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Il Quartetto Guadagnini inizia il ciclo completo dei Quartetti di Shostakovich

Il Quartetto Guadagnini inizia il ciclo completo dei Quartetti di Shostakovich,

che continuerà nelle prossime stagioni concertistiche di Roma Sinfonietta

I quindici Quartetti per archi di Dmitrij Shostakovich costituiscono uno dei cicli più importanti di tutta la musica del Novecento. Li si potrà ora ascoltare nell’esecuzione del Quartetto Guadagnini, uno dei migliori in campo non solamente italiano ma internazionale, che ne presenterà il ciclo integrale nell’ambito dei concerti di Roma Sinfonietta all’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1). Nel primo concerto, che si svolgerà il 6 dicembre 2023 alle 18.00, si ascolteranno i primi tre Quartetti della serie; per gli altri bisognerà aspettare le due prossime stagioni. Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione all’ascolto di Anna Rollando.

Shostakovich compose il suo primo Quartetto nel 1938 e l’ultimo nel 1974, un anno prima della sua morte. L’intero ciclo racconta la storia del periodo che va dalla vigilia della seconda guerra mondiale all’inizio del disgelo: una storia in cui la vita privata del compositore, la musica e la politica s’intrecciano strettamente. Nel 1938 Shostakovich era reduce da pesanti attacchi alla sua musica da parte del regime sovietico. Infatti nel 1936 un articolo della Pravda intitolato “Caos invece di musica” stroncò la sua opera Lady Macbeth del distretto di Mcensk, provocandone il ritiro dai teatri russi. Lo stesso anno la sua Sinfonia n. 4 venne ritirata ancora prima di essere eseguita. Nel 1937 il compositore compose la sua Sinfonia n. 5: piegandosi alle direttive del regime, la presentò come una “risposta a una giusta critica”.

Le opere e le sinfonie, destinate ad un vasto pubblico, erano sottoposte alle preoccupanti attenzioni del regime, però Shostakovich poteva avere maggiore libertà nei quartetti, destinati ad un più ristretto pubblico di intenditori e quindi meno attenzionati dalla censura. Fu indubbiamente questa una delle ragioni che nel 1938 lo indussero a comporre il suo primo Quartetto, intitolato “Primavera”, che rappresentava “scene infantili” ed esprimeva “stati d’animo un po’ ingenui e luminosi associati alla primavera”, come disse egli stesso, anche per tenersi al riparo da possibili censure politiche. A questo primo Quartetto, breve e disimpegnato, ne seguirono altri due nel 1944 e 1946, più ampi e complessi. Quello del 1944 non fa diretti riferimenti alla guerra, ma il colore prevalentemente scuro, la drammaticità e le frequenti dissonanze risentono indubbiamente di quel periodo terribile. Invece quello del 1946 non riflette il clima euforico per la recente vittoria, come rivelano i titoli tutt’altro che ottimistici e positivi dati inizialmente da Shostakovich ai cinque movimenti di questo Quartetto: “Calma consapevolezza del futuro cataclisma”, “Brontolii di disordini e aspettative”, “Le forze della guerra scatenate”, “Omaggio ai morti”, “L’eterna domanda: Perché? Per che cosa?”. Ma non li rese mai noti, per evitarsi altri possibili problemi, poiché nel periodo stalinista la sua posizione era sempre incerta e malsicura, nonostante avesse ricevuto il Premio Stalin nel 1941.

Il Quartetto Guadagnini è nato nel 2012 e dopo appena due anni ha vinto il premio Piero Farulli, attribuito dalla critica musicale italiana al miglior giovane gruppo di musica da camera. Da allora si è esibito nelle più importanti sale da concerto in Italia, e Francia, Austria, Germania, Svizzera, Giappone, Cina, Thailandia, Emirati Arabi. Ha collaborato anche a spettacoli teatrali con la regia di Mario Martone e la partecipazione di Alba Rohrwacher. Incide per Tactus e Brilliant Classics.

Biglietti: € 12,00 intero; € 8,00 ridotti personale universitario e over 65; € 5,00 studenti

I biglietti si possono acquistare presso Roma Sinfonietta (telefonicamente 06 3236104 – per email: romasinfonietta@libero.it o presso l’Auditorium E.Morricone dell’Università di Roma “Tor Vergata” a partire da un’ora e mezzo prima di ogni concerto.

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