L’umanità sorprendente degli antipodi

Pirozzi e Civica insieme al Teatro Astra di Torino

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Un quaderno per l'invernoAl Teatro Astra di Torino va in scena “Un quaderno per l’inverno”, sfidando la serata finale di Sanremo, portando comunque un numero cospicuo di spettatori alla corte di Thalia e Melpemone, le muse della Commedia e della Tragedia. Ed è il caso di citare le due madrine delle arti dello spettacolo dal vivo parlando di “Un quaderno dell’inverno”, spettacolo capace di vincere sia il Premio UBU 2017 per la miglior regia che per il miglior testo in italiano, una doppietta formidabile messa a segno dal drammaturgo Armando Pirozzi, classe 73, e dal regista e pedagogo teatrale Massimilano Civica, classe 74, un’accoppiata che dal suo fortunato incontro nel 2011 con “Attraverso il furore”, dedicato alla figura di Mesiter Eckhart, ha prodotto numerosi spettacoli fortunati e premiati. Questa sera per “Un quaderno per l’inverno” in scena ci sono due attori molto particolari del teatro italiano, legati da molti anni alla figura di Massimiliano Civica: Alberto Astorri, formatosi alla corte di Leo De Berardinis, poeta della scena, e Luca Zacchini, anima de “Gli Omini”, premiato gruppo teatrale toscano di ricerca. Non sono attori formatosi all’interno delle Accademie d’avorio del Bel Paese, ma artigiani infaticabili di uno stare in scena che ricerca nell’immediatezza di una reazione concreta e viva la ragion d’essere di presentarsi al pubblico. La scena è spoglia e nuda, cruda e tremendamente affascinante. Civica toglie i vestiti all’Astra, via il fondale e la quintatura, le americane a mezz’altezza, un quadrato di luce sulle assi del palco, un tavolo bianco e due sedie rosse. Ed è tutta nella relazione tensionale fra i due artisti della scena che esplode con forza brutalmente poetica la storia evocata da Pirozzi: l’incontro inatteso di due umani che appaiono molto distanti ma che invece sono così vicini da restare coinvolti in un vortice di pastoie dell’anima da cui non ci si può più liberare, come un simbolo, come un segno che lascia il marchio e scompare. Ed è un omaggio al silenzio, ai piccoli gesti che creano segno ed emozione, la regia di Civica è l’intrigo insperato di due mondi alla deriva che incontrano le proprie orbite, creando un nuovo sistema metrico emotivo. La parola di Pirozzi e la traccia registica di Civica si incontrano in una danza leggera, silenziosa e quasi invisibile, innescando la detonazione della bellezza senza bisogno di nessun orpello: nessun cambio luce, nessuna musica, nessun cambio scena. Ed è tutto lì, in quel bellino finale, a denti stretti, fra le lacrime e il pianto che implode l’inizio di un nuovo mondo in frantumi, da cui rinascere lucidi e vuoti.

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Un quaderno per l’inverno

di Armando Pirozzi

Uno spettacolo di Massimiliano Civica

Con Alberto Astorri e Luca Zacchini

Costumi Daniela Salernitano

Scene Luca Baldini

Luci Roberto Innocenti

Produzione Teatro Metastasio di Prato con il sostegno di Armunia – Centro residenze artistiche Castiglioncello

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