Parenti District Art & Design Edizione 2021

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Il filo conduttore della seconda edizione del Parenti District – Art & Design è il tema del sacro declinato nelle forme che può assumere nella contemporaneità. In origine era l’interdizione del sacro a proteggere la natura in quanto manifestazione delle potenze primigenie del divino, e su tale esperienza originaria l’umanità ha costruito un modo di essere nel mondo. Un mondo che oggi è sempre più dissacrato fino alle conseguenze estreme di una crisi ambientale senza precedenti. Se dunque il profano diventa scempio, deturpamento, alienazione, sia nel modo di costruire lo spazio intorno a noi, sia nella modalità con cui concepiamo il rapporto con la natura, allora irrompe l’urgenza di ripensare la dimensione del sacro recuperandone il senso profondo.

Orari di apertura
dal 5 al 12 Settembre dalle 18.00 alle 23.00
Ingresso gratuito

Attenzione
Secondo le vigenti normative, per accedere in tutti gli spazi della manifestazione – la sale interne del Teatro Franco Parenti e gli spazi esterni dei Bagni Misteriosi – è necessario esibire il GREEN PASS all’ingresso e un documento di identità valido.

5 – 12 settembre
Le installazioni

Foyer
Mettere in luce la luce
Di Michele De Lucchi
a cura di Andrée Ruth Shammah e Jean Blanchaert

“Ho pensato a un edificio che metta in luce la luce: che la renda tangibile, materica. Attraverso un tunnel lungo e tortuoso, il cui ingresso è senza porta, sempre aperto come la bocca di una caverna, si accede ad una stanza alta e buia. Tutto è buio… Buio come prima che ci fosse il mondo, come prima che esistessero gli alberi, i fiori, gli uomini, buio come il buio dell’ignoranza. Ma nella stanza buia, in alto, c’è un camino oblungo, da cui penetra una colonna di luce naturale che si proietta per terra. E qua tutto prende luce, l’ignoranza diventa conoscenza e il sacro si manifesta”.
Video a cura di Luigi Guaineri

Sala Testori
Il dodecaedro romboide regolare
Di Mario Botta
a cura di Andrée Ruth Shammah e Jean Blanchaert

“A volte sono proprio le geometrie pure, le forme semplici e primarie, come una struttura di listelli in legno a forma rotonda, a riconnetterci con il senso del costruire, con il gesto originario con cui l’essere umano pone i suoi segni nel mondo. Nell’idea di uno spazio sacro, o piuttosto di uno spazio ‘del’ sacro, mi sembra di aver trovato le ragioni più profonde del fatto architettonico stesso, dove tutto prende un significato: il muro diventa un limite e quindi la chiave per l’infinito, la soglia diventa momento di passaggio, e tutti gli elementi prosaici del costruire assumono un carattere e una forza simbolica”.
Video a cura di Luigi Guaineri

Spogliatoio Bagni Misteriosi
Mostra fotografica Le forme del sacro oggi
Presidente di Giuria: Oliviero Toscani

Come strumento di indagine immaginifica e di sensibilizzazione, il Teatro Franco Parenti ha indetto un bando fotografico nazionale inerente alle diverse dimensioni del Sacro.
Ai partecipanti, professionisti e non, si è richiesto di esprimere e fermare attraverso la fotografia la propria personale interpretazione sul Sacro.
Durante il Parenti District saranno esposte 10 foto finaliste selezionate dalla giuria composta da:

Oliviero Toscani, Presidente di giuria
Andrée Ruth Shammah
Denis Curti
Jean Blanchaert
Martina Corgnati

La premiazione si terrà durante la serata conclusiva il 12 settembre

Vetrina di Via Vasari
Paravento “Gerusalemme di notte
di Piero Fornasetti, anni ’50

Foyer
Cappella Ronconi
di Italo Rota e Margherita Palli
video di Simone Marcelli
foto di Luigi La Selva
La Cappella, commissionata da Luca Ronconi e disegnata per lui da Margherita Palli e Italo Rota, è stata costruita agli inizi del 2000 nel Cimitero di Civitella Benazzone.

Sala in divenire
Per l’universo si squaderna
di Maria Spazzi

Una sala sotterranea, avvolta nella penombra e nel silenzio come una caverna. L’installazione di Maria Spazzi si ispira a Dante, a una terzina del XXXIII Canto del Paradiso, una metafora della visione del sacro, di Dio. Una metafora concreta. “Nel suo profondo vidi che s’interna, legato con amore in un volume, ciò che per l’universo si squaderna”. Un libro dove tutte le pagine sono bianche, rilegate con amore da un filo e che un refolo di vento slega e scappano fuori dalla caverna e si sollevano e spargono nello spazio, nei corridoi e nelle sale del teatro.

Cafè Rouge
Lo sguardo sacro del cinema
a cura di Lorenzo Vitalone
video realizzato da Alberto Sansone
montaggio Alberto Sansone, Michele Stella
Un viaggio fatto di frammenti, passaggi nelle opere di grandi registi fra i quali Fellini, Dreyer, Pasolini, Bergman, Rossellini che hanno rievocato il sentimento originario del Sacro.
Il prodigio si compie e riviviamo, in tutta la sua potenza, lo sguardo visionario del grande cinema quando incontra il Sacro.

Sala Tre
Sacra è la natura
di Notturno Studio di Barbara Petrecca con Clara Chiesa
Uno specchio d’acqua, come uno stagno, una forma geometrica, regolare. Tutto è bianco, la vasca è bianca, i sassi sono bianchi. È una sera d’estate… La natura è sacra.

Sala Treno Blu
Armadio mobile di Haim Baharier e Fabio Carturan
un progetto ideato da Haim Baharier e realizzato da Fabio Carturan
video-intervista a cura di Luigi Guaineri

Aron in ebraico vuol dire armadio, cassa. L’oggetto esposto evoca l’Aron haKodesh, ossia armadio mobile di santità, riposto nel Sancta Sanctorum. L’Aron haKodesh era il segno visibile della presenza divina in mezzo agli uomini e custodiva al suo interno la testimonianza della rivelazione del Sinai, cioè i cocci delle prime tavole della legge frantumate da Mosè, le nuove tavole della legge e il primo rotolo della Torah.

L’Armadio è in legno e senza orpelli, ad indicare che anche il più umile dei mobili assume un significato simbolico in funzione di ciò che contiene.
Come nell’Aron haKodesh, che veniva trasportato a spalla dai leviti nel deserto, la cassa ha due anelli per lato attraverso i quali sono inserite due stanghe a mo’ di portantina per significare che la “Legge” è viaggio. Sul coperchio dell’Armadio ci sono due cherubini alati, uno maschile e uno femminile, che si guardano reciprocamente a significare pace sociale. La tradizione dice che la voce della trascendenza nascesse nello spazio tra i loro volti per poi uscire nel mondo. Quando invece è la discordia a regnare nella Nazione, ecco che i volti dei cherubini ruotano su loro stessi, cessano di guardarsi e quindi di suscitare il suono armonico della voce divina.

Spazio verso i Bagni Misteriosi
Rosalia
di Jean Blanchaert
Esterno Palazzina Bagni Misteriosi
Non è la voce che feconda lo spirito è l’orecchio di Italo Rota
Italo Rota presenta il un modello modellino, di un suo progetto, esposto su una base di legno da lui disegnata.

Sala Zenitale
La Tomba di Nureyev
progettata da Ezio Frigerio che ne racconta la genesi in un video installazione di Studio Notturno di Barbara Petrecca con Clara Chiesa ispirata all’opera.
A poca distanza da Parigi, nel Cimitero ortodosso di Nostra Signora dell’Assunzione (Sainte-Geneviève-des-Bois) si trova la tomba di Rudol’f Chametovič Nureev (o Nureyev).
La tomba è un vero capolavoro progettato da Ezio Frigerio e realizzato materialmente dallo Studio Akomena di Ravenna con un mosaico che raffigura realisticamente un kilim kazako – un tappeto di grande pregio che viene tessuto come un arazzo, e che il geniale artista russo amava particolarmente – adagiato a conservarne le spoglie. La bara del ballerino si trova sotto al livello della terra, ma la perfezione delle pieghe del tappeto suggerisce che invece si trovi elevata sul terreno. L’opera è composta da migliaia di tessere che mostrano 20 tonalità di rosso e ben 10 tonalità in oro, oltre a diversi altri colori fra i quali dominano altre molteplici tonalità di blu. La scultura, che è fredda come il marmo che ricopre, crea l’illusione mentale di esser composta di un tessuto caldo quando invece è, in effetti, soltanto un’opera in pietra.

Sala Mosaico
Cuore di Etna e 14 Maschere Sonore
Opera d’arte di Yuval Avital
Yuval Avital presenta un’installazione site-specific in dialogo con la Sala Mosaico proponendo quindici sculture sonore che appartengono a due serie significative dell’artista. Al centro dell’ambiente in cui le porte comunicanti della navata centrale sono per Avital “un richiamo casuale e meraviglioso alle Porte dell’anima”, è posizionata la scultura sonora Cuore di Etna, (2021), recentemente presentata in una versione inedita nella sua grande mostra personale E T E R E, presso la galleria Building. Un cubo minimalista ed essenziale di acciaio corten che svela il canto infrasonico delle viscere del vulcano siciliano: un’opera da toccare, abbracciare, oltre che da ascoltare e contemplare. L’installazione delinea un centro ideale dello spazio espositivo, dividendo due gruppi di sette Maschere Sonore che si delineano come cori antifonici lungo le navate laterali della sala. Le Maschere Sonore, (2019), sono state presentate per la prima volta nella cripta del Museo Marino Marini di Firenze nella mostra monografica e monotematica di Avital, reinterpretando in chiave del tutto nuova la figura dei Nephilìm: un popolo di umanoidi di natura ibrida, eroica e innaturale nati dall’unione tra gli angeli ribelli e le figlie degli uomini. Le sculture sonore si articolano in un complesso di voci e suoni, richiamando i cori celesti e inserendosi in una dimensione di ritualità laica.
Si ringrazia la Galleria Building che ha concesso le opere.

Sala Gemelle
Viaggio a Calcutta
mostra fotografica di Jean Blanchaert
foto di Marco Moneta
editing di Irina Eschenazi
allestimento di L’Affiche Milano
a cura di Basu Foundation Kolkata

mostra fotografica di Jean Blanchaert
foto di Marco Moneta
editing di Irina Eschenazi
a cura della Basu Foundation
Basu Foundation Kolkata presenta una mostra fotografica di alcuni interventi calligrafici di Jean Blanchaert che sono stati realizzati in occasione della celebrazione del Durga Puja tenutasi nel 2019 a Calcutta. Le scritte, in inglese, bengali e sanscrito, vertono sul tema del sacro. Citazioni e poesie di Tagore e di Ramakrishna.

Sala Lettura Bagni Misteriosi
Frammenti preziosi di una storia di teatro
allestimento di Cosima Parodi
Parole, pensieri, copioni, strumenti di scena

Sala Testori
Monumental Memento
Disegni di Aldo Rossi e fotografie di Santi Caleca
a cura di Antonia Jannone
Cimitero di San Cataldo a Modena
disegni di Aldo Rossi
fotografie di Santi Caleca

Aldo Rossi ha disegnato il primo progetto del Teatro Franco Parenti e la moglie, Sonia Gessner, è un’attrice che ha recitato recitava al Parenti. La scelta del colore, quel marroncino-bordeaux, l’aveva decisa Gae Aulenti. Per cui il primo gesto di questo Teatro è stato Aldo Rossi e Gae Aulenti. – Andrée Ruth Shammah
Nel tentativo di continuare a diffondere l’architettura di Rossi attraverso i molteplici canali da lui esplorati, tra cui la fotografia, Antonia Jannone presenta una mostra di disegni di Aldo Rossi e fotografie di alcune sue architetture eseguite da Santi Caleca e realizzate nel 1989 per il numero 3 di Terrazzo, la rivista di arte, design e architettura fondata da Ettore Sottsass e Barbara Radice.
I disegni e le fotografie avranno come soggetto la parte moderna del Cimitero di San Cataldo a Modena, progettata da Aldo Rossi nel ‘71, che costituisce una delle più alte e sublimi espressioni dell’architettura in stile razionalista-metafisico. Il complesso è caratterizzato, al centro del cortile, da un alto edificio di forma cubica in calcestruzzo colorato in rosso, che rappresenta la “casa dei morti” e li consegna allo spazio della trascendenza.
La mostra è realizzata in collaborazione con gli eredi di Aldo Rossi, con il fotografo Santi Caleca e con il supporto scientifico della Fondazione Aldo Rossi.

Palazzina dei Bagni Misteriosi
Architetto e comunista
La tomba di Carlo Aymonino

Foto dell’iscrizione-epitaffio che l’architetto Carlo Aymonino ha voluto sulla sua tomba.

Sottopalco
I corvi
di Graziano Gregori, realizzati per l’allestimento di Eracle

Info e biglietteria
Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it
www.teatrofrancoparenti.com