I Giardini della Filarmonica, il festival estivo della Filarmonica Romana

Dal 25 giugno al 14 luglio un viaggio appassionato fra le arti, le tradizioni e le culture del mondo passate

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Giardini della Filarmonica Romana
Foto di Barbara Andolfi

in collaborazione con

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Opus come Opera, il risultato di quel ‘fare’ artistico, di quell’impulso a creare che in ogni luogo, a ogni latitudine, è sempre stato il segno distintivo delle diverse civiltà dell’uomo. Con questo titolo ‘ecumenico’ la nuova edizione dei Giardini della Filarmonica, il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana, appena conclusa la stagione n. 197, apre le porte a un affascinante viaggio fra le arti del mondo dal 25 giugno al 14 luglio nella sua sede di via Flaminia 118, a due passi da piazza del Popolo, alle pendici di Villa Borghese. L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.

Grazie al contributo appassionato degli Istituti di cultura stranieri e delle realtà internazionali che animano la vita culturale della capitale, la Filarmonica si trasforma dunque per tre settimane in uno spazio aperto alle molteplici espressioni artistiche contemporanee e alle tradizioni millenarie dei paesi coinvolti: in programma musica (etnica, tradizionale, classica, contemporanea, jazz, barocca), incontri, letture, degustazioni e cucina creativa e ogni qualsivoglia evento che possa incuriosire e sorprendere il pubblico.

Fra le nazioni che come ogni anno animano il Festival, ritroviamo dall’Oriente l’Iran, l’India, la Corea e il Giappone protagoniste le loro raffinate tradizioni poetiche e musicali, mentre dall’Europa si ascolteranno ritmi e melodie di Austria, Malta, Slovacchia, Spagna, fino al personalissimo fado di Custódio Castelo maestro indiscusso della chitarra portoghese.

Anticipazione di Festival il 25 giugno con la conferenza-concerto di Giovanni Bietti che insieme a Piero Angela, presenta il suo libro Lo spartito del mondo, un viaggio alla scoperta dello straordinario potere della musica come lingua universale, capace di attraversare lo spazio e il tempo e far dialogare culture lontane, così come accade nelle giornate estive della Filarmonica…

Ai giovani talenti e all’ancor più giovane pubblico di potenziali appassionati è dedicata Prestissimo, la “festa della musica classica giovane” organizzata all’interno del Festival insieme all’associazione Arte2o. Dal 26 al 28 giugno, una ventina di promettenti e talentuosi interpreti, alcuni under 18, si ‘sfidano’ a suon di strumenti, dai più classici pianoforte e violoncello fino alla fisarmonica di Samuele Telari (27 giugno) e al concerto (28 giugno) di Luca Bertelli allo hang, lo strumento in metallo nato neanche vent’anni fa, dalla forma lenticolare e dal suono ipnotico e rilassante, sempre più diffuso negli ambienti musicali alternativi. Insieme a un trio d’archi Bertelli improvvisa su Bach, i Nirvana, i Bronski Beat e altri gruppi e autori. Fra i vari appuntamenti, si segnala la vera e propria sfida pianistica, divisa in tre manche, fra Gesualdo Coggi e Massimiliano Spada (26 giugno), mentre il giovane ensemble di musica antica I Bassifondi offrirà un programma di raro ascolto alla scoperta della musica del ‘600 (28 giugno). Nell’ambito dei tre giorni, in programma anche tre talks, ospiti direttori artistici delle istituzioni della capitale, compositori, giornalisti e interpreti che si confrontano sul tema dei giovani e la musica; a fare da ‘padrino’ alla prima edizione di Prestissimo sarà Alessandro Carbonare primo clarinetto dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, da sempre promotore di giovani talenti e attivo nel campo della formazione, che con il concerto Clarinotte (27 giugno) sarà in Trio con altri due eccellenti clarinettisti, Luca Cipriano e Perla Cormani, con un repertorio vario e stimolante: si parte dai rarissimi Divertimenti originali per tre corni di bassetto di Mozart per arrivare alle incursioni nella musica jazz di Chick Corea, fantasie sulla musica brasiliana e la travolgente musica Klezmer.

E come ogni anno, particolare attenzione sarà data alla musica del Novecento e a quella dei giorni nostri. Ne è un esempio la giornata del 2 luglio dedicata a Francesco Pennisi, fra i musicisti che hanno segnato il percorso della musica del XX secolo in Italia. La Filarmonica lo ricorda con l’esecuzione di Carteggio, elegante partitura scritta fra il 1974 e il ’76, in cui si intrecciano parole, musica e disegni, interpretata da Marcello Panni nell’insolita veste di voce narrante, e dai solisti dell’Imago Sonora Ensemble, formazione in residenza presso la Filarmonica per la musica contemporanea. Apre la giornata Le chitarre di Pennisi, concerto dell’Ensemble Tempo Scaduto dedicato alla musica per chitarra del Maestro siciliano e di altri autori del Novecento.

Prima nazione ospite sarà l’India, in un anno particolarmente significativo che segna i 70 anni di relazioni diplomatiche fra il nostro paese e l’India. Il 3 luglio a rappresentare la sua antica tradizione musicale saranno i fratelli Ganesh e Kumaresh, coppia di violinisti riconosciuti da oltre quattro decenni come due dei massimi esponenti della musica carnatica, ovvero lo stile musicale classico dell’India meridionale, legato alla sfera religiosa.

La giornata si apre con il recital del violoncellista Simone Chiominto, romano, classe 1997, un diploma con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio Santa Cecilia, e corsi di perfezionamento con alcuni dei nomi di spicco del violoncello di oggi. Al suo debutto alla Filarmonica, Chiominto presenta un recital con musica di Hindemith, Bach e Cassadò.

Domenico Sanna è uno dei pianisti più raffinati ed eleganti del nuovo panorama jazzistico italiano, appartenente alla giovane generazione degli artisti del jazz. A lui spetta l’apertura della giornata del 4 luglio con un Solo piano jazz che mescola classici del jazz a proprie composizioni.

A seguire il concerto Hörbarium (Erbario di suoni) omaggio all’Austria con lo Spafudla Ensemble, estrosa formazione che recupera la musica popolare d’oltralpe in una chiave ironica e giocosa, con richiami jazz e dagli esiti inaspettati e originali.

Il 5 luglio è la volta di Malta che punta sulla voce di Nicola Said allieva del celebre soprano australiano Yvonne Kenny, per la giornata dedicata a questa piccola nazione nel cuore del Mediterraneo. Per il suo debutto alla Filarmonica, con la pianista Maya Irgalina, il soprano maltese interpreta un raffinato programma tutto francese.

Nei Giardini, invece, Opera Gourmet, spettacolo che mette in tavola alcune delle arie d’opera dei più noti compositori e prelibatezze culinarie nate dalla loro influenza, realizzando così “melodiosi effetti di sapori”. Ne sono protagoniste le voci del baritono Dario Ciotoli e del soprano Laura Di Marzo, accompagnati da Flavia Di Tomasso al violino e Claudio Martelli al pianoforte.

Appuntamento ormai fisso del Festival è la giornata dedicata all’Iran, che ogni anno propone un viaggio che dalle millenarie tradizioni persiane arriva fino ai nostri giorni. Il 6 luglio si apre con la presentazione del primo romanzo persiano scritto nel 1969 da una donna iraniana, Suvashun di Simin Daneshvar, divenuto un classico della letteratura persiana contemporanea ora edito anche in italiano da Brioschi editore. Si prosegue con il concerto The Sound of Brotherhood dedicato alla musica tradizionale persiana di Parviz Meshkatian, un’occasione preziosa per ascoltare gli strumenti tradizionali persiani (santur, duduk, kamancheh, tar e tombak) e termina con il concerto Wispers. Letters never written, Songs never sung, nuovo progetto di Ghazal Shakeri che recupera melodie antiche persiane in chiave fusion, con letture in persiano e italiano a cura di Parisa Nazari.

Il 7 luglio sarà un progetto multimediale, promosso dall’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, ad omaggiare la Corea. Prendendo spunto da storie e poesie della tradizione coreana, sono stati composti dieci pezzi per voce, violino e violoncello da autori di università statunitensi e conservatori italiani, presentati tutti in prima assoluta. Ai quattro musicisti che li eseguono (per metà coreani per metà italiani) si affiancano le coreografie di Lisa Naugle e Andrea Ordaz interpretate dalla compagnia di danza DTM2 della Irvine California University, con i video realizzati da un team dell’Università statunitense.

Ci si sposta poi nei Giardini, con Voicello, il duo formato dalla cantante Luisa Cottifogli e dal violoncellista Enrico Guerzoni, che condurrà il pubblico in un Viaggio Italiano: partendo da frottole, madrigali e suggestioni barocche si arriva ai giorni nostri, tramite un’originale visione della nostra cultura, fatta di lingue minoritarie, dialetti, melodie e ritmi variegati che si alternano a brani originali scritti dalla stessa Cottifogli.

L’ultima settimana di Festival si apre il 9 luglio con il recital della pianista Federica Bortoluzzi, trent’anni quest’anno, dalla promettente carriera. Per il suo debutto alla Filarmonica, il programma da lei scelto – titolo La Mér Mediterranée – raccoglie autori legati alla musica nata intorno al Mare Nostrum o che ad esso si sono ispirati.

A seguire l’omaggio alla Slovacchia che quest’anno festeggia i 25 anni della nascita della Repubblica. A rappresentarla il Bratislava Guitar Quartet, formazione nata nel 1995 e dal repertorio decisamente ampio. Lo dimostra anche questo concerto, che si aprirà con l’originale trascrizione del celebre Amore stregone di De Falla, e che non mancherà di animare la serata con musica cubana, greca e ovviamente slovacca.

Altro giovane talento, questa volta del 1997, è Misia Jannoni Sebastianini giovanissima violinista su cui la Filarmonica scommette nella giornata del 10 luglio, in un recital dedicato a Bach e al capolavoro della Partita n. 2 in re minore BWV 1004, con la celeberrima Ciaccona a chiusura della composizione.

Easy to love, lettere d’amore in più di 160 caratteri è il secondo concerto della giornata, in programma nei Giardini, che vede protagonista Raffaella Misiti, apprezzata interprete della canzone romana e non solo, con il pianista Pino Perris, il contrabbassista Aldo Perris e la batteria di Salvatore De Seta, in canzoni di Ira e George Gershwin, Jacques Brel, Édith Piaf, Cole Porter e tanti altri, che hanno fatto innamorare e sognare intere generazioni, ben oltre i 160 caratteri.

Il Trio Il demone meschino di Nicola Piovani, insieme alla prima assoluta di un pezzo di Ada Gentile (Polvere di suono) e di Albino Taggeo (Golpe de Luz), caratterizzano il concerto che apre la giornata dell’11 luglio dell’Ensemble Pentarte, formazione dedita soprattutto al repertorio della musica del Novecento storico e di quella contemporanea, diretto da Stefano Cucci con il soprano Marta Vulpi.

La seconda parte della giornata sarà invece un omaggio alla Spagna e all’Andalusia, con un concerto dedicato alla musica flamenca. A suonarlo su una particolare chitarra a 8 corde, sarà Livio Gianola compositore e musicista italiano, molto legato alla terra spagnola, di cui conosce profondamente tradizioni e stili.

Classe 1988, ascolano, a Edoardo Mancini spetta l’apertura di giornata il 12 luglio con un focus sul clarinetto. Perfezionatosi con Carbonare all’Accademia Chigiana di Siena e allievo dei Corsi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Mancini concentra il suo recital su alcuni pezzi celebri per clarinetto solo scritti nel Novecento, a partire dai Tre pezzi del 1919 di Stravinskij.

A seguire nei Giardini Swing Opera progetto innovativo nata dalla felice collaborazione fra il mezzosoprano Chiara Osella e Accordi Disaccordi, virtuoso ed affermato trio di sperimentatori del genere manouche, in cui le più celebri arie d’opera vengono ‘rivestite’ del travolgente ritmo dello swing in uno spettacolo che saprà coinvolgere un pubblico di ogni età e di gusti musicali diversi.

Noti alle più attente platee internazionali, il 13 luglio, per l’omaggio al Giappone, Hibiki Hichikawa e Akari Mochizuki faranno risuonare l’inconfondibile timbro dello shamisen e le nostalgiche melodie dei canti popolari giapponesi, trasmessi oralmente dai tempi più remoti fino ai nostri giorni.

Dal Giappone si passa al Portogallo con il gradito ritorno di Custódio Castelo, principale alfiere della tradizione della chitarra portoghese, che ha avuto l’onore di accompagnare le più grandi cantanti di fado, a cominciare dalla mitica Amalia Rodrigues. Castelo presenta il suo ultimo album Maturus, registrato con una chitarra unica al mondo, la chitarra Siamese, costruita dal liutaio Oscar Cardoso, che unisce nella stessa cassa di risonanza la chitarra di Lisbona con quella di Coimbra.

L’ultima giornata di Festival il 14 luglio si apre con il concerto dell’Avant Piano Trio, giovane formazione che si sta affermando velocemente a livello internazionale grazie al talento dei singoli musicisti e alla loro passione per la musica da camera. Sono Rebecca Raimondi al violino, Urška Horvat al violoncello e Alessandro Viale al pianoforte interpreti di Trii di Brhams, Suk e di Orazio Sciortino, quest’ultimo in prima assoluta.

Il Festival si chiude nei Giardini con l’ensemble che prende il nome da Germano Mazzocchetti, compositore poliedrico, dedito alla musica per il teatro, la commedia musicale, il cinema e la televisione, oltre che rinomato virtuoso della fisarmonica. In programma le sue musiche, fra sonorità popolari e mediterranee, unite a citazioni jazzistiche e rimandi alla tradizione colta.

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Biglietti: Giardini 10 euro. Sala Casella: 3 euro i concerti delle ore 20 del 3, 10, 12 luglio con i giovani talenti. Tutti gli altri 10 euro (più diritto di prevendita). I talk e le presentazioni di libro sono ad ingresso libero

Biglietti in vendita on line su filarmonicaromana.org e prevendita presso il Teatro Olimpico (piazza Gentile da Fabriano, 17). A partire da un’ora prima del concerto vendita biglietti presso la Sala Casella

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INFO E PRENOTAZIONI

Info: tel 06 3201752 – promozione@filarmonicaromana.org

Programma sul sito www.filarmonicaromana.org

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