di Napoli (Il Turco in Italia, La Damnation de Faust), il Teatro dell’Opera di Roma (I due Foscari), il Maggio Fiorentino Formazione (Gianni Schicchi), il Festival di Wexford (Parisina e Maria di Rohan di Donizetti), il Teatro de São Carlos di Lisbona, il Teatro de la Maestranza di Siviglia. Negli ultimi anni ha affiancato al lavoro sui prediletti autori del Novecento storico (Pelléas et Mélisande, Madama Butterfly, La Rondine, Gianni Schicchi, Sagra della primavera, Uccello di fuoco, Pierrot lunaire, Quartetto op. 25 di Brahms/ Schönberg, Alexander Nevsky, Il Principe di legno, Concerto per orchestra) e sulla nuova musica, (l’opera Where the wild things are di Knussen, Folksongs di Berio, la prima esecuzione di Scena di vento di Sciarrino al Festival delle Nazioni di Città di Castello), la frequentazione di capolavori della letteratura classico-romantica (The Creation, la Messa in mi bemolle di Schubert, la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”, Shéhérazade) e barocca (Combattimento di Tancredi e Clorinda, Dido and Aeneas, Ode for St.Cecilia’s Day, Johannes Passion).

Ha diretto il concerto inaugurale della stagione 2010/11 dell’Orchestra of the Age of Enlightenment alla Queen Elisabeth Hall di Londra, dedicato a Pergolesi e Mozart, trasmesso da BBC Radio 3. Si è alternato sul podio con Bruno Bartoletti per La Fanciulla del West al Teatro Massimo di Palermo e per Ernani a Bologna.

Nel 2012 ha diretto La traviata al Teatro Massimo di Palermo e la Matthäus Passion a Bologna. E’ stato invitato inoltre da Vladimir Jurowski a dirigere un concerto dedicato a Rossini, Britten e Stravinsky con l’Orchestra Sinfonica Accademica Statale Russa alla Tchaikovsky Hall di Mosca.

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Erina Gambarini, Maestro del Coro. Figlia d’arte, a 13 anni alla Scala di Milano fu la prima voce bianca interprete di Flora nel Giro di vite di Britten, iniziando un’intensa e ininterrotta attività di soprano, studiando a Vienna con Teresa Stich-Randall. Allo studio del pianoforte con il padre Guido Gambarini affianca quello di Direzione, Interpretazione e Musica Vocale da Camera con M. Courod, Tecnica Vocale e Interpretazione con Gerhard Schmidt-Gaden. Nel 1989 fonda il gruppo corale Canticum Novum, che si impone per la qualità e la ricca attività artistica; con esso nel 1996 inizia la collaborazione con il Maestro Romano Gandolfi.

Dal 2007 è Direttore del Coro Sinfonico de laVerdi, succedendo al Maestro Romano Gandolfi, che la chiamò come sua assistente alla fondazione del Coro nel 1998. Ha diretto il Coro Sinfonico di Milano alla Sala Nervi in presenza di S.S. Benedetto XVI, al Festival Rostropovich, al ROH di Muscat con Carmen di Bizet, al Festival Mito, a LA7, alle Celebrazioni per l’Unità d’Italia alla presenza del Presidente della Repubblica. Ha lavorato con Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Gianandrea Gavazzeni, Xian Zhang, Aldo Ceccato, Ettore Gracis, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Rudolf Barshai, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling, Leonard Slatkin, Neville Marriner, Roger Norrington, Vladimir Fedoseyev, Robert King, John Axelrod, Patrick Fournillier.

È invitata a far parte di giurie di Concorsi Internazionali di Canto. Dal 1997 è membro dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo per i suoi meriti artistici. Nelle Stagioni 2011/12 e 2012/13 ha diretto il Coro de laVerdi in War Rrequiem e Ivan il Terribile alla Scala. Fra gli impegni recenti, l’Ottava di Mahler direttore Riccardo Chailly, la Petite Messe Solennelle di Rossini, il War Requiem di Britten e la Passione secondo Giovanni, quest’ultimo oltre che in Auditorium anche al Duomo di Milano. Nel 2016 ha diretto il Coro nella esecuzione di Aleksandr Nevskij di Prokof’ev, Stabat Mater di Rossini, Il Signore degli Anelli di E. Shore nello Stabat Mater di Dvořák e il Requiem di Verdi. Recentemente ha diretto il Coro de laVerdi nel Requiem di Mozart in Amadeus – Il Concerto eseguito in Auditorium, con la direzione di John Axelrod e nella prima esecuzione italiana della Cantata per il XX anniversario della Rivoluzione d’Ottobre di Sergej Prokof’ev.

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Maria Teresa Tramontin Maestro del Coro di Voci bianche. È mezzosoprano del Coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. E’ stata diretta da grandi maestri quali Chailly, Ceccato, Caetani, Flor, Barshai, Jurowski, Slatkin, Fedoseyev, Morricone, Veronesi, King, Abbado, Sir Marriner, Zhang, Rilling, Axelrod, Marshall, Jais, Grazioli. Ha collaborato con numerose orchestre, tra cui i Pomeriggi Musicali di Milano e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino; ha inciso cd, tra gli altri, con Placido Domingo, Andrea Bocelli, Juan Diego Florez, Lucia Aliberti.

Ha diretto per nove anni il Coro dei detenuti del Reparto dei tossicodipendenti “La nave” nel carcere di San Vittore di Milano che si è esibito in numerosi concerti.

Tiene con successo crescente il “Corso di canto per stonati” da cinque anni, attività promossa da laVerdi per dare la possibilità anche a chi è meno “dotato” vocalmente di avvicinarsi al mondo del canto in modo sereno e senza pregiudizi.

Dal 2008 è Maestro del Coro di Voci bianche della Fondazione Orchestra sinfonica e Coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi.

L’11 settembre 2011, al Teatro alla Scala, per l’apertura della Stagione sinfonica 2011/12 de laVerdi e in occasione del decennale della distruzione delle “Torri gemelle” di New York City,ha diretto il Coro di Voci bianche nel War Requiem di Britten, insieme con l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretti da Zhang Xian. A dicembre 2011, assieme agli ensemble de laVerdi, ha partecipato alla tournée in Oman con il Coro di Voci bianche per la Carmen di Bizet, diretta Patrik Fournillier. Ancora alla Scala ha presentato nel 2012 il Coro di Voci Bianche nell’Opera Ivan Il Terribile di Prokofiev e nel 2013 nella Passione Secondo Matteo di Bach. Nella Stagione de laVerdi 2013/2014 ha preparato il Coro di Voci bianche per l’esecuzione della Sinfonia n. 8 di Mahler, sotto la direzione di Riccardo Chailly, al MiCo di Milano.

Ha inoltre collaborato nella presentazione del trailer del nuovo film documentario per Expo 2015 di Ermanno Olmi. La stagione 2014/15 la vede impegnata come direttore del Coro di Voci bianche in importanti concerti quali: Mysterium di Rota diretto dal Giuseppe Grazioli; Passione Secondo Matteo di Bach diretta dal Ruben Jais; la Sinfonia n. 3 di Mahler diretta dal Peter Flor, Apocalypsis di e sotto la direzione di Marcello Panni; Carmina Burana di Orff e Terza Sinfonia di Bernstein diretti dal John Axelrod.

Si è specializzata in Musicoterapia alla Scuola di Artiterapie di Lecco.

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