Ultimo appuntamento di Anxur in Jazz

Sabato 21 agosto al Tempio di Giove a Terracina, con Danilo Rea, Paolo Damiani e Fabio Zeppetella Handmate

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Ultimo appuntamento per la prima edizione di Anxur in Jazz, al Tempio di Giove a Terracina, sabato il 21 agosto, con  un doppio concerto: in apertura il duo, Danilo Rea al pianoforte e Paolo Damiani al contrabbasso. Damiani e Rea suonano insieme da oltre 30 anni in formazioni diverse. Il cd di Damiani “Al tempo che farà” (2007) vincitore di 3 referendum come miglior disco dell’ anno vede Rea al pianoforte. In questo nuovo progetto l’incontro fra i due avviene sul piano della melodia e di una collaborazione artistica che nel tempo si è trasformata in una profonda amicizia. Il repertorio comprende composizioni originali dei due artisti e notissime canzoni di provenienza diversa puntualmente tradite. Tradizione e tradimento si rincorrono, il tradimento è in questo caso la più alta prova possibile d’amore verso un patrimonio che altri conservano con interpretazioni filologicamente perfette o massacrano con operazioni di dubbio gusto. Qui al contrario gli andamenti rimandano a percorsi che rinviano a un’ idea di molteplicità come la descrive Italo Calvino nelle Lezioni Americane: ciò che conta in un racconto non è il suo chiudersi in una figura armoniosa ma è la forza centrifuga che dal racconto si sprigiona , la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale.

A seguire Fabio Zeppetella Handmate con Fabio Zeppetella, chitarra, Roberto Tarenzi, pianoforte, Jacopo Ferrazza, contrabbasso e Fabrizio Sferra, batteria. Handmade è un’emozione che ci porta direttamente nell’anima dell’autore con 9 tracks (tranne la 8 del grande John Coltrane) tutte composte “a mano” da Zeppetella il cui nuovo progetto lo ritrova leader di un quartetto di jazzisti di livello internazionale: Roberto Tarenzi al piano, Jacopo Ferrazza al basso e Fabrizio Sferra alla batteria. L’originalità del suono che sprigiona dalle dita di Fabio Zeppetella in questo suo ultimo progetto sembra creato dall’artista e cesellato a sua immagine. Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale, si avvale di un linguaggio unico e personale, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio. È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni sessanta. Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale. Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla dolcezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica, nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame virtuale con la poesia.

Ingresso 20 euro

Info: management@slmc.it

Per la prenotazione dei biglietti info@fondazioneterracina.it