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Teatro dell’Opera di Roma, la presentazione del nuovo numero di Calibano dedicato al Mefistofele/postumano

Martedì 5 dicembre alle ore 18.00 in Sala Grigia del Teatro dell’Opera di Roma, con gli autori Laura Pugno, Serena Guarracino, Christian Raimo, Anna Lea Antolini, Laura Tripaldi e Simone Sauza. Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

Mefistofele/postumano è il tema al centro del nuovo numero di Calibano, la rivista di attualità culturale del Teatro dell’Opera di Roma pubblicata dalla casa editrice effequ: il nuovo numero, già disponibile dal 22 novembre nelle librerie, uscito in occasione del Mefistofele di Arrigo Boito, opera inaugurale della stagione 2023/2024 della Fondazione lirica capitolina, verrà ufficialmente presentato martedì 5 novembre ore 18, in Sala Grigia del Teatro Costanzi (ingresso libero fino a esaurimento posti).
Interverranno il direttore di “Calibano”, Paolo Cairoli, la codirettrice editoriale di effequ Silvia Costantino, il sovrintendente dell’Opera di Roma Francesco Giambrone e alcuni degli autori, Laura Pugno, Serena Guarracino, Christian Raimo, Laura Tripaldi, Simone Sauza, Anna Lea Antolini e Giuliano Danieli.

Il rapidissimo sviluppo delle tecnoscienze al quale assistiamo crea continuamente nuove possibilità esistenziali e di interazione tra essere umano e macchina – spiega il direttore di “Calibano” Paolo Cairoli – Sembra anche celare un desiderio latente: quello di creare una realtà diversa e forse migliore di quella in cui viviamo. Un modo per fuggire dal nostro mondo, verso un Eldorado “metaversico”, fantasmagorico ed eccitante. Ed è proprio qui, nell’egoismo di un desiderio consumistico ed espansionistico, e nella pretesa di vivere esperienze eccezionali e postumane, che Mefistofele può riuscire a infilare la sua coda. Perché è evidente che l’unica regola possibile per guidarci verso il superamento dei nostri limiti dovrebbe essere la salda volontà di rendere migliore il nostro mondo, le cui risorse non sono infinite, e di curare la vita dei suoi abitanti, che sappiamo non essere soltanto gli uomini”.
Il nuovo numero di Calibano lega il tema centrale del Faust, della trascendenza della finitudine umana che oggi può essere rintracciabile in forme e ambiti diversi.
Interrogandosi sul postumano, Calibano indaga sull’eredità digitale post mortem. dell’eredità digitale dopo la morte e di inquietanti forme di interazione con gli avatar dei defunti, di intelligenze artificiali e i rischi etici del suo sviluppo, di ectogenesi, gravidanze fuori dal corpo femminile e di superamento di genere con testimonianza dell’artista transgender Agnes Questionmark.

Spazio ai nuovi orizzonti di sviluppo delle arti, con i possibili sviluppi della danza nel metaverso, l’osservazione delle macchine per ampliare le modalità di produzione sonora in musica, la ricognizione del postumano nel mondo della graphic novel e delle serie tv, senza dimenticare la letteratura legata al desiderio del superamento della della finitudine umana, da Frankenstein di Mary Shelley a Poor things di Alasdair Gray, da cui è stato tratto l’omonima pellicola di Lanthimos, Leone d’oro a Venezia.

Le illustrazioni di “Calibano” sono realizzate con l’ausilio di programmi di intelligenza artificiale (Midjourney e DALL-E 3) con i quali ha lavorato l’artista grafico Merzmensch, e la copertina è un collage firmato da Giulio Paolini: in occasione dell’uscita del nuovo numero viene lanciata anche una versione online della rivista, con una serie di saggi disponibili gratuitamente su operaroma.it.

Fabiana Raponi

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