Festival Milano Musica: ecco gli appuntamenti del 23 e 24 novembre 2018

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Salome Kammer
Foto di Christoph Hellhake

Salome Kammer, voce

ZAUM_percussion

Simone Beneventi, Carlota Cáceres, Lorenzo Colombo

Artists in residence 2018/2020

Mario Bertoncini (1932)

Tune (1965, ad libitum) per piatti sospesi (amplificati e spazializzati)

Richard Barrett (1959)

urlicht (2013-2014, 14’)

per tre percussionisti e spazializzazione ad libitum

Prima esecuzione in Italia

Daniele Ghisi (1984)

This is the Game per voce ed elettronica (2018, 30’)

Commissione Milano Musica e Festival Neue Musik Rockenhausen

Prima esecuzione in Italia

Mario Bertoncini (1932)

Tune (1965, ad libitum) per piatti sospesi (amplificati e spazializzati)

In collaborazione con Pirelli HangarBicocca

What is the Word 9

Concerto in abbonamento

Biglietti € 10

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SABATO 24 NOVEMBRE, ore 11.30

Pirelli HangarBicocca

Costruire con la Musica

PYO – Pasquinelli Young Orchestra con “I Piccoli Musici Estensi”

Olivier Cuendet, direttore

Concerto e workshop di giovani strumentisti su

György Kurtág (1926)

Trascrizioni per orchestra da Játékok di Olivier Cuendet

Prima esecuzione in Italia

In coproduzione con SONG onlus – Sistema Orchestre Giovanili in Lombardia nell’ambito della “Sesta Settimana del Sistema in Lombardia” e del progetto di raccolta di strumenti Costruire con la Musica

In collaborazione con Pirelli HangarBicocca

Games, játékok, giochi 5

Concerto fuori abbonamento

Biglietti € 5

Sperimentazione e gioco al Pirelli HangarBicocca

Lo spazio del Pirelli HangarBicocca, molto amato dal pubblico di Milano Musica, suggerisce natura e condizioni anche alle musiche proposte negli appuntamenti del 23 e 24 novembre. Fra i Sette Palazzi Celesti e le grandi tele materiche di Anselm Kiefer, trovano spazio ideale, nella serata di venerdì 23 (ore 20.30) sperimentazioni decisamente “non allineate”, e un workshop tra il didattico e il giocoso la mattina del 24 (ore 11.30).

Mario Bertoncini (1932), primo autore in programma, esploratore delle possibilità sonore degli oggetti, ha praticamente messo in discussione tutti i criteri tradizionali del comporre. Negli anni ’70 ha cominciato a progettare e costruire “sculture sonore”, con lamine, molle, ingranaggi, membrane metalliche, con corde lunghe decine di metri, realizzando lire elettriche, arpe e gong basati sul principio del suono eolico, grandi installazioni all’aperto in liberi assemblaggi. Tune, composto nel 1965, quando Bertoncini entrò nel Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, è destinato a una serie di cinque piatti sospesi di diversa intonazione, suonati da uno o più esecutori, con l’uso di vari tipi di bacchette, ma anche con le dita, con spazzole jazz, con ditali di metallo, con l’arco o con fili di nylon. Pensato come pezzo puramente acustico, Tune viene amplificato e spazializzato nell’esecuzione di Milano Musica, per mettere in risalto la varietà di soluzioni timbriche che scaturiscono dalle diverse sollecitazioni dei piatti. (Gianluigi Mattietti nelle note di sala).

Concepito come un collage di “reperti” di musica contemporanea è This is the Game di Daniele Ghisi (1984), per voce femminile ed elettronica. La parte elettronica è infatti un assemblaggio di frammenti ricavati dal database di Avandgarde Project, una serie di vecchie incisioni di musica contemporanea (dal primo Novecento agli anni ’70), che sono state digitalizzate su internet.

Ghisi ha selezionato 155 frammenti di autori diversi, realizzando un micro-montaggio, incollando fra loro le tessere ottenendo appunto un collage di citazioni, secondo l’idea di «scrivere con il museo della storia», come dice l’autore. Il montaggio si fa via via più denso e stratificato, finché l’elettronica abbandona i materiali citati e presenta materiali concreti: fa sentire i “suoni della vita”, il pianto di un neonato, voci di bambini, scampanii, squilli di telefono, motori di auto e di aeroplani, sirene di ambulanza, le onde dell’oceano. Comincia con suoni di onde digitali e finisce con suoni di onde vere, come un passaggio dall’astrazione alla concretezza. (Mattietti)

L’indagine dello spazio è anche una delle dimensioni del brano di Richard Barrett (Swansea, Galles, 1959). urlicht per trio di percussioni (tre vibrafoni e strumenti accessori) prende titolo dal secondo movimento della Sinfonia n. 2 (1888-1894) di Gustav Mahler, «sebbene in realtà – spiega Barrett – sia più in stretta relazione con la metafora di una composizione come “universo” in evoluzione, che si dispiega da un’iniziale condizione di simmetria (Luce primigenia, appunto) nella forma dell’accordo ripetuto con cui la musica ha inizio, verso differenti stati di asimmetria nel corso di nove sezioni o fasi. Queste fasi sono caratterizzate da differenti tipi di moduli, strutture e timbri musicali, e da differenti strategie di spazializzazione dei suoni degli strumenti attraverso un sistema di diffusori che avvolgono il pubblico, evidenziati in partitura, ma le cui specifiche dipenderanno dal sistema usato e dallo spazio in cui l’esecuzione ha luogo».

urlicht è stato commissionato da Speak Percussion ed eseguito per la prima volta a Melbourne nel 2014 da Peter Neville, Matthias Schack-Arnott e Eugene Ughetti. È dedicato al musicologo irlandese Bob Gilmore (1961-2015).

A chiudere in senso organico e ciclico il concerto, sarà ripreso il brano di Mario Bertoncini, Tune, che ha aperto il programma.

L’appuntamento di sabato 24 novembre, Costruire con la musica (ore 11.30), è invece una sperimentazione di tutt’altra natura: un concerto “montato” nel corso di un workshop che ha sapore educativo ma scopi, e si confida anche risultati, decisamente creativi.

Protagonisti sono i ragazzi della PYO – Pasquinelli Young Orchestra insieme ai “Piccoli Musici Estensi”, sotto la guida di Olivier Cuendet.

Materia musicale e pista di decollo per l’esperimento, ch’è una prima esecuzione in Italia, sono trascrizioni dello stesso Cuendet di brani scelti dagli Játékok di György Kurtág, ciclo per pianoforte di natura didattica e spirito ludìco, iniziato nel 1974 e rimasto sempre “aperto”. Cuendet è anche l’autore della versione per orchestra di Zwiegerspräch, brano originariamente per quartetto e sintetizzatore, che ha inaugurato Milano Musica alla Scala il 21 ottobre con la Filarmonica.

Il concerto-workshop è coprodotto insieme a SONG onlus – Sistema delle Orchestre Giovanili in Lombardia, nell’ambito della “Sesta Settimana del Sistema in Lombardia” e del progetto di raccolta di strumenti Costruire con la Musica, in collaborazione con Pirelli HangarBicocca.

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Venerdì 23 novembre

Salome Kammer

Il talento di Salome Kammer aggira i confini tra i generi musicali. Il suo repertorio rifiuta le rigide categorizzazioni e comprende musica d’avanguardia, esperimenti di virtuosismo vocale, melodramma classico, recital liederistici, poesia dadaista, canzoni di Broadway.

Il suo ampio repertorio comprende classici della musica moderna quali Pierrot Lunaire di Schönberg, il Quartetto d’archi n. 2 e La Fabbrica Illuminata di Luigi Nono, brani di compositori come John Cage, Luciano Berio e Hans Zender, Lieder di Kurt Weill e Hanns Eisler.

Salome Kammer si è distinta in diverse produzioni di nuove opere, tra cui Das Mädchen mit den Schwefelhölzern di Helmut Lachenmann alla Oper Stuttgart e alla Opéra National de Paris, Das Gesicht im Spiegel di Jörg Widmann alla Bayerische Staatsoper, Die Odyssee – Ein Atemzug di Isabel Mundry alla Deutsche Oper Berlin. Ha partecipato alla versione teatrale dei Kafka-Fragmente di Kurtág con la violinista Carolin Widmann in diverse produzioni internazionali.

Si esibisce come voce solista in concerti di musica contemporanea dal 1990. Numerose nuove composizioni le sono stati dedicate e affidate in prima esecuzione nazionale e internazionale.

Ha studiato musica dal 1977 al 1984, diplomandosi in violoncello a Essen. Nel 1983 ha lavorato all’Heidelberger Theater e successivamente si è trasferita a Monaco per il film Die zweite Heimat con il regista Edgar Reitz, per il quale ha iniziato il suo training vocale. Heimat 3, presentato per la prima volta a Venezia nel 2004 e distribuito in Europa, le ha permesso di mostrare le sue capacità nel ruolo di Clarissa.

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ZAUM_percussion

Fondato nel 2018, ZAUM_percussion è un ensemble formato da tre solisti di strumenti a percussione, Simone Beneventi, Carlota Cáceres e Lorenzo Colombo, provenienti da percorsi di studio e da esperienze artistiche internazionali.

Accomunati dall’interesse per la ricerca, per la creazione di nuove forme di produzione e di fruizione musicale, per lo studio e la ripresa delle opere più significative del repertorio per percussioni del XX e XXI secolo, i tre giovani musicisti hanno fatto convergere i loro ambiti di azione e i loro interessi artistici, apparentemente distanti, in realtà intimamente complementari e affini.

ZAUM_percussion è artista in residenza al Festival Milano Musica per il triennio 2018/2020.

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Simone Beneventi

Nato a Reggio Emilia nel 1982, percussionista e performer, Simone Beneventi si è esibito come interprete solista della musica del XX e XXI secolo, in Festival come Aperto di Reggio Emilia, L’Arsenale di Treviso, Warsaw Autumn, Biennale di Venezia, Biennale di Zagabria, Gaida di Vilnius, Huddersfield Contemporary Music Festival, Impuls di Graz, Manca di Nizza, Milano Musica; in sale come il Parco della Musica di Roma, la Berliner Konzerthaus, Samtida di Stoccolma; in gallerie e musei d’arte contemporanea.

È membro fondatore e coordinatore artistico di ZAUM_percussion.

Con RepertorioZero, ha ricevuto un il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia 2010. Il suo percorso di ricerca sul suono, la progettazione di nuovi strumenti e di nuove soluzioni compositive per percussioni l’hanno portato in breve tempo a collaborare con importanti autori d’avanguardia, fra cui Pierluigi Billone, Peter Maxwell Davies, Ivan Fedele, Heiner Goebbels, Helmut Lachenmann, David Lang, Riccardo Nova, Fausto Romitelli, Salvatore Sciarrino; con ensemble europei come Berlin PianoPercussion, Klangforum Wien, Neue Vocalsolisten Stuttgart, Ensemble Prometeo, mdi ensemble; e con artisti quali PanSonic, Matmos, Ennio Morricone, John Malkovich, Sainkho Namtchylak, Massimo Zamboni.

Nel 2012 ha presentato alla Biennale di Venezia il suo progetto Golfi d’ombra: un concerto in solo all’interno di un’installazione composta da 55 strumenti sospesi e video in tempo reale (IanniX) partendo dalla ricostruzione del solo omonimo e inedito di Fausto Romitelli. Il suo progetto Extended Wood percussion solo (2017) esplora su strumenti esclusivamente lignei, in collaborazione con l’ebanista Giuseppe Bussi e diversi compositori, il rapporto tra strumenti concreti e tecnologia digitale. Una relazione che apre dimensioni inedite a set strumentali ancora poco orientati al recital solistico.

Ha suonato con prestigiose formazioni italiane tra cui la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Filarmonica della Fenice di Venezia, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e del Teatro dell’Opera di Roma. Ha registrato per Aeon, Kairos, Neos, Stradivarius, Wergo, e le sue esecuzioni sono state trasmesse da diverse radio europee; Rai-Radio3, Austrian Radio, Deutschlandfunk, Croatian Radio, Antena-3.

Alla carriera d’interprete affianca le attività di insegnamento, come docente al Conservatorio di Sassari, e di ricerca, realizzando edizioni musicali per percussioni in collaborazione con Casa Ricordi.

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Carlota Cáceres

Nata nel 1988, Carlota Cáceres è una percussionista versatile, specializzata nel repertorio contemporaneo, solistico e da camera, e nella realizzazione di nuove opere. Originaria di Badajoz, in Spagna, si è laureata con lode in percussioni al Conservatorio Superiore delle Isole Baleari e ha conseguito il Master in Music Performance alla Hochschule für Musik di Basilea, con Christian Dierstein. Ha vinto il primo e il secondo premio del concorso Kiefer Hablitzel Stiftung e il terzo premio al Förderpreis der BOG für Junge Musikerinnen.

È membro fondatore di ZAUM_percussion e TAMGRAM TRIO, e collabora inoltre con Nou Ensemble (S) e Zone Experimentale (CH), concentrandosi sullo sviluppo di nuova musica. Si è esibita in numerosi rassegne internazionali: Darmstadt Ferienkurse für Neue Musik, Manifeste IRCAM Paris, Davos Festival, OJAI Music Festival.

Alla sua passione per la musica contemporanea Carlota Cáceres affianca una particolare esperienza orchestrale. Invitata da Steve Schick e dalla University of California, ha lavorato a San Diego, collaborando anche con l’ensemble Red Fish Blue Fish.

Vive a Palma di Maiorca, dove è professoressa associata al Conservatorio Superiore delle Isole Baleari. Nel 2016 ha terminato il suo secondo master alla Hochschule für Musik di Basilea, specializzandosi in musica da camera contemporanea.

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Lorenzo Colombo

Nato a Milano nel 1990, Lorenzo Colombo è percussionista e performer, impegnato nella promozione e nella ricerca nel campo della nuova musica.

Attualmente residente in Danimarca, collabora con diversi gruppi tra cui Divertimento Ensemble, Athelas Sinfonietta Copenhagen, Sentieri Selvaggi.

A partire dal 2016 è stato identificato da Ulysses Network come promettente giovane musicista, ciò che ha determinato importanti collaborazioni tra le quali un progetto con IEMA (International Ensemble Moderne Academie).

È stato selezionato come percussionista dell’Ulysses Ensemble e ha avuto la possibilità di collaborare con l’ensemble intercontemporain diretto da Beat Furrer (Parigi, Manifeste 2018).

Vincitore del “Premio Nazionale delle Arti 2011”, “Yamaha Foundation of Europe 2013” e “International Percussion Competition 2015”, si è esibito come solista e in formazione cameristica in numerosi festival: Manifeste 2016/2018, Warsaw Autumn Festival 2014, Darmstadt Summer Courses 2014, Biennale Musica 2016, Gaudeamus Muziekweek 2017, Klang Festival 2016 in Copenhagen, Rondò Divertimento Ensemble, MI.TO, Milano Musica.

Interessato alle nuove forme multimediali e alla loro interazione con la musica, Lorenzo Colombo è cofondatore di numerosi gruppi con i quali cerca di esplorare nuovi linguaggi e nuove forme di espressione artistica: ZAUM_percussion, Køde, Neko3, MONOC.

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Sabato 24 novembre

Olivier Cuendet

Dopo gli studi di direzione d’orchestra all’Accademia di Santa Cecilia di Roma e alla Julliard School a New York, Olivier Cuendet ha svolto una carriera di direttore d’orchestra, lavorando con formazioni da camera e sinfoniche come l’Ensemble intercontemporain, l’Orchestra della Fenice di Venezia, le orchestra filarmoniche di Parigi, Stoccolma e Oslo, l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, il Klangforum Wien. Attualmente si dedica in particolare alla composizione e all’orchestrazione.

Le sue opere e strumentazioni sono state eseguite in Svizzera, Russia, Brasile, Italia e Ungheria. Il suo ultimo pezzo, Foresta incantata, su un testo di Alessandro Baricco, per due cori e tre percussionisti è stato eseguito alcuni mesi fa in prima assoluta al Festival di Lucerna.

Cuendet ha collaborato spesso come direttore d’orchestra con György Kurtág e ha realizzato vari arrangiamenti e orchestrazioni di suoi lavori, considerati da Kurtág stesso come nuove composizioni. Nel concerto inaugurale del Festival Milano Musica, la Filarmonica della Scala diretta da Gergely Madaras, ha presentato la sua versione di Zwiegespräch per sintetizzatore e orchestra, con la partecipazione di György Kurtág jr come solista.

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Pasquinelli Young Orchestra

Dedicata ai bambini dagli 8 ai 14 anni, la PYO – Pasquinelli Young Orchestra, ha esordito nel giugno 2013 nella Basilica di San Marco, a Milano. Il complesso strumentale, che alterna organici di soli archi a quelli sinfonici, è intitolato al Maestro Francesco Pasquinelli, musicista e imprenditore scomparso nel 2011, in segno di riconoscenza verso la Fondazione che porta il suo nome, primo partner del Sistema in Lombardia. Il gruppo esegue musiche tratte dal repertorio classico e popolare, scelte per la loro particolare affinità al cammino e alla crescita dei musicisti in erba. Sono ormai diversi i concerti della PYO nel corso degli ultimi anni, specialmente in Lombardia, al Teatro Dal Verme e nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano. È stata inoltre presente nella rassegna “Un Vivaio musicale per Expo”, con serate a Busto Arsizio e Mantova, e ha suonato con i complessi di Superar Suisse al LAC di Lugano. Nel 2015 ha realizzato concerti e gemellaggi con i ragazzi di Sistema England e dell’orchestra Kaposoka (Angola), con quelli del Sistema Canada a Toronto. Alcuni componenti hanno partecipato al “Side By Side” organizzato da El Sistema Sweden a Göteborg. Principale obiettivo della PYO è quello di formare l’esperienza dei bambini provenienti dai Nuclei, ponendosi come una realtà di crescita per centinaia di piccoli che si accostano alla musica in vari modi: educativo, emotivo, professionale. Sin dall’avvio, il coordinatore musicale è Carlo Taffuri.

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