Io, Don Chisciotte

L'8 febbraio, ore 21, al Teatro Verdi, Pisa

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Io, Don Chisciotte
Foto di Gabriele Orlandi

Il Teatro Verdi di Pisa si prepara ad accogliere il ritorno di uno dei coreografi italiani più applauditi, Fabrizio Monteverde, con IO, DON CHISCIOTTE, che segna il suo ritorno al Balletto di Roma in occasione dei sessant’anni dalla fondazione, sabato 8 febbraio alle ore 21, terzo titolo della Stagione di Danza 2019/20 curata dal direttore artistico Silvano Patacca, e organizzata in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus.

Da sempre autore sensibile alle suggestioni letterarie e teatrali, Monteverde, esponente di una generazione di talenti esplosa negli anni Novanta, svolge da oltre trent’anni un lavoro di elaborazione stilistica e drammaturgica che ne rende il segno unico e riconoscibile.

In questa versione del romanzo spagnolo di Cervantes il protagonista non smette di incarnare la doppiezza, la “con-fusione” degli opposti. Al centro della scena, senza un significato presunto univoco, ci sono i rottami di una macchina abbandonata, cavallo da corsa dei nostri giorni, simbolo di un mondo in trasformazione continua. Sempre in bilico tra intenzioni logiche, razionali e azioni assurde, temerarie, Don Chisciotte, poeta, folle, mendicante come quello immaginato dal coreografo, con il suo sguardo strabico sulla realtà, conquista la gloria attraverso avventure sconnesse e poco calcolate, imponendo la propria illusione sulla realtà con eroico sprezzo del ridicolo.

Io, Don Chisciotte rappresenta la rivincita del senso individuale contro il dominio dell’astratta universalità delle leggi umane: una lotta contro i mulini a vento che diventa metafora della ricerca di un’identità, di quella persa dell’uomo fuori dal tempo, guerriero che combatte una guerra già finita e che si è smarrito nella pazzia dell’hidalgo o nell’ignoranza di Sancho Panza.

Fabrizio Monteverde firma anche regia e scene, le musiche sono di Ludwig Minkus e autori vari, i costumi di Santi Rinciari, assistenti alla coreografia Anna Manes e Sarah Taylor, light designer Emanuele De Maria. Lo spettacolo è prodotto dal Balletto di Roma, direzione artistica Francesca Magnini, direttore generale Luciano Carratoni, con il contributo di Regione Lazio. La danza è affidata a Francesco Costa Don Chisciotte, Azzurra Schena Sancho Panza, Roberta De Simone Dulcinea e Paolo Barbonaglia, Cecilia Borghese, Lorenzo Castelletta, Emma Ciabrini, Aurora Conte, Matteo Giudetti, Kinui Oiwa, Michele Ruggiero, Giulia Strambini. Voce recitante Stefano Alessandroni tratto da A tutti gli illusi da Don Chisciotte, diario intimo di un sognatore di Corrado D’Elia.

Alla fine dello spettacolo torna anche l’incontro/conversazione con la compagnia, un invito rivolto allo spettatore affinché possa fermarsi, condividere le proprie sensazioni o semplicemente lasciarsi guidare dal critico di danza e giornalista Silvia Poletti tra le sfumature dello spettacolo appena visto.

I biglietti, posto unico numerato, variano da 16,00 a 4,00 Euro, con le consuete promozioni, e la riduzione del 50% per under30, studenti e scuole di danza, in vendita anche nel circuito Vivaticket e nei punti vendita del Porto di Marina di Pisa e del Palazzo dei Congressi di Pisa.

Per ulteriori informazioni: Fondazione Teatro di Pisa, tel 050 941111, www.teatrodipisa.pi.it

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