Un Fallimento Perfettamente Riuscito

Vincitore alla 46esima edizione del Festival Internazionale del Cinema “Laceno d’oro”.

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Di Gian Luca Pellegrini
il poster del film è una grafica di Elena Cepollaro

 

Un Fallimento Perfettamente Riuscito”, vincitore nella sezione Spazio Campania alla 46esima edizione del  Festival Internazionale del Cinema “Laceno d’oro”, è un documentario che racconta il travagliato percorso di autoproduzione di un film all’ Asilo, un bene comune al centro storico di Napoli. Il progetto, iniziato nell’estate del 2018, è passato attraverso la pandemia di Covid che ne ha interrotto la lavorazione, aprendo però nuove prospettive.

Durata film 59 min. 

SINOSSI

Si intersecano due tipi di visioni. Il film su una giovane donna precaria, Anna, iniziato a girare nell’estate del 2018, all’apice dell’incremento turistico senza precedenti avvenuto nel centro storico di Napoli. In parallelo si mostra il gruppo di persone che sta facendo questo film, che lentamente porta avanti l’improbabile progetto di produrre un lungometraggio senza budget e che si scontra, durante la pandemia di covid, con la sua stessa precarietà. 

La vicenda del film su Anna ruota intorno alla relazione con la sua amica Alessia, diventata la sua datrice di lavoro, modificata dal rapporto di gerarchia che si è instaurato tra loro. L’assenza di budget, d’altra parte, fa procedere la troupe e il cast mediante relazioni quanto più orizzontali e informali, rifuggendo la gerarchia che normalmente vige su un set cinematografico, scontandone però le inevitabili conseguenze.

L’EX ASILO FILANGIERI 

L’Asilo, ex sede del Forum delle Culture, dal 2 marzo 2012 è uno spazio aperto dove si va consolidando una pratica di gestione condivisa e partecipata di uno spazio pubblico dedicato alla cultura, in analogia con gli usi civici: una diversa fruizione di un bene pubblico, non più basata sull’assegnazione ad un determinato soggetto privato, ma aperto a tutti quei soggetti che lavorano nel campo dell’arte, della cultura e dello spettacolo che, in maniera partecipata e trasparente, attraverso un’assemblea pubblica, condividono i progetti e coabitano gli spazi.

NOTE DI REGIA

Nella stratificazione delle vicende che sono narrate, si suggerisce l’impressione di destreggiarsi quasi in un ipertesto di persone e luoghi, discorsi e sentimenti, con vari piani di realtà. Si è detto che il nucleo fondante del progetto aveva come contesto il boom turistico al centro storico di Napoli. Siamo nel 2018, volevamo osservare quella grande parte di lavoratori, coinvolti nei vari ambiti del turismo, che vedevano aumentato il loro tempo di lavoro, lasciando invariata la paga. Con un gruppo di amici dell’Asilo Filangieri abbiamo messo su una piccola troupe cinematografica – questo è retroscena – cominciando a girare un piccolo film, senza budget. La storia che avevamo scelto di rappresentare era già di per sè metacinematografica: un regista che costruisce il proprio film sulla vita della sua protagonista, che quasi glielo dipinge addosso. Si intuisce l’imbarazzo quando più di due anni dopo, per tentare di concludere il progetto, che avevamo già in parte girato e montato, ho aggiunto ai primi due un altro livello, ancora più reale, rappresentato dalla riunione della nostra troupe. Di mezzo c’è stata, è risaputo, la pandemia. Non si può nascondere che questa abbia giocato un ruolo e che il processo seguito possa sembrare semplicemente un’operazione di salvataggio. Ma è con sforzo di resilienza che abbiamo deciso di insistere, giocando a inscenare una piccola ode all’immaginazione. Perciò anche nell’ultima fase, piccoli elementi di finzione permangono attorno alla nostra vera troupe. Forse è più un pastiche, come potrebbero suggerire i passaggi nella scelta del colore, ma quello che abbiamo provato a mostrare, con questo pseudo documentario, è un gruppo di persone, riunitesi con l’intento di raccontare la precarietà nella loro città, che deve fare i conti con la revocabilità della propria esistenza informale, in un momento tanto precario a livello globale.

CREDITS

Realizzato e interpretato da: Gian Luca Pellegrini, Roberto Cirillo, Fabrizio Elvetico, Maria Pia Valentini, Angela Dionisia Severino, Andrea de Goyzueta, Claudia Sacco, Lorenzo Corona, Stefania Accardi, Maria Vittoria Rossi.

Gian Luca Pellegrini – regia, fotografia e montaggio 

Roberto Cirillo – soggetto e sceneggiatura

Illachime Quartet – colonna sonora 

Simona Infante – color grading

Maria Vittoria Rossi – live painting

Luca Serafino – scenografie

Giuseppe Pisano e Paolo Montella – suono

Fulvio Padulano – operatore

Gianvito d’Orio e Marie Thérèse Sitzia – luci

Elena Cepollaro – grafiche

Stefania Accardi – organizzatrice e segretaria di edizione 

Armando Andria e Claudia Sacco – consulenti di produzione

Arianna Caserta – press agent

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