“Francesca da Rimini” alla Deutsche Oper di Berlino

Sara Jakubiak protagonista nello spettacolo di Christof Loy

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Foto di Monika Rittershaus

Amori proibiti e intrighi. Potere, lussuria e violenza. Al centro una donna determinata e dal fascino irresistibile. Una figura femminile contraddittoria e complessa, sospesa tra dovere e pulsioni distruttive.

La nuova produzione di Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai ha debuttato in streaming alla Deutsche Oper di Berlino. Uno psicodramma medioevale a fosche tinte, costruito a partire dall’omonima tragedia di Gabriele D’Annunzio, rappresentata per la prima volta a Roma nel 1901 con la “Divina” Eleonora Duse nel ruolo della protagonista. Il capolavoro di Zandonai debuttò invece a Torino nel 1914. L’opera riecheggia il Tristan und Isolde per la trama, gli amori galeotti e la spirale distruttiva che innescano, e la distribuzione dei personaggi. Ganciotto può ben essere Re Marke e il perfido Malatestino ricorda Melot. Il terzo atto, quello dell’abbandono alla passione proibita, fa venire alla mente il secondo atto del capolavoro wagneriano, anche nelle parole di Paolo: “Nemica ebbi la luce, amica ebbi la notte”. Zandonai nondimeno trova una sua via originale e costruisce uno spartito abbagliante con vivaci cambiamenti di colore e un linguaggio musicale che amalgama stili e tempi diversi: dalle reminiscenze dei madrigali del Rinascimento, alle asprezze del verismo, all’impressionismo francese di Debussy.

Foto di Monika Rittershaus

È un vero peccato che Francesca da Rimini passi così raramente in palcoscenico. Meritoria quindi la scelta della Deutsche Oper che affida la nuova produzione a Christoph Loy, una fra le grandi firme della regia contemporanea. Il regista tedesco continua così il suo itinerario attraverso il primo Novecento meno frequentato, dopo aver realizzato nel 2018, sempre per la Deutsche Oper, “Das Wunder der Heliane” di Erich Wolfgang Korngold. Anche in quell’occasione Sara Jakubiak vestiva i panni della protagonista. 

Foto di Monika Rittershaus

Loy e il suo team inseriscono il dramma di Zandonai in un contenitore chiaro ed elegante (scene di Johannes Leiacker). Un grande salone Jugendstil che rimanda solidità e potere. Carta da parati alle pareti e un grande arco che incornicia lo sfondo e lascia scorgere l’accesso al giardino di inverno. Attraverso le vetrate si intravede la riproduzione gigantesca di un paesaggio di Claude Lorrain. Predominano gli abiti in bianco e nero, una cifra stilistica di altri spettacoli di Loy (costumi di Klaus Bruns). Un tableau raffinato, e forse un po’ freddo, che lascia comunque spazio alla musica e al pathos.

Foto di Monika Rittershaus

Eccellente il cast schierato dalla Deutsche Oper. Domina la scena Sara Jakubiak, un’autentica femme fatale che seduce con l’espressione, con il gesto e con il canto. Il soprano americano rimanda con voce potente e vellutata i tormenti che agitano Francesca, vittima e carnefice allo stesso tempo. In quel mondo di passioni eccitate, i tre fratelli Malatesta sono creta nelle sue mani. Sara Jakubiak è al debutto nel ruolo, così come il suo sfortunato amante, Paolo il Bello, interpretato con slancio da Jonathan Tetelman. Il tenore, prestante per voce e gesto, si muove bene in un ruolo non semplice fra tenore lirico e tenore drammatico. Convincente il Ganciotto, marito tradito e assassino, portato in scena dal baritono Ivan Inverardi. La vera anima nera della serata è Malatestino, ben restituito dal tenore Charles Workman. Perverso, perfino sadico (decapita personalmente un carcerato) e posseduto dal desiderio per Francesca, che prima lo provoca e poi lo rigetta con disprezzo. Alexandra Hutton restituisce gli accenti accorati di Samaritana, la sorellina di Francesca. Effervescenti e piacevoli le damigelle che contornano Francesca.

Accanto a Francesca, l’altra grande protagonista della serata è la musica di Zandonai. Carlo Rizzi, alla guida della orchestra della Deutsche Oper, distilla le pagine dello spartito di Zandonai mettendo in risalto ogni passaggio, dai momenti più raccolti ai passaggi in cui predominano le passioni e i furori. Sarà una gioia autentica per coloro che potranno ascoltarla dal vivo in teatro il prossimo 4 aprile.

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Francesca da Rimini

di Riccardo Zandonai
Regia: Christof Loy, Scene: Johannes Leiacker, Costumi: Klaus Bruns
Cast: Sara Jakubiak (Francesca), Alexandra Hutton (Samaritana), Samuel Dale Johnson (Ostasio), Ivan Inverardi (Giovanni), Jonathan Tetelman (Paolo), Charles Workman (Malatestino), Amira Elmadfa (Smaragdi), Patrick Cook (Il Balestriere), Thomas Lehman (Il Torrigiano).

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