Torino Fringe Festival 2018: le recensioni di 6 spettacoli

Le recensioni sono a cura di Alan Mauro Vai

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Prendo Amore

Teatro Babel / Torino

Teatro Babel porta in scena in prima regionale al Torino Fringe Festival “Prendo Amore”, lo spettacolo nato da un laboratorio con persone afasiche partendo dalla suggestione dei testi de “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes. E’ un costante dialogo fra memoria ed emozione, un costante rischio di caduta sul filo teso della relazione: attori giovani e attori anziani, accomunati da un tempo comune, fatto di amori vissuti sulla pelle nel cammino doloroso che la sofferenza fisica e psichica porta con sé. In scena un’altalena, lo specchio riflesso di un fondale chiaro su cui proiettare gli amori evocati di un tempo cangiante e i suoni delle parole tratte da Barthes o rielaborate nel cammino creativo dall’opera drammaturgica di un sensibile Christian Castellano. Pochi oggetti, azioni corali, simboli di vite spezzate, amori intensi, passati gioiosi o cadute rovinose: lo spettacolo attraversa la vita di tutti come un coltello delicato irrompe a separare i ricordi dalla realtà nel nostro vivere quotidiano. Immaginifico, intenso, vero e variopinto, lo spettacolo ruota sul cuore aperto di persone che hanno deciso di mettersi in gioco con coraggio.

Regia Lorena La Rocca

Assistente alla regia Alessandra Lorusso

Ricerca drammaturgica Christian Castellano

Interpreti Davide Accetta, Fabiano Angioni, Maria Beccaria, Edoardo Burzi, Elena Cangemi, Marta Di Giulio, Aldo Falsetti, Lina Ficarra, Francesco Fissolo, Lucia Lanteri, Adriana Muscau, Pierluigi Patrignani, Evaluna Petronella, Veronica Pranio, Antonietta Pusceddu, Greta Rosa, Vittorio Soru, Maria Rita Torino.

Teatro d’ombre Marta Di Giulio

Luci e audio Claudio Albano

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Note sul silenzio

Cirko Vertigo / Torino

Al Caffè Muller, nuovo spazio gestito da Cirko Vertigo vicino a Porta Nuova, va in scena la magia dei corpi sapienti di giovani artisti/atleti che nel silenzio e nel rigore di una ricerca fisica e spettacolare incantano il pubblico per quasi un’ora. Agli attrezzi, trapezio, palo cinese, cerchio, tessuti e altri strumenti di volteggi ed evoluzioni si esibiscono stupendo e meravigliando il pubblico in sala con la presenza pura e l’esecuzione perfetta di passaggi complicati e incredibili, realizzandoli con la leggiadra leggerezza dell’allenamento costante e della gioia; tutto in rigoroso silenzio. Uno spazio quasi rituale di attenzione e cura, esibizione e spettacolo, trovando l’equilibrio non banale fra meditazione, ricerca e la curiosità incredula di un pubblico ammaliato. La lentezza e la monotonica ritmica delle evoluzioni, la preparazione meticolosa, la gestione del respiro e del pulsare dello spazio emoziona e incanta un pubblico cullato dai corpi poetici e allenati.

Regia di Paolo Stratta

Produzione Associazione Qanat Arte e Spettacolo

Con i giovani artisti di Cirko Vertigo

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Chaos – Humanoid B12

Mulino ad Arte / Torino

Nel piccolo e accogliente ambiente del Circolo De Amicis va in scena “Chaos – Humanoid B 12”, spettacolo molto particolare e visuale della Compagnia Mulino ad Arte di Torino. Testo e regia di Daniele Ronco che si dimostra ancora una volta autore di talento, fantasioso e mai banale. In un mondo futuristico, ma non troppo, gli Humanoid B12, androidi evoluti, sono stati creati per preservare il pianeta dall’estinzione, individuando proprio negli esseri umani la causa principale della graduale distruzione del nostro ecosistema. In scena solo due attori che con la sola presenza di due cumuli di terra riescono ad evocare la lotta che porta gli uomini a scontrarsi con le loro creature evolute, trattando il tema della tolleranza, dell’integrazione, della crescita consapevole e dell’inquinamento, facendo incontrare due personaggi agli antipodi su questi temi. Avvincente, veloce, visuale e visionario, lo spettacolo si avvale di trucchi molto vistosi sui visi degli attori, espedienti semplici ma efficaci sia luminosi che registici e la presenza di un costume Humanoid B12, molto vicino ad un’estetica Steam Punk ricercata, animato da un Daniele Ronco efficace nel trovare una partitura fisica azzeccata all’evocazione dell’androide. Spettacolo a tinte fosche, a volte acido, altre più tenue, per un messaggio originale ed un plot immersivo.

Autore e regia Daniele Ronco

Con Daniele Ronco e Costanza Frola

Scena Lorenzo Rota

Musiche Mattia Floris / Studio Babylon

Costumi Roberta Vacchetta

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Walking Dad

Dario Benedetto / Torino

Dario Bendetto esordisce allo Spazio Ferramenta di Via Bellezia con la nuova creazione “Walking Dad”. In scena un microfono su asta, uno sgabello sormontato da una radio. La narrazione di Benedetto è fluida, viva, presente, si comprende che l’autore è un esperto narratore che ama raccontare se stesso, non creando un personaggio, come spesso i monologhisti comici ci hanno abituato, ma svelando le vie più profonde che portano alla comprensione di una situazione precisa, come quella della paternità, con le peculiarità, le trappole, le emozioni, i momenti comici. Il racconto di Benedetto attraversa correnti poetiche, divertenti, ironiche portando la riso, ma anche alla riflessione, sospingendo lo spettatore nei meandri inaspettati dell’essere padre, del rapporto con i figli, con la cucina, la musica e le scoperte epocali che si fanno quando si mettono al mondo dei pargoli. Spettacolo godibile, peculiare, necessario, vero e potente, un viaggio profondo in un’esperienza umana travolgente.

Di e con Dario Benedetto

Produzione Esecutiva ACTI Teatri Indipendenti

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La vecchia

O.P.S. Officina per la Scena / Torino

All’Unione Culturale Franco Antonicelli di Via Battisti va in scena la nuova produzione degli OPS, Officina per la Scena, storica compagnia di Torino, La Vecchia con testo regia di Michele Guaraldo. L’anziana nonna mangia tutto senza sosta, ha sempre fame, ma la famiglia è quasi sul lastrico, non riesce ad arrivare a fine mese. Il fratello del capofamiglia vive in casa a scrocco, sfaccendato, cercando sempre vie tortuose e poco limpide per far entrare soldi nel magro bilancio, ma mai nulla che abbia a che fare con un lavoro. Il testo racconta il lento e inesorabile declino della famiglia, mentre la nonna continua a mangiare in maniera smodata, seppellendo tutti fino al tragicomico epilogo finale. Divertente la trovata di mostrare la nonna solo da un monitor in scena, attraverso video con cui gli attori interagiscono in maniera vivida e immediata, dando l’illusione della presenza vera della simpatica e vorace vecchina. Ben interpretato, con colpi di scena e trovate comiche riusciti, lo spettacolo muove al riso, ma anche alla riflessione, trovando una via originale per un registro tragicomico mai banale.

Testo e regia Michele Guaraldo

Interpreti Luca Busnengo, Michele Guaraldo, Chiara Tessiore, Valentina Volpatto, Aldo Nano

Scenografia Michela Pisani, Giulia Bertola

Produzione O.P.S. Officina per la Scena

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Tanto che ci vuole

Elena Lia Ascione

All’interessante spazio del Museo della Sindone in pieno centro a Torino va in scena il monologo comico vietato ai minori, Tanto che ci vuole, di e con Elena Lia Ascione, cabarettista di esperienza con la simpatica presenza di sorriso e una carica esplosiva di gioia. L’autrice e comica torinese parte da se stessa, dalla propria storia personale per farci morire dal ridere, con battute mai scontate, riflessioni divertentissime e l’iperbolica presa in giro di usi e costumi di uomini e donne alle prese con l’età di mezzo e il duro scoglio del matrimonio. In un’ora e passa la Ascione passa in rassegna moltissime tematiche dalla ricerca di un uomo serio, alla spasmodica ricerca della bellezza e della perfezione delle donne, fino ad un arguto e intelligente monologo sul rapporto con i genitori da parte delle persone di mezza età. Uno spettacolo esilarante e vero, intenso, giocato tutto nella costante relazione con il pubblico che ride in maniera irrefrenabile alle sapienti battute della bravissima comica.

Di e con Elena Lia Ascione

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