Costellazioni: un’emozionante storia d’amore con infinite possibilità

Recensione di Roberta Daniele

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Teatro Belli 20 – 21 – 22 maggio 2022

In quanti modi si può raccontare la stessa storia? Innumerevoli, se si ricorre alla teoria della fisica avanzata secondo cui ogni scelta, ogni decisione presa, esiste in modo differente in un insieme inimmaginabilmente vasto di universi paralleli. Queste molteplici realtà sono il multiverso teatrale dell’abbagliante opera teatrale di Nick Payne, drammaturgo e sceneggiatore inglese, dove la stessa scena, seguendo il modello di questa teoria, viene rappresentata più e più volte in versioni diverse, ipotizzando le piu’ svariate reazioni, cause e conseguenze.

Roland è un apicoltore professionista, mentre Marianne lavora come cosmologa al MIT (Massachusetts Institute of Technology)  elaborando dati sulla teoria quantistica degli universi paralleli. I momenti chiave della storia d’amore tra Marianne e Roland – incontro sociale casuale, primo appuntamento, rottura, ricongiungimento, malattia – si intersecano costantemente come un puzzle di frammenti di vita con inflessioni ed esiti ogni volta diversi.

I due personaggi si incontrano e si separano subito perché lui è già sposato. In altre versioni della stessa storia vanno a convivere insieme, ma poi ammettono le reciproche infedeltà e si separano per sempre, semmai anche tragicamente. O potrebbero incontrarsi di nuovo, sconfiggere la malattia diagnosticata a Marianne  e riaccendere l’amore perduto? 

La stessa scena viene ripetuta anche cinque volte, con piccole modifiche segnate semplicemente da un’inflessione tonale diversa o da un cambio di posizione, uno sforzo che potrebbe facilmente assomigliare a un esercizio in sala prove. Non succede qui, grazie alla straordinaria recitazione di Francesca Ravera e di Michael Chinworth, che rende lo spettacolo effervescente e, al tempo stesso, equilibrato e profondo. 

Il risultato è una commedia che pone domande esistenziali sullo scopo della vita, sulle infinite possibilità dell’amore. Seguendo una visione non lineare di causa ed effetto, la pièce diverte e fa riflettere in modo giocoso su temi come la morte, il dolore e il libero arbitrio con eleganza e leggerezza. Davvero un multiverso teatrale.

L’amore può essere un felice incidente e la piu’sottile delle sue infinite sfumature può cambiare la prospettiva, il futuro; è ciò che avviene in questa piéce, che ha un epilogo travolgente: possiamo scegliere il nostro finale tra molteplici possibilità.