Veduta del Porto

Questa poesia di Emanuele Martinuzzi vuole essere una descrizione simbolica della bellissima Porto Venere

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Questa poesia di Emanuele Martinuzzi vuole essere una descrizione simbolica della bellissima Porto Venere.  Con i suoi scogli, i suoi caruggi, le sue onde e le sue storiche mura attraverso le parole il poeta tenta di evocare l’unicità e la magia di quel luogo, che non è solamente fisico ma più propriamente appartenente ad una interiorità collettiva. Un luogo da sognare, un luogo da amare per tutti e di tutti.

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Veduta del Porto
“Portovenere” di Arturo Pagliai

Veduta del Porto

Volto, in cui si frastagliano

lineamenti di onde,

corrugando l’estasi di golfi

senza soglia

in scaglie lunari,

in bilico sull’essere volto.

Quando non pensi, non credi

che al rapimento desertico,

gli astratti rossori di scorci

mitologici, riaffiorano

per caruggi insabbiati di memoria,

scogli di penombra, tensioni amorose

che si allungano nelle maree.

Tempio, e si logora

sulla graticola dell’imbrunire

il solo vento reso umano

nel martirio di una notte

nascente, che è mimo del sublime,

oltre silente delle stelle

ed arroccato tempio.

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