Teatro dell’Opera di Roma, “Don Giovanni” secondo Graham Vick

Il registra britannico conclude la trilogia Mozart/Da Ponte, Jérémie Rhorer debutta sul podio del Costanzi, dal 27 settembre al 6 ottobre a Roma

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Don Giovanni
Foto di Yasuko Kageyama

Dopo la scuola di Così fan tutte e la borghesia spietata di Le nozze di Figaro, Graham Vick conclude la trilogia Mozart/Da Ponte con un nuovo allestimento del Don Giovanni di Mozart, in scena al Teatro dell’Opera di Roma dal 27 settembre al 6 ottobre con la direzione misurale di Jérémie Rhorer, al suo debutto al Costanzi.

Un nuovo allestimento del Don Giovanni, assente da tredici anni sulle scene del Costanzi con la regia di Franco Zeffirelli, come ricorda il Sovrintendente Carlo Fuortes, che sarà certamente una sorpresa perché come di consueto, Vick è molto poco propenso a parlare della messinscena: da qualche anno a questa parte presenza assidua al Costanzi, il regista britannico non affronta di certo per la prima volta il dramma giocoso di Mozart e Da Ponte.

Ma il suo nuovo Don Giovanni, sarà diverso dalla versione lombarda “sangue e sesso” di qualche anno fa.

Opera buffa, opera comica, si ride contro tutto e tutti: ciascuno ha in sé il virus proprio che è di Don Giovanni. Esiste un antidoto oppure andremo tutti all’inferno? Vedremo”. Queste le laconiche dichiarazioni del registra britannico rilasciate qualche tempo fa e ribadite con toni asciutti anche in occasione della presentazione dello spettacolo.

Non voglio parlare prima dello spettacolo – spiega Vick – ovviamente ci sono costumi moderni, ma non siamo in una società moderna. Ci sarà piuttosto un mondo mitico che rispetta la scelta di mettere in scena una versione meravigliosa, molto scorrevole”.

Ma il riferimento, in un dramma giocoso che ospita i registri altalenanti fra comico e tragico, mai in Mozart come in questo caso, e che si presta perfettamente a essere calata anche nella nostra mirabolante realtà, sembra essere chiaro per il regista britannico che si avvale della collaborazione di Samal Blak per le scene, di Anna Bonomelli per i costumi, di Giuseppe Di Iorio per le luci.

Il Don Giovanni non è solo musica, ma è anche azione e parola – ricorda Vick – e soprattutto nei dialoghi fra Don Giovanni e Leporello – mi sono ispirato al teatro dell’assurdità di Beckett”. Ma nonostante tutto, l’attualità del Don Giovanni però resta chiara per Vick.

Tutti, anche i giovani possono riconoscersi nella figura di Don Giovanni – sottolinea il regista inglese – viene messa in scena una società senza rispetto e senza limiti di alcun genere, quasi una società di sociopatici”.

Altrettanto interessate, accanto all’allestimento (con sorpresa) di Vick, sarà la bacchetta di Jérémie Rhorer, giovane direttore francese che debutta al Costanzi alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera, dopo l’esordio italiano del 2018 al Comunale di Bologna con Les dialogues des carmélites. Rhorer, fondatore e direttore musicale dell’ensemble Le Cercle de L’Harmonie, si distingue per una notevole ricerca interpretativa su Mozart di cui ha affrontato con successo diverse opere (oltre al Don Giovanni, Così fan tutte, Idomeneo, Il ratto del serraglio e La clemenza di Tito).

Una visione analitica e approfondita quella di Rhorer su Don Giovanni che si distacca dalle tradizionali interpretazioni.

Sono molto felice di fare questo lavoro qui in Italia perché mi sembra che la musica rappresenti un elemento centrale – conclude il direttore francese sposando le teorie del Maestro Riccardo Muti – Mozart andrebbe interpretato con lo stesso livello e attenzione di Verdi e io ho cercato di restituire la più corretta delle interpretazioni mozartiane”.

Ho lavorato molto su Mozart – sottolinea Rhorer, che ha anche diretto Jeanne D’Arc au bucher di Honneger con Marion Cotillard a chiusura del Festival di Spoleto 2018 – Mozart è una grande musicista, ma anche un grande drammaturgo ed è importante capire che cosa Mozart volesse dirci parlando di Don Giovanni”.

E nella sua innovativa rilettura, Rhorer sposta l’azione concentrandosi su uno “dei personaggi centrali, che è quello di Donna Elvira”.

Un personaggio che generalmente viene visto come isterico – ricorda il direttore – ma in realtà con la sua musica Mozart dimostra che donna Elvira è personaggio simbolo simbolo di amore universale”.

Un personaggio positivo che si lega alla visione moderna dell’opera, la seconda della trilogia mozartiana e che si aggancia alla forte e complessa tematica sociale messa a fuoco a Mozart anche nel Don Giovanni, animato da una violenta lotta di classe e di anelito di libertà e anarchia del protagonista.

Generalmente si pensa che la lotta di classe sia messa in evidenza da Mozart solo nelle Nozze di Figaro – ricorda Rhorerma non è così. In Don Giovanni emerge attraverso la figura di Masetto. Un personaggio che non è affatto sciocco come viene spesso rappresentato, che capisce perfettamente la macchinazione di Don Giovanni per sottrargli Zerlina, ma che non può distruggerlo proprio perché Don Giovanni è un nobile”.

A dar voce alla drammaturgia delle parole di Mozart che accentua il contrasto fra i personaggi, un doppio, giovane cast con Alessio Arduini e Riccardo Fassi (28 settembre, 2, 4, 6 ottobre) nel ruolo di Don Giovanni, Vito Priante e Guido Loconsolo (28 settembre, 2, 4, 6 ottobre), nel ruolo del servitore Leporello, Emanuele Cordaro che si alterna con Andrii Ganchuk dal progetto FabbricaYoung Artist Program del Teatro (dal 28 settembre, 2, 4, 6 ottobre) nel ruolo di Masetto, Juan Francisco Gatell e Anicio Zorzi Giustiniani (28 settembre, 2, 4, 6 ottobre) nel ruolo di Don Ottavio, Antonio Di Matteo nel ruolo del Commendatore.

Di pregio anche il cast di voci femminili con la Donna Anna di Maria Grazia Schiavo e Valentina Varriale,  diplomata FabbricaYoung Artist Program (28 settembre, 2, 4, 6 ottobre), la Donna Elvira di Salome Jicia e Gioia Crepaldi (28 settembre, 2, 4, 6 ottobre), la Zerlina di  Marianne Croux e Rafaela Albuquerque (ancora dal dal progetto Fabbrica, 28 settembre, 2, 4 ottobre). E naturalmente il coro diretto dal Maestro Roberto Gabbiani.

Dopo l’anteprima giovani riservata agli under 26 di mercoledì 25 settembre (ore 19) e la prima di venerdì 27 (ore 19,30), trasmessa in diretta da Rai Radio 3, il Don Giovanni andrà in scena per altre otto repliche, sabato 28 (ore 18), domenica 29 settembre (ore 16.30), martedì 1, mercoledì 2, giovedì 3 venerdì 4 (sempre alle 19.30), sabato 5 (ore 18) e domenica 6 ottobre (alle 16.30).

Info e dettagli su operaroma.it.

1 COMMENT

  1. Il regista Vick non ha idee. La sua regia è paludata e stitica. I personaggi sono scollati dal libretto di Da Ponte, incoerenti tra quello che dicono e quello che fanno. Le scene di libertinaggio sessuale sono penose e grottesche. Il finale imbarazzante col Commendatore messo all’angolo quasi si vergognasse del proprio agire. Fondamemtalmemte brutta la scena.
    Sorge spontanea la solita domanda: perche registi del genere non si trovano testi confacenti alle loro maldestre bizzarrie piuttosto che cavalcare le spalle di giganti a loro inarrivabili?

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