Compagnia Sipario 7 in scena con due spettacoli teatrali

Dal 22 al 23 maggio 2021 ore 19:30

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FORA ER CORTELLO e LA REPUBBRICA DE LE BESTIE

Di Francesco Bazzurri

Regia Francesco Bazzurri

Con : Ilaria Mazza, Lucrezia Novaglio, Mirko Basile, Mario Battisti e Luca Pani

Musiche: Mirko Basile

Scenografie : Valentina Abbenda

Dal 22 al 23 maggio 2021 ore 19:30

AR.MA Teatro, via Ruggero di Lauria 22 – (zona metro Cipro)

Info e prenotazioni : 3396459653 – 06/39744093 – sipario7@gmx.com

La Compagnia Sipario7 ritorna in scena con un doppio spettacolo di letture in dialetto romanesco. Il primo, “Fora er Cortello”, racconta l’epopea dei bulli romani di inizio ‘900. I bulli erano uomini d’onore della vecchia Roma, forti come tori, spavaldi e fieri ma soprattutto facili di coltello. Bastava una parola detta male, uno sguardo storto o il disonore di reggere “l’ormo” al gioco della “passatella” che subito gli animi si infiammavano e sentivi questa frase “Fora er cortello!” Allora iniziava il duello in cui ci scappava o il morto o qualcuno che con una “puncicata” fatta bene finiva con le budella in mano a farsi ricucire dal cerusico. Uno spaccato storico scandito tra battute sagaci, immancabili “cortellate”, stornelli, sonetti, canzoni della mala, storie d’osteria , passioni ed eroismo dei “Più dell’Urioni”. Ne secondo lavoro “La Repubbrica de le Bestie” , tre famose statue parlanti, Pasquino, Marforio e Madama Lucrezia, simbolo della critica popolare romana, usano l’arma della satira per raccontare la politica dall’Unità d’Italia ad oggi, attraverso l’apologo salace, il sonetto che leva la pelle, le storie e le battute feroci ma intelligenti di grandi autori romaneschi . Un botta e risposta che contiene tutto lo spirito di contestazione, di rivolta e di resistenza d’un tempo ma che calza perfettamente come meccanismo di ironica denuncia anche per la situazione contemporanea. La volontà di questi lavori è far rivivere un aspetto storico, sociale e linguistico capitolino che va scomparendo , attraverso lo studio di autori come Giggi Zanazzo, Americo Giuliani, Cesare Pascarella, Gastone Monaldi e i numi tutelari Giuseppe Gioacchino Belli e Trilussa.

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