Il trasformismo di Emma Dante

Una produzione tesa tra Palermo e Torino, tra entusiasmo scenico e riscrittura critica della favola di Hansel e Gretel

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Hans e Gret
Foto di Carmine Maringola

Prendere una favola e rivoltarla per renderla politically correct (o “scorrect”, a seconda dei casi) è un’operazione molto popolare, in tempi in cui le certezze e i dubbi a livello etico e morale si confondono continuamente. Il lavoro dell’autrice palermitana Emma Dante, a Torino per portare ben due favole (La scortecata tratta da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile in scena al Teatro Gobetti accompagna questo Hans e Gret prodotto dalla Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani) non si ferma a rivoltare una favola spietata come Hansel e Gretel, ma ne ricostruisce continuamente lo spirito durante la rappresentazione.

Curiosamente, proprio come la protagonista del racconto di Basile che nel medesimo istante calpesta un altro palcoscenico torinese, Hans e Gret si trasforma, partendo da una fiaba politicamente scorretta – i due fratelli rimangono da soli nel bosco perché abbandonati dal padre che non può sfamarli – che si rivela subito uno splendore visivo e coinvolgente. La scenografia di Carmine Maringola è giocata semplicemente sui diversi utilizzi di qualche sedia pieghevole, abbinata al gioco di luce studiato da Cristian Zuccaro, e la drammaturgia vi si inserisce in maniera dinamica, prorompente e incalzante.

La prima rilettura di Emma Dante è “una riflessione spietata sulla sopravvivenza a scapito dei più deboli”, come si legge nel programma di sala, ma inserito nella scena deliziosa e accattivante di un impianto scenico colorato e allegro; Hans e Gret muta e si trasforma continuamente, alternando a questo tono gioioso la rappresentazione del trauma dell’abbandono e degli orribili scopi della strega (Clara De Rose).

Non mancano il risvolto positivo e il riscatto dei protagonisti, al suono dell’ukulele del padre taglialegna (Salvatore Cannova), dello xilofono di Gret (Nunzia Lo Presti) e della fisarmonica di Hans (Lorenzo Randazzo). Ma evidentemente non si tratta di un lieto fine imposto, se anche i personaggi negativi della matrigna (Manuela Boncaldo) e della strega nel finale si uniscono ai festeggiamenti musicati.

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Hans e Gret

scritto e diretto da Emma Dante

con Manuela Boncaldo, Salvatore Cannova, Clara De Rose, Nunzia Lo Presti, Lorenzo Randazzo

scene Carmine Maringola

costumi Emma Dante

luci Cristian Zucaro

assistente alla regia Claudio Zappalà

assistente di produzione Daniela Gusmano

tecnico audio e luci Agostino Nardella

produzione Fondazione TRG Onlus

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