Teatro Fontana (Milano): ecco la nuova stagione 2019/2020

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Teatro FontanaLa forza naturale del teatro intesa come energia debordante, vitale, che per sua natura tende a proiettarsi oltre canoni e forme prestabilite. È questo il claim scelto dalla direttrice artistica Rossella Lepore per la stagione 2019/2020 del Teatro Fontana. #ForzaNaturale indica dunque la caratteristica di un’arte che, superando schemi e stereotipi, interpreta la realtà assumendone anche il disordine e l’errore. Questo non è più il tempo della perfezione ma dello stare insieme, dice uno dei sei personaggi messi in scena da Michele Sinisi. Ebbene, le sue parole tracciano forse il perimetro di una stagione diversa dalle altre, che quest’anno riserva uno sguardo più ampio alle drammaturgie contemporanee nel tentativo di offrire diverse visioni e sperimentazioni.

L’urgenza materica di Michele Sinisi, la performatività di Licia Lanera, l’audacia di Fabiana Iacozzilli, l’intensità di Caroline Baglioni, l’energia di Marco Lorenzi, la ricerca di Marco Cacciola, l’estro di Gipo Gurrado, il talento affabulatorio di Rosario Lisma, la comicità di Walter Leonardi e dei Contenuti Zero – Varietà, l’eccentricità di Gennaro Cannavacciuolo, lo humor amaro di Giancarlo Nicoletti, le tagliatelle delle Ariette…i protagonisti di questa stagione hanno in comune lo sforzo di dare forma alla forza naturale delle loro idee senza perderne la potenza originaria.

Stili e linguaggi diversi si alterneranno nel segno dell’inclusività per fotografare il contemporaneo anche – e non solo – a partire dal patrimonio della tradizione. Teatro, danza, musica non saranno divisi in compartimenti stagni ma, piuttosto, si fonderanno e contamineranno diversificando la stagione nell’ottica di un confronto con mondi diversi alla ricerca di nuovi stimoli creativi. Un mash up di linee artistiche il cui intreccio connota quella che possiamo definire la stagione del divertimento, ossia del divertere – letteralmente prendere altre direzioni – per uscire dalla ripetizione del sempre uguale.

Prima di entrare nel dettaglio degli spettacoli in cartellone, è necessario fare un punto e dar conto dei risultati della stagione appena conclusa: 148 alzate di sipario – da settembre a giugno – per un totale di 23.927 spettatori che hanno sostenuto il Teatro Fontana con 208.846,14 euro di incassi al botteghino registrando, rispetto alla stagione passata, un aumento di pubblico pari al 22.22% e di incassi pari al 33,73% per la stagione di prosa. Il bilancio dell’esercizio 2018 si è chiuso in perfetto equilibrio fra costi e ricavi consentendo anche nuovi investimenti sulla sicurezza e sulla ristrutturazione della sala. Il nostro pubblico non è cresciuto solo nei numeri ma anche nel gradimento, come dimostrano le numerose recensioni ricevute sui canali online del teatro. La stagione 2019/2020 ospiterà 2 nuove produzioni Elsinor, 4 riprese, 11 ospitalità, 5 festival, 4 weekend dedicati a bambini e famiglie e 15 titoli destinati alle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado.

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Nuove produzioni e repertorio

Quest’anno le produzioni in cantiere per la stagione 19/20 sono due: Tradimenti (dal 13 al 24 novembre) e Le rane (dal 14 al 31 maggio).

Il celebre – e forse più rappresentato – testo di Harold Pinter viene affidato alla regia di Michele Sinisi – qui anche attore che continua la sua “battaglia” tra tradizione e innovazione, performatività e interpretazione, immedesimazione e straniamento, alla ricerca di un dispositivo drammaturgico e scenico in grado di scardinare un approccio museale ai testi classici. La storia di una triangolazione amorosa ripercorsa a ritroso, diventa occasione per un’indagine sulle parole non dette, sul segreto che si annida nell’animo di tre personaggi legati da un gioco di menzogne. A confronto la disarmante essenzialità del drammaturgo inglese – che attraversa una palude di rapporti complessi – e il coraggio di Sinisi di sfidare la convenzione e di far risuonare una cassa di risonanza registica e attoriale corrispondente ai nostri tempi.

A Marco Cacciola invece il compito di cimentarsi con Le Rane di Aristofane: un progetto ambizioso e inclusivo che mira a coinvolgere attori professionisti e non, al fine di ricreare l’antico nucleo originario del coro greco composto un tempo dai cittadini della polis. Un lavoro on the road sull’identità alla ricerca di un dialogo con l’io collettivo in cui l’azione teatrale si svolgerà ovunque, rompendo i confini fra testimoni e spettatori.

Il 31 dicembre festeggeremo la fine dell’anno con Gennaro Cannavacciuolo e il suo storico recital Volare. Concerto a Domenico Modugno, un tuffo nella storia della canzone italiana in cui l’istrionico attore napoletano dà vita ad uno spettacolo dalle atmosfere brechtiane facendo rivivere le arie più famose del grande cantautore italiano.

Dal 14 al 19 gennaio tornerà Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove spettacolo della compagnia Il Mulino di Amleto prodotto da Elsinor, Festival delle Colline Torinesi – Torino Creazione Contemporanea e TPE – Teatro Piemonte Europa: una riscrittura originale della prima opera di Anton Čechov. Un’esplorazione energica e vitale di un testo poco frequentato che gioca con segni e linguaggi espressivi del teatro, inglobandoli e fondendoli, restituendo all’atto della rappresentazione la sua originalità di atto creativo.

Tra le riprese di quest’anno tornerà – dal 29 gennaio al 9 febbraio – anche Supermarket. A modern musical tragedy. Debuttato lo scorso gennaio registrando quattro sold out e un sorprendente successo di critica, questo non-musical firmato da Gipo Gurrado è un mix di coreografie accattivanti e di assoli, pas de deux, duetti contemporanei, ma dallaclassica impalcatura tragica, dove l’eroe dialoga (e canta) con il coro. Un nuovo concept di musical, affidato alla performatività totale degli attori, che – con la modalità narrativa del raccontare cantando – riesce ad accompagnarci nel territorio dell’ironia e della satira. Uno spettacolo che indica una strada per le possibili evoluzioni di un musical nostrano, che deve necessariamente prendere spunto dall’attualità e da una tradizione musicale rivisitata in modo intelligente e curioso.

Chiude il ciclo delle produzioni Elsinor Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, spettacolo firmato da Michele Sinisi che ha restituito al pubblico – registrando tre sold out – un “classico dell’era digitale” in cui la molteplicità di piani del mondo virtuale diventa occasione per testare la straordinaria contemporaneità del pensiero pirandelliano. La potenza turbativa della pièce intessuta di relazioni multiple si rispecchia infatti nell’uso spregiudicato dei social media, con l’introduzione del web che fa da sfondo per tutto il tempo, con accessi a youtube, dirette facebook e ospiti a sorpresa diversi ogni sera.

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Ospitalità

Ottobre rosa

Il mese di ottobre si tinge di rosa con l’ospitalità di tre artiste artefici di un processo compositivo che include un lavoro sulla drammaturgia, la regia e l’attorialità.

Inaugura il ciclo – dal 4 al 6 ottobre – La classe di Fabiana Iacozzilli, un docupuppets per marionette e uomini vincitore del bando In- Box 2019, CURA 2018 e finalista per Teatri del Sacro e per il Premio Dante Cappelletti 2017. La regista crea in questo spettacolo un originale e perturbante format teatrale dove le marionette prendono vita insieme ad un gruppo di performers in carne e ossa.

Lavora sulla trasformazione di un materiale biografico intimo e drammatico in un percorso personale di ricerca performativa anche Caroline Baglioni che presenterà – dal 9 al 12 ottobre – i primi due capitoli di una trilogia dedicata all’esplorazione dei legami familiari. Gianni (premio Ustica 2015, In- Box 2016 e premio Museo Cervi – Teatro della Memoria 2017) e Mio padre non è ancora nato (selezione visionari Kilowatt Festival 2019) sono due monologhi emozionanti che scandagliano l’uno il rapporto con la malattia mentale e l’altro con un genitore assente.

Chiude la rassegna – dal 17 al 20 ottobre – Guarda come nevica 1. Cuore di cane nella originale riscrittura di Licia Lanera, ineguagliabile protagonista di uno spettacolo che, più che un monologo, è un caleidoscopio narrativo ed interpretativo.

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Ridere non è una cosa seria

Un caso involontario di ironia, dire una cosa intendendone un’altra

La stagione di quest’anno sarà attraversata da alcuni appuntamenti comici pensati per un pubblico amante dell’ironia e della satira. Questa piccola rassegna comprende la surreale, visionaria e poetica trilogia / retrospettiva di Walter Leonardi che ripercorre un decennio dell’attività di un attore atipico suscitatore di risata eversiva. La sua tracotante vitalità ristabilisce inevitabilmente un confronto spontaneo con la platea mettendo – per dirla con Enrico Fiore – “alla berlina l’intellettualismo rachitico che troppo spesso, ai nostri giorni, lascia fra parentesi la forza naturale del teatro”.

Dal 23 al 26 gennaio andrà in scena Coma quando fiori piove: un viaggio fisico che si fa viaggio mentale con la propria coscienza; un pretesto per riflettere e ridere su temi che pesano come macigni sulla vita di tutti i giorni. Il trittico Leonardi continua dal 19 al 22 marzo con A-men, uno spettacolo sulla crisi di un uomo, un attore comico, che si rende conto del fallimento della propria vita in scena, davanti al suo pubblico. Chiude la trilogia, – dal 16 al 19 aprile – la nuova produzione Buster Cenando cenando. C’eravamo tanto illusi… Ma nemmeno poi così tanto: uno spettacolo un po’ pop e un po’ cult caratterizzato da dialoghi al fulmicotone, monologhi strappalacrime, musiche dal vivo, effetti scenici enfatici.

Ultimo appuntamento della rassegna è – dal 3 all’8 marzo – con i Contenuti Zero e con il loro varietà: un viaggio post-moderno nel mondo del ridicolo, della satira e dell’assurdo.

Dal 20 al 23 febbraio il regista Giancarlo Nicoletti presenta invece L’uomo, la bestia e la virtù: una riflessione sulla morale e sulle maschere che l’essere umano deve indossare pur di mostrare un volto civile e pacificato. La regia qui compie però un lavoro sulla recitazione e le azioni preferendo far leva sugli aspetti più comici e macchiettistici dell’opera. Così ci ritroviamo quella stessa epoca, quei personaggi persi nel dedalo degli eventi ma con una lingua riscoperta e in grado di toccare le corde umoristiche di oggi. In scena un istrionico Giorgio Colangeli nei panni del professor Paolino.

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Aia

Teatro nei Chiostri

Alla storica sezione collocata nei chiostri bramanteschi adiacenti al teatro, sarà affidato il compito di aprire e chiudere la stagione con un doppio appuntamento: dal 12 al 15 settembre, infatti, Rosario Lisma interpreterà Terra matta di Vincenzo Rabito. Il reading, con l’accompagnamento musicale di Gipo Gurrado, è suddiviso in tre capitoli che verranno letti a tappe nel corso delle tre sere per concludersi con una maratona finale durante l’ultima replica.

L’autobiografia di un bracciante ignorante e semianalfabeta, scritta in un italiano singolare e approssimativo, diventa quindi materiale per ripercorrere la storia del nostro paese in una lettura sotto le stelle che commuove e diverte.

Chiude la stagione, dal 17 al 19 giugno 2020, Attorno a un tavolo del Teatro delle Ariette, che accoglierà ogni sera un numero limitato di spettatori, invitati per l’occasione ad assistere ad uno spettacolo da guardare e degustare.

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Musica e danza

Anche quest’anno il Teatro Fontana ospiterà Ah-Um Milano Jazz Festival ideato da Antonio Ribatti: il tradizionale appuntamento musicale – giunto alla sua diciassettesima edizione – che vede alternarsi sul palco musicisti italiani e stranieri, di fama nazionale e internazionale. L’obiettivo è quello di dare vita ad esperienze e progetti musicali originali, stimolare la ricerca e la sperimentazione, esplorare e innovare la cultura musicale in tutte le sue forme, spesso ricorrendo alla multidisciplinarità come ambito culturale-esperienziale privilegiato e totalizzante.

Rilevante lo spazio dedicato alla danza contemporanea con 2 importanti Festival in diversi periodi della stagione.Comincia Il Festival Exister articolato in due momenti – dal 25 al 27 ottobre e dal 13 al 15 marzo: a cura di Annamaria Onetti e realizzato nell’ambito del progetto DANCEHAUSpiù, il Festival si trasforma sempre più in un contenitore dedicato alla giovane coreografia, alla ricerca e all’innovazione, diffuso su tutto l’anno. La volontà è quella di offrire al pubblico milanese la possibilità di frequentare spettacoli di danza di qualità e di ospitare importanti prime nazionali lungo un periodo di tempo più esteso rispetto alla consuetudine degli short format festivalieri.

Prosegue Franca Ferrari dal 25 novembre all’ 1 dicembre con Più Che Danza! la kermesse dedicata alla danza contemporanea. Nato nel 2014 con un’attenzione specifica agli artisti del territorio della Lombardia, dal 2018 diventa un festival nazionale attento ai giovani e all’innovazione. Vedrà la presenza di giovani coreografi già affermati, ma sarà anche espressione di due importanti azioni per la danza contemporanea del nostro territorio: il progetto di ricambio generazionale Incubatore Per Futuri Coreografi e la app DanceMe che produce ogni anno coreografi under35.

Entrambi gli appuntamenti faranno parte del nuovo circuito Dance Card, un’iniziativa per la promozione della danza in Lombardia nata da una condivisione di intenti di dodici realtà del settore: DANCEHAUSpiù, MilanOltre, Danae Festival, CLAPS, Cro.Me, Più che Danza, AIEP, Fattoria Vittadini, Teatro Fontana, PimOff, Festival Danza Estate – Bergamo, Teatro Ponchielli – Cremona. Questa carta di fidelizzazione permetterà di accedere agli spettacoli con uno sconto pari al 50% del costo del biglietto. L’iniziativa è volta ad incentivare il pubblico ad avvicinarsi al mondo della danza facendo rete fra le diverse realtà e creando un’offerta ad ampio spettro.

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Attività collaterali

Gli appuntamenti nel foyer: Incontri ravvicinati

Dopo una lunga e felice collaborazione con il critico Renzo Francabandera e con la prof.ssa Michela Mastroianni, quest’anno il ciclo di appuntamenti programmati nel foyer sarà affidato alla giornalista di Tele Lombardia Tamara Malleo che incontrerà artisti e registi per una chiacchierata informale al termine di alcuni spettacoli selezionati. Un’occasione per avvicinare il pubblico a teatro e regalargli dei momenti di approfondimento sulla scena contemporanea.

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Calendario incontri

11 ottobre

Tamara Malleo incontra Caroline Baglioni in Mio padre

18 ottobre

Tamara Malleo incontra Licia Lanera in Guarda come nevica 1. Cuore di cane.

15 novembre

Tamara Malleo incontra Michele Sinisi e il cast di Tradimenti

24 gennaio

Tamara Malleo incontra Walter Leonardi e il cast di Coma quando fiori piove

22 maggio

Tamara Malleo incontra Marco Cacciola e il cast de Le rane

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Gli appuntamenti nel foyer: La poesia e la fontana

Prosegue il consueto appuntamento del giovedì con la poesia che quest’anno inaugura un nuovo ciclo di incontri guidati da Marco Pelliccioli e Luca Minola dedicato alle nuove uscite letterarie e alle voci emergenti della poesia contemporanea. In ogni incontro il poeta invitato presenterà, nello spazio del foyer, il proprio lavoro attraverso un autore di riferimento, un tema o una particolare relazione tra la propria poetica e altre forme espressive. La presentazione sarà accompagnata da ospiti che interverranno, sul tema proposto, con letture e contributi.

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Calendario incontri

21 novembre 2019

Massimo Dagnino e Tiziano Rossi prima di Tradimenti di Harold Pinter

20 febbraio 2020

Tommaso Di Dio e Francesco Maria Tipaldi prima di L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello

16 aprile 2020

Francesco Iannone e Roberta Sireno prima di Cenando cenando di Walter Leonardi

18 giugno 2020

Giuliano Tabacco e Matthias Ferrino prima di Attorno a un tavolo di Paola Berselli e Stefano Pasquini

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Nina’s Drag Queens

Per il secondo anno consecutivo il Teatro Fontana presta spazio e supporto alle Nina’s Drag Queens, una consolidata compagnia milanese composta da attori e danzatori che hanno trovato nel personaggio della Drag Queen la propria chiave espressiva. La residenza prevede l’ospitalità dei laboratori teatrali en travesti e dei partecipatissimi saggi finali ma anche una forte interazione con la programmazione del teatro.

Il nostro lavoro assomiglia a quello del clown: indossiamo un costume, una maschera di trucco, andiamo a toccare la comicità, spesso rischiamo il ridicolo. Ma, come accade per la vera clownerie, non si tratta solo di questo: una Drag Queen, per come la intendiamo noi, deve poter far ridere, sì, ma anche emozionare, turbare, e perché no, commuovere.

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