Cirko Vertigo apre a 21 compagnie internazionali le residenze artistiche 2022

Oltre 50 gli artisti ospitati provenienti da tredici paesi.

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Ventuno compagnie di circo contemporaneo – un numero record rispetto agli anni precedenti – saranno ospitate presso gli spazi a disposizione di Fondazione Cirko Vertigo nel solo 2022 nell’ambito del progetto Casa del Circo contemporaneo, promosso dalla Regione Piemonte per sostenere i giovani artisti del settore e dare loro una casa presso la quale creare, sviluppare le loro idee sostenuti da staff qualificato, presso strutture idonee alle loro esigenze.

Il progetto, negli ultimi sette anni, fa parte del sistema nazionale delle Residenze Artistiche, candidato per il prossimo triennio sui bandi a seguito dell’Accordo di programma triennale siglato fra MIC – Ministero della Cultura ed enti territoriali regionali, fra cui la Regione Piemonte, come da art. 43 del D.M. 27 luglio 2017 e le sue ulteriori modifiche come da D.M. del 25 ottobre 2021 per la nuova triennalità 2022-2024. I quattro spazi messi a disposizione dalla Fondazione per il triennio di residenza 2022-24 sono: Teatro le Serre, Chapiteau Vertigo – entrambi situati in via Tiziano Lanza a Grugliasco -, il Piccolo Teatro Perempruner, sempre a Grugliasco ma in piazza Matteotti e il Teatro Cafè Muller in via Sacchi a Torino.

A tali spazi, si aggiunge la possibilità di montare le tensostrutture a disposizione di alcune compagnie all’interno del Parco Culturale Le Serre. Oltre alle Città di Torino e Grugliasco, arricchiscono la rete del territorio in termini di accoglienza e residenze artistiche i nuovi spazi messi a disposizione dai comuni di San Giorgio Canavese e Agliè, rispettivamente per l’accoglienza di una compagnia con tendone e per una compagnia che potrà lavorare al chiuso. In totale saranno circa 170 le giornate di residenza nel solo 2022, di cui usufruiranno oltre 50 artisti provenienti da 13 Paesi del mondo ovvero Italia, Francia, Spagna, Grecia, Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Cile, Argentina, Messico, Brasile, Guatemala.

Oltre alle risorse messe a disposizione dalla Regione e dal Fus (Fondo unico per lo spettacolo), fondamentali sono le risorse impiegate nel progetto da Fondazione Cirko Vertigo, ovvero gli spazi di rappresentazione e prova sopracitati, le sue professionalità – ovvero tecnici, tutor, amministrativi – e le sue attrezzature. Grazie a queste risorse i giovani artisti selezionati tramite bando possono mettere in scena il frutto del proprio lavoro. Obiettivo principale della Casa del circo contemporaneo è promuovere e sostenere le attività di residenza artistica sulla Regione Piemonte, intese come luogo di diffusione della cultura, di valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico e come occasione di incontro tra gli artisti e gli spettatori. Attraverso il progetto si intende promuovere questo importante fattore di innovazione del sistema dello spettacolo. Le compagnie selezionate per le residenze presso la Casa del circo contemporaneo potranno, a seguito di una seconda selezione, beneficiare di un ulteriore periodo di residenza in Francia, Portogallo e Croazia grazie alla rete transfrontaliera creata da Fondazione Cirko Vertigo con i suoi partner internazionali, oltre ad attraversamenti sul territorio nazionale grazie ad ulteriori accordi bilaterali.

Al bando hanno potuto candidarsi progetti di nuova creazione, quindi non ancora ultimati o in corso d’opera che non siano giunti al loro debutto nella loro forma definitiva. Sono stati premiati in particolare gli artisti under 35, coloro che hanno presentato un percorso di scrittura drammaturgica/circense originale e innovativo, quelli che prevedono l’inserimento in altre residenze nazionali e internazionali e le compagnie e gli artisti che hanno presentato progetti comprensivi di prove aperte, laboratori e incontri pre o post spettacolo, ovvero azioni di coinvolgimento della comunità locale. Essere diplomati presso una scuola appartenente alla FEDEC (European Federation of Professional Circus Schools) o testimoniare la provenienza da un percorso formativo professionalizzante nelle arti circensi ha costituito ulteriore motivo di premialità nella scelta dei progetti.

 

Di seguito gli artisti e le compagnie selezionati:

 

–          Alessandra Simone, già stata in residenza presso il teatro Café Müller di Torino con il suo Solo al femminile – Monologo circense per donna sola, uno spettacolo che vuole essere una riflessione su come ci si possa liberare dalla dipendenza affettiva, smettere di incontrare solo e sempre uomini sbagliati e finalmente attirare a sé l’amore autentico. Alessandra crea e interpreta una performance di teatro-circo sul femminile, una riflessione autobiografica, ironica e a tratti “unpolitically correct” che attraversa gli stereotipi e i paradossi dell’emancipazione femminile della nostra epoca.

 

 

–          Carlo Cerato, giovanissimo giocoliere che dopo il CNAC – Centre national des arts du cirque dà vita nel 2019 al suo primo progetto indipendente, il gruppo Edo Cirque, assieme a Ramiro Erburu e Léon Volet. A seguito della selezione per il 42° Festival Mondial du Cirque de Demain, Carlo ha ideato l’assolo Llabyellov, il suo primo da solista, su cui lavorerà nella sua residenza. Ironico, tecnico, originale, è un collage astratto di esplorazioni di giocoleria, forme, colori, costumi, videoproiezioni, musica. In scena assieme all’artista bastoni, anelli, palline, Piume, gelati, girandole, racchette da badminton. Il lavoro di Carlo si basa su un metodo, che chiama “Generative approach”: un approccio basato sulla “sensitività” (dall’inglese: sensitivity), col quale l’espressione della performance “non è predeterminata ma piuttosto emergente”.

 

 

–          Maria Celeste Fungi, in arte Maci, con lo spettacolo Un momento, per il quale sarà accompagnata dal musicista Mauro Sciarratta. Un momento vuole essere una creazione nella quale la condivisione, il tu e l’io si trasformano in un unico noi, senza barriere. Corpo, corda aerea, musica, la gioia di essere movimento prenderanno corpo sulla scena. Dialogo e prossimità sono le parole d’ordine dalle quali si genera l’intero spettacolo. L’ambiente che si andrà a creare sarà estremamente intimo caratterizzato da una linea estetica essenziale.

 

 

–          Salvatore Cappello con TIE ’ – leggera forma d’espressione, nel quale l’artista intende immergere sé stesso e gli altri in nuove idee che trovano linfa vitale dal ridicolo e che oscillano incessantemente tra una particolare poetica e l’assoluto assurdo. Si crea un dialogo che vuole coinvolgere. Tiè vuole essere un momento di passaggio, di incrocio e di circo.

 

 

–          Carla Carnerero della compagnia La Barque Acide. Si presenterà al pubblico aggrappata al suo diablo, mostrando solo quello che desidera e nascondendo la sua vera natura. La creazione Tout est un jeu unisce il linguaggio fisico ed emotivo attraverso l’uso del diablo e delle sue bacchette e corde. In scena un solo di giocoleria ci circa 30 minuti durante il quale la protagonista manipolerà non solo l’oggetto ma anche il pubblico, che al tempo stesso sarà suo complice e parte attivo nello sviluppo della narrazione. La tecnica circense è essa stessa manipolata con lo scopo di sviluppare un linguaggio personale, in grado di far divenire corpo e oggetto di giocoleria un’unica cosa.

 

 

–          Clara Larcher lavorerà a un solo su corda dal titolo Ataduras in spagnolo, legàmi in italiano. Lo spettacolo che intende sviluppare Clara Larcher verterà sul tema dei limiti imposti alla donna nella società, sviluppato attraverso un linguaggio poetico e danzato con l’ausilio della corda aerea. Il movimento aereo, la manipolazione della corda e l’installazione di uno spazio pieno di corde sottilissime saranno la base della ricerca. Una composizione che unisce sensibilità e potenza femminile.

 

 

–          Francesca Orso con Black Mask metterà in scena la storia di una donna e la sua duplice personalità: un lato cupo, intimo, introverso, solitario, mentale e quello estroverso, solare, più fisico e dinamico. La rappresentazione di questi due mondi dell’anima si esprimerà attraverso brani musicali, un tavolo, una sedia, un mazzo di carte, un camice e una maschera. Il tutto è avvolto da un’atmosfera fiabesca. Uno spettacolo che metterà in scena danza, circo contemporaneo, performance art, teatro fisico e LIS – Lingua dei Segni Italiana. L’utilizzo di una mini telecamera collegata a un proiettore e di una fisarmonica a bocca completeranno la scena dello spettacolo.

 

 

–          Qual è la strada giusta da percorrere? Da tale interrogativo parte Simon Luca Barboni per la creazione dello spettacolo #Strings, il primo spettacolo in solo dopo 10 anni di esperienza sul palcoscenico in un contesto di compagnia. L’artista, con questa pièce, vuole riaffermare la sua libertà espressiva e sentirsi libero di perdersi nei grovigli delle sue scelte. #Strings vuole essere un’ode alla liberazione da tutti quei pesi, dalle possibili scelte non fatte al pari di quelle che invece abbiamo deciso di seguire. Un impegno a godere del momento in completa presenza, leggeri del passato e con lo sguardo aperto all’orizzonte.

 

 

–          Belén Celedon della compagnia Plateforme con Identidad(s) mescolerà ricordi intimi, racconti e cultura universale, per riflettere insieme sulla nostra capacità di costruirci, di conoscerci, di riconoscerci. Quale impronta lascia in noi il fantasma del nostro albero genealogico? Come possiamo portare alla luce le radici che ci rendono quello che siamo oggi? L’acrobata sarà diretta da Guillermina Celedon, con il contributo del musicista e compositore Gaspar José. Lo spettacolo nasce dalla necessità, per l’artista in scena, di ritrovare le sue radici dopo il periodo di pausa e silenzio imposto dalla pandemia di Covid19 che l’ha portata a vivere in Francia, lontana dalla sua famiglia in Cile.

 

–          Duo Solingo con Elisa Mutto e Michelangelo Merlanti in Eravamo… Si tratta della prima creazione del duo: lei acrobata aerea, lui equilibrista e giocoliere. Assieme vogliono raccontare la storia di una coppia che sa di vivere gli ultimi istanti di vita, assieme: la racconteranno con leggerezza, in chiave circense, utilizzando discipline come la danza, il mano a mano, il cerchio aereo, la giocoleria e la corda molle. I due vorrebbero scappare ma non sanno dove andare e così l’unica soluzione è quella di passare gli ultimi istanti di vita felici e spensierati come non mai. Amandosi, divertendosi e senza pensare a ciò cui sono destinati. La traccia musicale dello spettacolo sarà curata da Giannantonio Mutto mentre la parte di elettronica sarà realizzata da Beatrice Zanin.

 

 

–          Collettivo 6Tu, con Krama, lo spettacolo dentro lo spettacolo. Rappresentare le realtà parallele che animano ogni creazione, quelle visibili al pubblico e quelle dietro le quinte, che accadono nello stesso momento: è il punto di partenza dello spettacolo di questa giovane compagnia formatasi nel 2018 e costituita da Sara Frediani, Rachele Grassi e Alessandro Campion, dall’Italia, Emmanuel Caro dall’Argentina, Carlos Rodrigo Parra Zavala dal Messico, Eleni Fotiu dalla Grecia. Gli acrobati mostreranno il non visibile donandogli dignità di scena ed evidenziando passaggi delicati che avvengono senza che nessuno se ne accorga, come l’ancoraggio degli attrezzi aerei (il rigging) e l’avvio della musica al tempo opportuno per ogni singolo numero. Artisti, caratteri e discipline differenti si uniscono per creare uno spettacolo unico.

 

–          Teatro nelle Foglie con Kairos, creazione centrata sul concetto di tempo e della sua percezione, con un occhio di riguardo al tempo del gioco. Lo spettacolo è in lavorazione ed evoluzione dal 2020: in scena gli artisti si avvalgono di una ricca scenografia e di tecnologie di proiezione 3D digitale applicata a qualsiasi superficie, per generare immagini di forte impatto. L’obiettivo è quello di consentire allo spettatore di immergersi immediatamente in una realtà altra, che prende vita. Con gli artisti Elena Fresch, Marta Finazzi, Nicolas Benincasa, Damian Fiore Giralt, Lucie Vendlova e Marco Meneghel.

 

–          Circo Zoé con Deserance, la nuova creazione alla quale la compagnia ha lavorato nel 2021 e che debutterà nel 2022 per diventare parte fondante dello sviluppo della compagnia nei prossimi due anni. Deserance è prima di tutto un’esplosione che rimane all’interno del gruppo e delle emozioni, che riporta all’essenza delle scelte di vita, lasciando emergere le fragilità e le paure, le parti più intime e più difficili da definire. Delicatamente, nervosamente, goffamente affiorano stati d’animo sospesi tra la perdita e il ritrovamento, tra l’individuo e il collettivo, tra l’euforia e la pazzia, tra la paura e l’audacia; quella linea indefinita tra il tutto e il niente che separa il momento, dove la risata diventa pianto ininterrotto, e viceversa. In scena Simone Benedetti, Anouck Blanchet, Andrea Cerrato, Adrien Fretard, Gael Manipoud, Maria Carolina Reis Seckler, Chiara Sicoli.

 

 

–          Duo Kaos, duo di lunga esperienza e di fama internazionale, costituto da Giulia Arcangeli e Luis Paredes Sapper, coreografati da Iker Karrera. In lavorazione è lo spettacolo Flora, si sviluppa attraverso la giustapposizione di scene dal forte impatto visivo ed emotivo: le atmosfere sonore e musicali daranno vita ad uno spazio immersivo dove lo spettatore è invitato ad abbandonare lo sguardo. In questo spettacolo senza parole gli artisti operano contaminando le tecniche del circo con quelle della danza. La scenografia è costituita da un palco girevole in legno di diametro circolare e la costruzione delle scene, delle composizioni e delle azioni coreografiche prevede la collocazione del pubblico a 280°.

 

–          Compagnia Las Corpa con Peinando La Muñeca, in italiano Pettinando la bambola, spettacolo che parla della vita delle donne dal loro punto di vista. Le due artiste in scena, ovvero Lorena Di Bello e Martina Calvo, svelano le debolezze, le paure ma anche la forza e il potere della figura femminile e l’importanza del suo ruolo nella società al giorno di oggi, attraverso i cambiamenti fisici, psicologici e scenici che conducono lo spettatore all’interno del loro folle universo, dove nulla è prevedibile. Una arpista, sospesa in aria, cerca di riportare alla ragione e alla lucidità un’altra donna, persa e disperata, che continua a muoversi incessantemente senza una direzione. Seguendo la melodia dell’arpa, la donna disperata cerca di avvicinarsi a questa creatura che osserva dal cielo vuole convincerla a non essere diffidente e a collaborare assieme per potersi riappropriare dei sogni ormai dimenticati.

 

 

–          Compagnia Entropia con Alan Lerch  e Magali Meijome e il loro El ritual un modo per trovare la singolarità di ogni persona, in opposizione agli stereotipi del mercato. Un lavoro che mira ad analizzare l’asfissia che caratterizza la società contemporanea, portando in scena momenti di vita quotidiana, la molteplicità di stimoli a cui siamo sottoposti costantemente e la vorace struttura consumistica che ci circonda. Nel nuovo orizzonte si privilegia la lentezza, l’ascolto, la riconciliazione con il qui e ora, unendo così corpo e mente nel presente. Questa rottura porta a un modo diverso di essere, a una spiritualità che è curativa e unica.

 

–          Compagnia Bruta Bruja, al lavoro sulla sua prima creazione Santa & Glitter – Disco, circus e witchery! Partendo dal motto “We believe in Miracles” e profondamente ispirato dall’energia disco degli anni ‘90, il duo celebra con questo spettacolo la sua originale visione della realtà, nella quale tutto ciò che è ordinario e quotidiano si può trasformare nella versione straordinarie di se stesso e dove i corpi umani entrano in una simbolica lavatrice per uscirne brillanti e liberi: Santa & Glitter è un invito a brillare e a ballare. Ana Maria Alcocer ovvero Santa e Caro Wuttke, ovvero Glitter, portano sul palco un mix di discipline circensi che veicolano un’energia leggera e di speranza.

 

–          Compagnia L’Encordée, nata dall’incontro di tre cordiste, Justine Delolme, Lucie Muller e Thaïs Barathieu, in studio con Les baudrières, spettacolo nel quale il collettivo intende lasciarsi lo spazio per creare e in aria trovare la propria libertà, il proprio paradiso si possibilità, grazie all’utilizzo in scena di sei corde lisce che si intrecciano, che legano, con le quali danzare. Per contrastare un mondo nel quale tutto corre troppo veloce e dove è necessario aggrapparsi e tenersi stretti per non perdersi.

 

–          Compagnia Madame Rebiné e lo spettacolo Negozio di giocattoli, con Andrea Brunetto, Max Pederzoli, Alessio Pollutri. All’interno di un negozio di giocattoli, i tre vecchi gestori si scontrano con il problema del calo degli incassi, della poca affluenza e dei cambiamenti, troppo veloci per le loro gambe stanche. Il negozio di giocattoli non è solo un’attività che cede il passo alle multinazionali ma è il sogno di tre amici, il loro mondo, la loro vita a confronto con quel vento forte che chiude i battenti. Una storia semplice, poetica e divertente raccontata attraverso la magia del circo, che trova il suo habitat naturale nel gioco e nella fragilità della vita. Negozio di giocattoli è uno spettacolo di circo contemporaneo che affronta il tema del cambiamento raccontando l’epilogo di un’attività commerciale.

 

–          Compagnia Funa, costituita da Marianna Moccia, Valeria Nappi, Viola Russo e Mariano Fiore. Lavoreranno sullo spettacolo B.O. in G. Body Orchestra in groove motion, un concerto di corpi in movimento. Tutto nasce dai corpi che, muovendosi, sono in grado di generare una serie di reazioni che modificano l’ambiente circostante, lo spazio, il suono. In B.O. in G. danza e musica diventano un tutt’uno. Grazie all’utilizzo di un software audio-reagente, i corpi possono abitare lo spazio creativo come note su un pentagramma.

 

–          Il Duo Padella sarà al lavoro su Mewoo, uno spettacolo di circo contemporaneo inspirato all’amicizia. Si tratta del primo progetto di Isaac Valle e Giuliano Garufi, il primo specializzato in equilibrismo su bici acrobatica e verticali, il secondo in giocoleria e manipolazione di oggetti. Dei due personaggi sulla scena non si conosce il loro passato, né la loro provenienza. Sono due buffi protagonisti che si andranno a definire grazie alle avventure strabilianti che vivranno sul palcoscenico, con l’ausilio di svariate tecniche fra cui clownerie, slapstick, loop station, danza oltre ovviamente alle discipline di elezione dei due artisti.