Se non sporca il mio pavimento, un mélo

In scena fino al 18 aprile 2019 al Teatro Vascello di Roma

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Se non sporca il mio pavimento, un mèlo
Foto di Manuela Giusto

E qualsiasi angoscia che adesso sembra mortale,

in confronto al perderti, non sembrerà uguale”.

“…E tu non sai più chi sei”.

Se non sporca il mio pavimento, un mélo muove i suoi primi passi a partire dall’omicidio di Gloria Rosboch, avvenuto nel gennaio 2016, un caso di cronaca nera inquietante per le sue dinamiche, profondo nelle sue verità emerse mese dopo mese da quella vasca di scarico di Rivara, dove l’insegnante di francese (Gloria Rosboch) fu gettata dopo essere stata soffocata da Gabriele Defilippi, suo alunno, e Roberto Obert, il compagno di quest’ultimo.

L’accaduto che Giuliano Scarpinato porta in scena è una storia di straordinaria follia, nella quale la psicologia dei tre personaggi principali viene sondata minuziosamente attraverso fisionomie, costumi, età differenti, modi di porsi che delineano l’identikit inquietante di un ragazzo destrutturato dentro alle prese con il proprio narcisismo, con la propria psicopatia, e con un uomo ed una donna di molto più grandi – totalmente dipendenti dalla sua presenza, e assoggettati al suo disturbante potere, disturbato appeal. L’analisi attenta che qui viene sviscerata mostra l’evoluzione retrospettiva di un omicidio il cui movente non può essere ridotto ai risparmi di una vita con l’inganno sottratti – dal qui presente Alessio Benedetti alla qui presente Gioia Montefiori, simbolo di una ricerca smodata di pace, in un urlo esistenziale – che rivela tutta la propria fragilità e la propria storia nell’isterismo con cui in scena si vela e disvela un adolescente totalmente fuori luogo e abbandonato a sé prima dal padre, poi dalla madre, con un sentire surreale e disturbante come alla vista potrebbe essere per noi un mélo al centro del mare.

Questo mélo viene interpretato in Se non sporca il pavimento da Michele Degirolamo, un attore la cui presenza scenica si apre a ventaglio su molteplici possibilità espressive, generate da una profondità emozionale e potenza evocativa tale da renderlo totalmente aderente all’immagine che i media hanno portato alla figura reale di Gabriele Defilippi. E proprio un omonimo Gabriele interpreta qui il suo compagno di letto, Roberto Obert – per la scena Cosimo Comes, un parrucchiere il cui corpo rivive attraverso le movenze calibrate di Gabriele Benedetti, un uomo fragile che per cuore ha una croce e la cui capacità decisionale risulta essere sempre più compromessa da un amore, o meglio da una dipendenza, che lo porterà ad essere complice di un macabro delitto, riflesso di una follia a tre, in cui dall’altra parte dello specchio c’è una donna – dipendente allo stesso modo dalla vita che le dona Alessio. Questa donna è Francesca Turrini la cui trasformazione in Gioia Montefiori è eccellente: dalla padronanza del movimento corporeo alla modulazione della voce che ricalca la pesantezza del vissuto, e l’annichilimento di una donna mai individuata, e fagocitata dal grembo materno.

La struttura scenica di questo noir dalle tinte fosche merita un appunto a parte. In essa Giuliano Scarpinato mostra tutta la sua bravura e attenzione al dettaglio; lo stato emotivo-psicologico dei personaggi, il delinearsi della storia, e l’interdipendenza delle sorti si rivela in un disegno scenico in cui più stanze vanno comunicando tra loro attraverso tendaggi di plastica, specchi ovoidali il cui centro è una trasparenza, luci di scena che mettono in risalto ora l’una ora l’altra parte di questa rete di fili così sottili da risultare taglienti. Decisamente consigliata la visione.

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Credits

regia Giuliano Scarpinato

drammaturgia Giuliano Scarpinato, Gioia Salvatori

con Gabriele Benedetti , Michele Degirolamo, Francesca Turrini in video Beatrice Schiros

scene Diana Ciufo

progetto video Daniele Salaris luci Danilo Facco

costumi Giovanna Stinga visual setting Mario Cristofaro foto Manuela Giusto

assistente alla regia Riccardo Rizzo

una produzione Wanderlust Teatro/ CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

in collaborazione con Teatro di Rifredi, Corsia OF – Centro di Creazione Contemporanea, Industria Scenica, Angelo Mai Altrove Occupato progetto vincitore “Odiolestate” – residenza produttiva Carrozzerie / n.o.t Roma

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