laVerdi: Mahler 1

Dal 29 ottobre al 1° novembre all'Auditorium di Milano

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Mahler 1
Foto di Studio Hanninen

Gustav Mahler Sinfonia n.1 in Re maggiore, “Titano” (versione per orchestra da camera di K. Simon)

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Claus Peter Flor

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Ero totalmente all’oscuro di aver scritto uno dei miei lavori più arditi“, confessò Gustav Mahler in una lettera, parlando della sua Prima Sinfonia. Un lavoro grandioso, forse una delle pagine più ispirate del compositore boemo, resa pubblica nel 1888. La sinfonia che, nella sua versione per orchestra da camera realizzata da Klaus Simon, occupa l’intero programma del concerto di giovedì 29 ottobre alle ore 20.30, venerdì 30 ottobre alle ore 20.00, sabato 31 ottobre alle ore 18.00, domenica 1° novembre alle ore 16.00 all’Auditorium di Milano.

L’appuntamento, intitolato appunto Mahler 1, vede l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta dal suo Direttore Musicale, Claus Peter Flor, Ennesima conferma della vocazione mahleriana dell’Orchestra Verdi. Dopo i Rückert-Lieder del concerto inaugurale, cantati dalla monumentale Petra Lang, il primo appuntamento della programmazione settembre-dicembre ha visto laVerdi impegnata nell’esecuzione della Quarta Sinfonia, insieme al soprano tedesco Anna Lucia Richter. Per la terza volta in un mese e poco più, l’Orchestra Verdi, che sta di casa, appunto, in Largo Mahler, si confronta con la produzione orchestrale del compositore austriaco, terza volta di quattro, perché dal 12 al 14 novembre, insieme a Julian Prégardien e ad Alondra de la Parra, all’Auditorium di Milano si suonano i Lieder eines fahrenden Gesellen, nella versione per orchestra da camera di Schönberg, datati 1885. Allo stesso anno risalgono i primi abbozzi della Prima Sinfonia, un lavoro che (come spesso accade col repertorio di Mahler) sarà oggetto di numerose e revisioni e vari ripensamenti. Anzitutto, la struttura: la versione che fu eseguita per la prima volta (30 novembre 1889) era divisa in una prima sezione (Introduzione e allegro comodo, Andante e Scherzo) e una seconda (A la pompes funebres, Molto appassionato). Dopo la prima revisione del 1893, Mahler divise la sinfonia in 5 parti organizzate in due macrosezioni: la prima composta da Fruhling und kein Ende, Blumine, Mit vollen Segeln e una seconda, composta da Todtenmarsch in Callots Manier e Dall’Inferno al Paradiso. Il titolo, “Titano”, compare proprio nella seconda versione, e trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Jean Paul, l’affascinante storia del giovane Albano, figlio di un principe tedesco che, dopo avventurose peripezie all’estero, torna nel suo principato. Col nome “Titano”, nel romanzo, ci si riferisce a Roquairol, il fratello di Liana, la donna di cui Albano è innamorato, l’alter ego demoniaco di Albano, suo amico-nemico critico e cinico. Sempre a Jean Paul si riferisce Mahler con quello che originariamente era il secondo movimento (Blumine, soppresso nella versione definitiva), che si riferisce al primo volume di una raccolta di articoli di giornale che Jean Paul selezionò dalla propria produzione, intitolata Herbst-Blumine, laddove “Blumine” significa “raccolta di fiori” e “Herbst”, autunno. Un augurio nascosto, celato tra le pagine di questa splendida sinfonia, con cui laVerdi omaggia questa stagione, eseguendo la Prima di Mahler, a cavallo tra ottobre e novembre.

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Giovedì 29 ottobre 2020 ore 20.30

Venerdì 30 ottobre 2020 ore 20.00

Sabato 31 ottobre 2020 ore 18.00

Domenica 1° novembre 2020 ore 16.00

Auditorium di Milano, largo Mahler

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Conferenza

Il concerto di giovedì 29 ottobre sarà preceduto alle ore 18.00 da una conferenza introduttiva nel foyer della balconata dell’Auditorium. Ingresso libero.

Biglietti: da euro 15,00 a euro 36,00, acquistabili presso la biglietteria di Largo Mahler.

La biglietteria di Largo Mahler è attiva dalle 10.00 alle 19.00.
Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org.

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Biografia

Claus Peter Flor direttore

Rispettato in tutto il mondo come direttore d’orchestra con una musicalità istintiva e incisiva, Claus Peter Flor mantiene una prestigiosa carriera internazionale, rinomata in particolare per la sua competenza e per l’interpretazione del repertorio austro-germanico, tra cui Bruckner, Mahler, Strauss, Brahms e Schumann. Il Maestro Flor ha anche una grande affinità con le opere di Shostakovich, così come con il repertorio ceco di Dvorak e Suk, avendo registrato molti dei loro lavori durante il suo mandato come direttore principale della Malaysian Philharmonic. Nato a Lipsia nel 1953, il Maestro Flor ha iniziato la sua carriera musicale studiando violino a Weimar e Lipsia, prima di dedicarsi alla direzione d’orchestra con Rolf Reuter e successivamente con Rafael Kubelik e Kurt Sanderling. Nel 1984 è stato nominato General Music Director della Konzerthausorchester di Berlino, attivando allo stesso tempo regolari collaborazioni con le altre principali orchestre tedesche: la Gewandhaus di Lipsia e la Staatskapelle di Dresda. Nel 1988 ha debuttato con la Filarmonica di Berlino, dove è poi tornato in altre due occasioni. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi presso un gran numero di importanti orchestre, tra cui la Philharmonia Orchestra di Londra, la Dallas Symphony Orchestra, la Tonhalle Orchester Zürich e la Malaysian Philharmonic Orchestra. Prima di ricoprire la carica di Direttore Musicale della Malaysian Philharmonica dal 2008 al 2014, il Maestro Flor ha ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (2003-08) su invito personale del loro Direttore Musicale Riccardo Chailly, dove è stato successivamente nominato Direttore Musicale dalla stagione 2017/2018, con il compito di sviluppare il lavoro dell’orchestra nel repertorio mitteleuropeo. Nella stagione 2018/2019, il Maestro Flor è nominato Direttore Ospite dell’Het Gelders Orkest. Nelle ultime stagioni, ha diretto con successo di pubblico e di critica concerti con la London Symphony Orchestra (la Sinfonia n. 3 di Bruckner) e l’Orchestra Santa Cecilia di Roma in un programma interamente dedicato a Mozart. Tra i recenti e i prossimi impegni di rilievo la collaborazione con la Het Gelders Orkest così come il ritorno alla South Netherlands Philharmonic, alla Dallas Symphony Orchestra, allo Hyogo Performing Arts Centre Orchestra in Giappone e il debutto con la Philharmonic Orchestra di Sofia. La sua grande esperienza in ambito lirico lo ha portato a instaurare una lunga collaborazione con il Théâtre du Capitôle di Tolosa, dirigendo celebri produzioni di Le Prophète di Meyerbeer, Tiefland di d’Albert e Die Walküre di Wagner. Tra le produzioni passate si ricordano Faust di Gounod, Tristan und Isolde di Wagner, Madama Butterfly di Puccini, Die Zauberflöte di Mozart, Hänsel und Gretel di Humperdinck. Per queste produzioni il Maestro Flor ha collaborato con diversi registi, fra i quali Götz Friedrich, Joachim Herz, Harry Kupfer, Nicolas Joël, Mariame Clément e Walter Suttcliffe. Altri impegni lirici includono una produzione di Siegfried di Wagner, diretto da David McVicar, con l’Opéra National du Rhin a Strasburgo, Le Nozze di Figaro e Die Meistersinger alla Monnaie di Bruxelles, quest’ultimo anche in tournée a Tokyo, Die Zauberflöte di Mozart per la Houston Grand Opera, Euryanthe di Weber per la Netherlands Opera con la Royal Concertgebouw Orchestra, e La Bohème per la Dallas Opera. Ha anche diretto una pletora di altri titoli con la Staatsoper di Berlino, la Deutsche Oper e i teatri lirici di Monaco, Dresda, Amburgo e Colonia. Il Maestro Flor ha una discografia ampia e diversificata, che include una serie di registrazioni di Mendelssohn con la Bamberg Symphony, recentemente ristampata dalla Sony/BMG. Il suo rapporto di lunga data con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi ha anche portato l’orchestra a diventare la prima orchestra italiana a registrare tutte le Sinfonie di Mahler come produzioni concertistiche dal vivo per Idagio. Il Maestro Flor ha registrato anche l’Asrael Symphony di Suk (2009) e le Sinfonie n.7 e 8 di Dvorak (2012) con la Malaysian Philharmonic per l’etichetta BIS.

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