«Ogni favola è un gioco…» torna la magia di “Peter Pan – Il musical forever”

Andato in scena al Teatro Europauditorium di Bologna

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Peter Pan - Il musical foreverDodici anni di repliche. Il musical record di incassi e critica, Premio Gassman e Biglietto d’Oro Agis 2006/2007 e 2007/2008, torna su alcuni dei palcoscenici più importanti d’Italia e non solo. Rinnovato nel cast, Peter Pan – Il musical forever è diretto da Maurizio Colombi e porta in scena le mirabolanti avventure dell’eterno sognatore e dei suoi bimbi sperduti, consacrati all’immaginario collettivo dall’omonimo romanzo di James Matthew Barrie del 1911.

A firmare gli arrangiamenti della colonna sonora, composta da alcuni dei suoi stessi successi prestati alla vicenda e alla voce dei personaggi del musical, Edoardo Bennato. Tratte per lo più dal concept-album del 1978 Sono solo canzonette, le mitiche melodie di Ma che sarà…, Il rock di Capitan Uncino, L’Isola che non c’è, Rockoccodrillo e molte altre accompagnano i fratellini Darling e la dolce Wendy (Martha Rossi) in un viaggio che non dimenticheranno mai popolato da indiani, spaventosi pirati e simpatici bimbi sperduti. «Seconda stella a destra, questo è il cammino…», con queste magiche parole Peter Pan (Giorgio Camandona) guida i ragazzi nell’Isola che non c’è, volando lungo tutto il palcoscenico attraverso efficaci effetti speciali con sommo stupore dei piccoli spettatori in sala. Un allestimento scenico complesso, venti performer che si susseguono durante la vicenda e qualche carenza dal punto di vista visivo, con videoproiezioni troppo semplici per restituire appieno l’atmosfera magica del musical.

Giorgio Camandona è un Peter Pan scatenato e “volante”, convincente sia dal punto di vista vocale che performativo in senso lato. Un plauso speciale va a lui quindi, per aver saputo cogliere il testimone di un’eredità non certo semplice, quella lasciata dall’originale Manuel Frattini.

Primo inequivocabile punto di forza del musical restano le canzoni, dal ritmo coinvolgente come in Viva la mamma, malinconiche come ne La fata, significative e ancora oggi di un’attualità disarmante come Sono solo canzonette. Indice di quanto sia stato prolifico e prezioso per la musica italiana il cantautorato di Edoardo Bennato, la riflessione che viene fuori dunque si incentra sul suo contributo nel presente, su cosa produca l’artista accompagnato dall’immancabile armonica a bocca e sul perché non sia in cima alle classifiche oggi, dove il pressappochismo e i ritornelli commerciali sembrano tenere tristemente sotto scacco la musica italiana.

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