Marco De Fazi – “Il killer del loto”

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Marco De Fazi presenta un thriller avvincente, seguito ideale del suo primo romanzo “L’uomo nel buio”, con il quale condivide l’intenso protagonista Clay Stone. L’ex sceriffo di contea, ora detective presso il terzo distretto di polizia di Minneapolis, si trova a indagare su una sanguinosa storia di vendetta, e a fare i conti con un lucido e spietato serial killer.

 

«Ai suoi piedi c’era una testa umana recisa all’altezza del pomo di Adamo, posizionata sul terreno in modo da guardare verso il cielo. Gli occhi erano spalancati e dentro la bocca aperta era stato appoggiato un fiore di loto».

“Il killer del loto” di Marco De Fazi è un thriller ambientato a Minneapolis in tre lunghi e concitati giorni, densi di eventi drammatici. Il detective Clay Stone deve indagare su una serie di omicidi quasi perfetti, pianificati con estrema pazienza fin nei minimi particolari; l’assassino si muove nella notte, seguendo uno schema ben preciso. Delle vittime viene ritrovata solo la testa, recisa di netto; sotto al lobo destro viene scoperto un tatuaggio fatto di fresco dal killer, rappresentante un numero in caratteri arabi, e nella bocca viene rinvenuto un fiore di loto giallo. Clay Stone è comparso già nel primo romanzo dell’autore, e in quest’opera conferma la sua natura generosa e il suo incrollabile coraggio; nonostante il suo lavoro a stretto contatto con il male, è riuscito miracolosamente a conservare intatta la sua umanità. Insieme a Thomas Rowland, conosciuto come Rabbit – il giovane e geniale esperto forense della Polizia Scientifica – e alla sua fredda e distaccata partner Dana Lewis, il detective entra nel gorgo di una storia oscura da cui emergerà a fatica, e non senza conseguenze. Marco De Fazi presenta una vicenda crudele, che parla dell’innocenza ferita irrimediabilmente e di un tragico passato che esige un regolamento di conti; è il racconto di un macabro gioco di sangue e di una corsa contro il tempo scandita dal ritrovamento delle teste delle sfortunate vittime. È molto interessante la scelta dell’autore di narrare, nell’ultima parte del romanzo, tutta la pianificazione degli omicidi sin dall’inizio e dal punto di vista dell’assassino; con una serie di flashbacks si ritorna quindi al passato dell’omicida e, in seguito, al primo giorno di indagini dopo il ritrovamento della prima vittima, ripercorrendo i successivi giorni secondo la delirante prospettiva del misterioso killer.

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