Macbeth Neo Film Opera

Dal 14 giugno nelle sale italiane

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CAST & CREDITS

Regia e Sceneggiatura: Daniele Campea

Soggetto: tratto da “Macbeth” di William Shakespeare

Interpreti e personaggi: Susanna Costaglione (Macbeth), Irida Gjergji Mero (Lady Macbeth), Franco Mannella (Macduff), Claudio Di Scanno (Banquo) e con la partecipazione degli allievi dell’Accademia Teatrale Arotron (Pianella) e dell’associazione teatrale Il posto delle fragole (Popoli)

Fotografia: Federico Deidda

Montaggio: Daniele Campea

Musiche di repertorio: Giuseppe Verdi, da Macbeth, Requiem, Te Deum

Musiche originali: Daniele Campea

Scenografia, costumi, trucco e oggetti di scena: Gianni Colangelo MAD e Antonella Pal

Prodotto da: Creatives, Fondazione Pescarabruzzo

Direttore di produzione: Teresa Di Viesti

Aiuto regia: Silvia Giampietro

Segretaria di edizione: Daniela Di Placido

Paese: Italia, 2016

Genere: Drammatico

Durata: 50 minuti

Uscita: giovedì 14 giugno 2018

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MACBETH NEO FILM OPERA | SINOSSI

Dalla tragedia di William Shakespeare. Macbeth ascolta la profezia delle tre streghe che gli annunciano l’imminente conquista del trono di Scozia, precipitandolo in una spirale senza ritorno di violenza, solitudine e follia…

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MACBETH NEO FILM OPERA | IL REGISTA – Daniele Campea

Daniele Campea (6 ottobre 1982) è regista, compositore e sceneggiatore, laureato in Filosofia contemporanea. Ha realizzato cortometraggi presentati e premiati in numerosi festival internazionali, oltre a video installazioni, videoclip e documentari. Appassionato di musica e cinema sin da bambino, cresce con la consapevolezza che questi due mondi siano uniti da un legame strettissimo. Il suo lavoro si basa sull’unione di linguaggi diversi ma complementari, tra i quali cinema, teatro e opera, con una forte predominanza della musica e del montaggio come elementi caratterizzanti. “Macbeth Neo Film Opera” è il suo primo lavoro per il cinema di più ampio respiro e al tempo stesso il manifesto di un nuovo genere, il ‘neo film opera’, fondato sull’esaltazione dei rapporti tra musica e immagine e la ricerca di un potente impatto emotivo.

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MACBETH NEO FILM OPERA | NOTE DI REGIA

Il film è stato girato in un bianco e nero “espressionista”, accentuando i chiaroscuri, le ombre, le ambientazioni allucinate, e ponendo l’attenzione sui volti degli interpreti prima ancora che sui loro corpi. I primi piani, che scrutano la psiche dei personaggi, si alternano a immagini della natura di ampio respiro, per sottolineare la provvisorietà dell’uomo e delle sue ambizioni di fronte a ciò che lo circonda e lo sovrasta. La struttura portante del film si basa sull’utilizzo del montaggio e dei suoni, in un rapporto inscindibile: la musica non si limita a fare da colonna sonora alle immagini, ma le immagini stesse creano una “colonna visiva” per le musiche, la recitazione si basa su precise scansioni ritmiche e ogni elemento sonoro si amalgama completamente con la sua controparte visiva. Uno dei maggiori riferimenti per questa nuova interpretazione è l’antica tragedia greca, nella quale parola, musica e danza raggiungono la massima simbiosi. Questa l’essenza del ‘neo film opera’.

Per la prima volta sullo schermo Macbeth è interpretato da una donna, l’attrice teatrale Susanna Costaglione, che plasma un personaggio androgino, sospeso in un mondo da incubo, divorato dalla sua solitudine. Nel cast anche l’attore e doppiatore Franco Mannella nel ruolo di Macduff, la musicista e attrice Irida Gjergji Mero in quello di Lady Macbeth e il regista teatrale Claudio Di Scanno in quello di Banquo. Le scenografie, i costumi e gli oggetti di scena sono opera dell’artista Gianni Colangelo MAD e di Antonella Pal, che si sono ispirati all’immaginario steampunk anche con l’ausilio di materiali di risulta. Il film è stato realizzato in maniera indipendente e con un budget ridotto, girato per la maggior parte in un’ex fabbrica abbandonata nel comune di Popoli e in varie location all’interno dei parchi naturali d’Abruzzo in soli otto giorni di riprese, mentre il montaggio ha richiesto oltre sei mesi di lavoro. All’infuori dei personaggi principali, il resto del cast è composto da attori non professionisti alla loro prima esperienza cinematografica.

L’opera ha ricevuto una recensione entusiastica sulla storica rivista “Filmcritica”, è stato inserito dal critico cinematografico Alessandro Cappabianca nella classifica dei dieci migliori film del 2016 ed è citato nel nuovo libro di Cappabianca “Metamorfosi dei corpi mutanti”, edito da Timìa. «Al suo primo lungometraggio, Daniele Campea affronta il tema/Macbeth, già trattato da una serie di giganti del cinema (Welles, Kurosawa, Polanski, Bela Tarr) e dei suoi dintorni (C. Bene), arrivando a un risultato di assoluta originalità. Prima cosa che viene in mente, di fronte al suo “Macbeth Neo Film Opera”: non ha niente a che fare col cinema italiano corrente, anzi, non ha niente a che fare con le pratiche correnti del fare cinema oggi, in Italia e fuori. È un oggetto speciale, che sembra provenire da un altro mondo, o da un altro tempo». [Alessandro Cappabianca – “Filmcritica” (estratto)]

[Daniele Campea]

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MACBETH NEO FILM OPERA | CAST TECNICO E ARTISTICO

Susanna Costaglione | nel ruolo di Macbeth

Inizia giovanissima a lavorare a Venezia su testi di teatro classico e contemporaneo con il regista Giuseppe Emiliani. Dal 1986 prende parte a diverse produzioni della Compagnia Giorgio Albertazzi, e nel “Peer Gynt” con l’Orchestra e Coro del maggio Fiorentino. Tra il ’91 e il ’94 debutta al Festival Santarcangelo dei Teatri con gli spettacoli “Endzeit” da Georg Buchner e “A tutti gli uragani che ci passeranno accanto” da Bertolt Brecht. La regia è di Claudio Di Scanno, con il quale lavora dal 1992 nella Compagnia Drammateatro. Nel 2004 è protagonista di “Pour en finir…(evocation)” da Antonin Artaud, dove esprime ai massimi livelli la sua tensione verso la ricerca di un corpo-voce. Nel 2005 interpreta il ruolo maschile di Prometeo nel “Prometeo incatenato” di Eschilo. Riceve il Premio speciale Franco Enriquez come attrice protagonista dello spettacolo artaudiano “Pour en finir…(evocation)”. Nel 2006 riceve nuovamente il Premio Franco Enriquez per la Migliore interpretazione femminile per il monologo “Musi neri” che rievoca la tragedia alla miniera di carbone a Marcinelle in Belgio. Invitata al Columbus Centre di Toronto porta un progetto sulla Commedia di Dante. Nel 2008 lo spettacolo “Musi neri” per la regia di Claudio Di Scanno riceve il Premio per il Miglior spettacolo nell’ambito della Settimana Internazionale del Monodramma di Umago (Istria). Nel 2009 debutta in tre diverse produzioni: a Pescara con “Fedra” di Gabriele d’Annunzio; “Le Troiane” nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo – interpreta il personaggio di Ecuba – e al Teatro Olimpico di Vicenza con “Le Baccanti”, regia di Giuseppe Emiliani. Nel 2010 è interprete ne “La figlia di Iorio/Fabula psicomachia”, riscrittura drammaturgica di Claudio Di Scanno, progetto musicale di Germano Scurti. Per il terzo anniversario del terremoto di L’Aquila, nel 2012 è la voce recitante nell’opera contemporanea in musica “M-ig-R-azioni” di Roberta Vacca, produzione Società Aquilana Concerti e Solisti Aquilani. Ricca è la sua collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto e il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia per i quali realizza gli spettacoli “Tu non sai cos’è l’amore” dal romanzo di Marco Franzoso, “Tutti i colori del mondo” sulla figura del pittore Vincent van Gogh, dall’omonimo romanzo di Giovanni Montanaro, e il progetto pluriennale “Women in love”, monologhi da Shakespeare nei Palazzi veneziani per la regia di Giuseppe Emiliani. Nel 2015 è protagonista nel “Macbeth” di William Shakespeare, drammaturgia e regia di Claudio Di Scanno. Successivamente interpreta il personaggio maschile di Macbeth nel film di Daniele Campea “Macbeth Neo Film Opera”. Nel 2016 è la protagonista di “Giorni Felici” di Samuel Beckett, regia di Claudio Di Scanno, produzione Teatro Stabile d’Abruzzo/Drammateatro. Nel 2017 realizza gli spettacoli “Brundibar Favola dal Campo di concentramento di Terèzin”, regia di Claudio Di Scanno; “Snaturate. Storie di donne in manicomio”, opera di teatro musicale per tre attrici e orchestra d’archi, Orchestra femminile del Mediterraneo; “Bisbetica per gioco”, atto unico per due attrici liberamente ispirato a “La bisbetica domata” di Shakespeare, produzione Teatro Stabile del Veneto, regia di Giuseppe Emiliani; “Metamorphoses/le Età del Mondo”, regia e riscrittura drammaturgica di Claudio Di Scanno dal Primo libro de “Le Metamorfosi” di Ovidio. Nel 2018 è protagonista nello spettacolo “La Venexiana”, produzione Teatro Stabile del Veneto.

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Franco Mannella | nel ruolo di Macduff

Regista, attore e doppiatore, Franco Mannella è un artista poliedrico. Diplomatosi nel 1988 a Roma presso la scuola di Teatro La Scaletta, impegnato in ruoli drammatici e brillanti, da sempre recita nei teatri più importanti d’Italia con vari registi, tra cui Giuseppe Patroni Griffi, Corbucci e Marsili, Franco Però e con la compagnia Attori e Tecnici del Teatro Vittoria. Assieme a Cristina Giordana e Sergio Sivori, nel 2005 crea Laboratorium Teatro, centro internazionale di ricerca e sperimentazione teatrale. È regista di spettacoli teatrali, tra cui “Flaiano in 3D”, “E se D’Annunzio…”, “Per favore toglietevi le scarpe”, “Play Shakespeare”. Affermato doppiatore, è noto al grande pubblico come voce italiana di Roger l’alieno in “American Dad”. Ha recitato in numerosi film come “The aviator”, “Giù al Nord”, “Chicago”, “A serious man”, “Spiderman”, e serie tv tra cui “Modern Family”, “Spartacus”, “Californication”, “Alias”, “Star Trek”, “Six feet under”, “Bones”. In cartoni animati e film di animazione è la voce di Asterix, di Otto ne “I Simpson”, del Soldato ne “I Pinguini di Madagascar”. In televisione spicca per le sue doti comiche al fianco di Flavio Insinna (“Cotti e Mangiati”), Neri Marcorè (“Neri Poppins”) e in vari show di Pippo Baudo, Nino Frassica, Milly Carlucci a partire dagli anni ’90. Ha interpretato ruoli nelle fiction italiane “Distretto di polizia”, “La squadra”, “Gente di mare” e al cinema ha esordito con Pino Quartullo in “Le faremo tanto male”. Con il film “Celestino V – Il Papa del Gran Rifiuto” è alla sua prima esperienza come regista cinematografico.

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Irida Gjergji Mero | nel ruolo di Lady Macbeth

Inizia lo studio del violino a soli sei anni. Nel 1998 consegue il Diploma del violino al Liceo Musicale Jan Kukuzeli di Durazzo. Prosegue gli ultimi anni di studio al Conservatorio di Musica Luisa D’Annunzio di Pescara laureandosi in viola. Con diverse orchestre sinfoniche liriche e da camera ha preso parte a numerosi concerti in Italia e all’estero e ha all’attivo concerti in duo con pianoforte. Dal 2007 approfondisce lo studio della scuola teatrale russa con il M° Jurij Alschitz, Giampiero Borgia, Riccardo Palmieri; partecipa inoltre a seminari tenuti da Progetto Brockenhaus, Andrea Cosentino, Compagnia Tardito/Rendina, Julia Varley, Helen Chadwik Stefano Cenci, Elisabetta di Terlizzi, solo per citarne alcuni. Attraverso la pluriennale esperienza con il teatro approfondisce una ricerca sulla composizione e l’esecuzione delle musiche di scena. Tra gli spettacoli a cui ha collaborato: “Pierino e Lupo”, produzione Florian Meta Teatro con musiche originali di Diego Conti; “Fedra, Le Troiane”, produzione Dramma Teatro; “Del Bene del Male”, produzione Dimensioni Parallele Teatro; “La Pasoliniana”, produzione Brockenhaus. Nella sezione Teatro Ragazzi cura le musiche ed è attrice e musicista di scena in “La Bambina dei Fiammiferi”, produzione Florian Meta Teatro; “Io sono, tu Sei”, produzione Florian Meta Teatro; “Riccioli d’oro” produzione Florian Meta Teatro; “To be Perseo” produzione Arterie Teatro, Selezione Premio Scenario Infanzia. È autrice, attrice e musicista di “Sarabanda Postcomunista”, un concerto spettacolo di musiche dal folklore albanese in chiave contemporanea con tournée in teatri nazionali. È musicista nella performance di musica contemporanea “L’essenziale” di Francesco Leineri, in tournée da marzo 2018.

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Claudio Di Scanno | nel ruolo di Banquo

Claudio Di Scanno (Pescara, 1955) è regista teatrale e fondatore della compagnia Drammateatro con sede a Popoli. Oltre alla regia di tutti gli spettacoli del Drammateatro ha effettuato regie per il Teatro Stabile dell’Aquila, il Teatro Stabile d’Abruzzo, il Florian Teatro Stabile d’Innovazione, L’Uovo Teatro Stabile d’Innovazione. I suoi spettacoli sono stati recensiti dai più autorevoli critici dei maggiori quotidiani italiani e su riviste di teatro e spettacolo. È annoverato in diversi volumi di storia del teatro, tra questi “Il Romanzo della Regia” di Luigi Squarzina e il recente “Declino del Teatro di Regia” di Franco Cordelli. Con i suoi spettacoli ha effettuato periodiche tournée in Italia e in altri paesi europei, spesso invitato in festival e rassegne internazionali dedite al teatro contemporaneo. È autore del volume “Teatro e Altri Luoghi”, i suoi scritti si ritrovano nelle riviste Alias, inserto cultura del quotidiano “Il Manifesto”, “Teatro e Regione”, “Echi”. È stato direttore artistico per la Regione Abruzzo del progetto transfrontaliero Factory nonché di festival e rassegne organizzate dal Drammateatro a Pescara e a Popoli. Premio Nazionale alla Regia Franco Enriquez nel 2005 e Primo Premio al Festival Internazionale di Umag (Croazia) nel 2008, Nomination del Corriere della Sera ai prestigiosi Premi Ubu per il Teatro nel 2009 quale Miglior Regista italiano dell’anno 2008. Tesi di laurea sul suo lavoro sono state realizzate nelle Università di Bologna e di L’Aquila nonché nelle Accademie di Belle Arti di Macerata e L’Aquila.

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Gianni Colangelo MAD | Scenografie e costumi

Gianni Colangelo (alias MAD) è un artista abruzzese che ha fondato la sua produzione artistica sul concetto di riuso e recupero del metallo. Il suo nome d’arte MAD (oltre al banale richiamo di ‘pazzo’) è l’acronimo di Metal Art Designer, come ama definirsi. Nato in una terra difficile come l’Abruzzo, ma tanto testardo e caparbio da volerci restare, ha fatto della territorialità la base della sua produzione artistica: il metallo che utilizza per le opere proviene infatti da vecchi utensili e strumenti di lavoro e rappresenta il mondo agricolo e pastorale della sua terra. Il ferro, come nella citazione iniziale, viene paragonato al maiale, riprendendo un vecchio proverbio abruzzese secondo cui il maiale è quell’animale che durante le fasi di lavorazione crea poco scarto, “non si butta via niente”. Le sue sculture sono costituite da metalli assemblati consumati dal tempo e caratterizzati dalla ruggine, elemento che ne rappresenta il vissuto, come le rughe per un volto umano. Un processo di degrado del materiale che si riflette nello scorrere del tempo e dell’esistenza umana: gli strumenti, un tempo utilizzati da altre mani, hanno delle storie da raccontare e in questo modo MAD le tramanda ai posteri. È consapevole di non essere l’unico autore delle sue opere, ma soltanto l’ultimo. Le sculture che realizza sono sempre più complesse: la sua ossessione di donargli la vita lo ha portato all’inserimento di parti meccaniche e robotiche, rendendo necessaria l’interazione con il fruitore. Gianni Colangelo MAD vede nella propria arte l’importanza del recupero delle proprie origini e la valorizzazione delle tradizioni: un’arte rivolta al proprio passato ma protratta verso un futuro più rispettoso nei confronti della natura e della storia.

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Antonella Palombizio | Scenografie e costumi

Antonella Pal è una giovane crafter abruzzese che lavora da anni nel campo dell’handmade. La poetica della sua produzione si fonda sul riuso e recupero di tessuti, sul legame col territorio e le tradizioni a esso legate. È per questo che le sue Pulzelle, bambole dal sapore vagamente gotico e nostalgico, sono caratterizzate da elementi che parlano d’Abruzzo, come la lana naturale utilizzata per creare i capelli o elementi simbolici che richiamano tradizioni religiose, miti e culti d’altri tempi. La chiave della sua produzione è l’utilizzo di tecniche antiche come il cucito e il ricamo in una veste giovane e moderna. Le sue creazioni non sono altro che un concentrato di amore, passione, talento e cura per i dettagli. L’aspetto del riciclo è fondamentale, la sua sensibilità verso le tematiche ambientali l’ha portata all’utilizzo esclusivo di materiale di risulta. La sua formazione è prevalentemente artistica: una laurea in Decorazione all’Accademia di Belle Arti e tanta passione per la pittura e l’illustrazione; un corso di Moda e Costume e l’amore profondo per i tessuti. Negli ultimi anni si sta dedicando alla realizzazione di tutorial, workshop e laboratori creativi.

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MACBETH NEO FILM OPERA | NOTE

Il film è stato presentato in anteprima alla 63° edizione del Taormina FilmFest.

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