“Melampo” di Ennio Flaiano

Al Teatro Vittoria di Roma fino al 10 febbraio 2019

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Melampo
Foto di Matteo Montaperto

La nuova produzione di Attori&Tecnici debutta con Melampo tratto dalla sceneggiatura elaborata da Ennio Flaiano nel 1966-67, supervisionata dalla moglie Rosetta. Un’edizione ridotta era stata proposta nel 2010 in occasione del centenario della nascita dello scrittore.

Durante il suo soggiorno americano Flaiano iniziò a scrivere una commedia autobiografica come sceneggiatura di un film con la Warner Bros. Dal copione trasse il racconto “Melampus” cui si ispirò Marco Ferreri nel 1972 per il film “La cagna” con Mastroianni e la Deneuve, pubblicato postumo nel 1974.

Giorgio, sceneggiatore italiano momentaneamente a New York per cercare ispirazione a una storia che possa farlo sfondare nel cinema, incontra Liza Baldwin bella e disinibita ex modella appassionata di pittura che vuole far accoppiare la sua cagnolina col cane di lui Melampo. Nell’attesa che sbocci l’attrazione ormonale tra i quadrupedi, si approfondisce la conoscenza tra i padroni che sfocia nell’innamoramento reciproco. Melampo, intuito che il nuovo rapporto di coppia lo scalza dal suo ruolo, se ne va presso un’altra famiglia e Liza entra a pieno titolo nella casa e nella vita di Giorgio.

La psicologia di coppia inizia a presentare complessità crescenti in una dualità che si polarizza sempre più: lui intellettuale nevrotico che non trova spunti adeguati si interroga sul comportamento ambiguo di lei che, istintiva e svampita punta sulla fisicità. Il distacco che si insinua nei linguaggi espressivi li conduce alla ricerca di soluzioni divergenti. Liza guidata dall’istinto, convoglia la sua vitalità in un comportamento devoto e sottomesso, adorante e disponibile e, annullando la sua personalità, diventa presenza insostituibile nella vita di lui. È la metamorfosi che la trasforma in cane.

Giorgio, inseguendo un equilibrio, interpella l’amico psicologo che esclude che Liza sia pazza, ma lei si innamora dell’amico comportandosi con lui come faceva con Giorgio, finché decide di andare via non sentendosi più a suo agio.

La solitudine, la disillusione, l’abbandono trovano una nemesi amara e ironica, iperrealistica e inquieta attraverso gli aforismi e le battute che caratterizzano la vena grottesca e paradossale di Flaiano.

Giorgio rimane nella condizione iniziale, ancora alla ricerca dell’ispirazione per la sua storia, Liza cambiando vita trova la sua collocazione nel mondo.

Carlo Lizzani e Claudia Crisafio sono ben assortiti nel caratterizzare e differenziare inquietudini, instabilità e inadeguatezze dei loro personaggi, coadiuvati da Stefano Messina e Rita Tersigni.

Il regista Massimo De Rossi, che porta in scena questa edizione integrale, si ritaglia il ruolo del narratore introducendo la vicenda con un prologo fuori sipario e chiosando l’epilogo.

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