Bit, il turismo lento ed esperenziale

Le belle realtà della Bergamasca e del Basso Jonio calabrese a confronto

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Bit 2019La Bit di Milano affascina. Perché, fondamentalmente, ad affascinare – e non potrebbe esser altrimenti – è il variegato mondo del turismo che piace, e tanto. Del resto, sarebbe assurdo se si pensasse il contrario. In questo contesto, sia pure in una giornata uggiosa, ecco che le porte si aprono per visitatori ed espositori. Una grande marea umana entra alla spicciolata dentro la fiera city della città meneghina carica di aspettative. A colpire nel segno, subito, il grande spazio occupato dagli stand della Sicilia su cui sovrasta una lunga insegna luminosa estesa per tutto il tratto fieristico occupato dagli espositori siciliani. Come non accorgesene. C’era pure il governatore Nello Musumeci a fare da apripista al ministro del ramo Gian Marco Centinaio che, nel frattempo, ha pure tagliato il nastro per l’inaugurazione dell’edizione 2019 assieme al sindaco Giuseppe Sala. Gli altri stand che fanno “effetto” sono quelli della Puglia dove c’è un via vai di gente e quello della Lombardia. Bene pure la Sardegna, la Toscana, il Veneto ed il Friuli. C’erano pure, al piano di sopra, gli stand di Russia e Sri Lanka che impressionavano favorevolmente. Bit 2019In Lombardia a rivestire un ruolo chiave è stato il “turismo lento” presentato da Susanna Allegri, Gabriella Castelli e un tenace Marco Scarpellini che vogliono far riscoprire un territorio sconosciuto ai più che tiene in dote una grande risorsa inesplorata: l’Alta Via delle Grazie. Si tratta di “un cammino di pellegrinaggio che collega 17 santuari mariani lombardi nella Val Seriana in provincia di Bergamo. Sono ben 315 chilometri e 12 giorni di cammino con andata e ritorno da Bergamo passando per i luoghi più suggestivi della valle orobica dove son presenti santuari, chiese, sentieri, natura, arte e cucina e un’ospitalità low cost nel magnifico scenario naturale del fiume Serio e dell’Alto Sebino”. E se turismo lento ed esperienziale è questo della Bergamasca, in un’ideale linea di continuità si può porre il turismo lento ed esperienziale, autentico e relazionale di una zona della Calabria jonica. Un turismo che, come quello dei ragazzi della Bergamasca, può servire per un nuovo tipo d’approccio all’ambiente ed alla gente che lo vive, alla scoperta della migliore Calabria in contrapposizione al turismo di massa e commerciale. Ed in Calabria c’è la “Riviera e borghi degli Angeli” (dall’omonima associazione) di cui l’anima vera è rappresentata da Guerino Nisticò. Un’associazione che mette insieme una rete che unisce un gruppo di aziende locali del Basso Jonio calabrese, che operano nel settore dei servizi turistici, e che riconoscono come prioritario per la Calabria uno sviluppo economico sostenibile, volto alla tutela e salvaguardia delle risorse naturali, paesaggistiche ed ambientali, nonché la valorizzazione e promozione delle ricchezze enogastronomiche e delle bellezze artistico-culturali. Nel brand turistico “Riviera e Borghi degli Angeli”, con un’offerta turistica integrata e diversificata e con un progetto di “Paesi albergo – ospitalità diffusa”, è insita la definizione di un’offerta turistica che offre la possibilità di godersi un litorale incontaminato, con spiagge bianche ed un mare blu e cristallino; un entroterra fantastico con borghi medievali e tradizioni enogastronomiche di origine contadina; un’incantevole ricchezza naturalistica con mare, montagna, colline, laghi e fiumi nel raggio di pochi chilometri; un notevole patrimonio artistico-culturale e religioso. Dalla Lombardia alla Calabria il passo è… breve. Basta iniziare a camminare…

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