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Clitennestra

Teatro Strehler, dal 6 all’11 febbraio

Teatro Strehler, dal 6 all’11 febbraio

Clitennestra

Adattamento e regia Roberto Andò

Con Isabella Ragonese

 Una madre che vive per vendicare la morte della figlia, sacrificata dal padre sull’altare degli dèi: dal 6 all’11 febbraio, al Teatro Strehler, Isabella Ragonese è Clitennestra, la tragica regina di Micene, nell’ultimo spettacolo di Roberto Andò, tratto dal romanzo con cui Colm Tóibín ha riletto il mito classico come dramma di passioni e debolezze terribilmente umane.

 

La Clitennestra che Roberto Andò ha tratto dal romanzo La casa dei nomi del pluripremiato scrittore irlandese Colm Tóibín, arriva al Piccolo Teatro Strehler dal 6 all’11 febbraio.

«La vicenda di Agamennone, Clitennestra e dei loro figli Ifinenia, Elettra e Oreste ci perseguita per il modo in cui dimostra che la violenza genera altra violenza», scrive lo scrittore irlandese Colm Tóibín nelle sue note. «Una volta che ho iniziato a immaginare di nuovo la storia di come Clitennestra fu ingannata dal marito Agamennone, che le disse che la loro figlia Ifigenia avrebbe dovuto sposarsi, quando in realtà era destinata ad essere sacrificata, non è risultato difficile immaginare la rabbia della donna. Tuttavia, riuscivo a percepire anche le necessità di Agamennone, la sua debolezza e poi la sua risolutezza. E allora potevo immedesimarmi anche nella decisione di Clitennestra di uccidere il marito, appena le si fosse presentata l’occasione. Immaginavo poi anche Elettra, l’altra figlia, e la sua furia nei confronti della madre e del suo amante, la sua determinazione perché fossero ammazzati. Ho cercato la voce di una donna che avesse sofferto umiliazioni e perdita, e che fosse pronta, per vendetta, a restituire il peggio e godere delle conseguenze».

«Leggendo il romanzo di Colm Tóibín La casa dei nomi – racconta Roberto Andò – ho provato una grande emozione, e alla fine, quasi senza accorgermene, mi sono sorpreso a fantasticare sulla possibilità di mettere in scena il personaggio più grandioso che vi è narrato, Clitennestra. Una figura che nell’Odissea è presentata come l’anti-Penelope, il prototipo della donna infedele e assassina».

«La sua vicenda – continua il regista – è giunta a noi soprattutto grazie all’Orestea, la trilogia (Agamennone, Coefore ed Eumenidi) in cui Eschilo, nel 458 a.C., celebrò la fine del mondo della vendetta e la nascita del diritto. Nel romanzo di Tóibín, la tragica storia di rancore e solitudine, di sangue e vendetta, di passione e dolore è narrata da tre punti di vista, ma soltanto le due donne, Clitennestra e Elettra, raccontano in prima persona e la loro voce è decisamente la più drammatica. Chi conosce Tóibín sa che egli compone in ogni suo libro una drammaturgia del dolore e della perdita ed è interessato al silenzio che si crea attorno al dolore, alla vita di donne sole che portano con sé il peso di un trauma. Voci che parlano col timbro speciale conferitole della violenza subita.

Se Clitennestra ci è stata tramandata come un personaggio essenzialmente negativo, qui finalmente si trovano dispiegate le sue ragioni umane. Ed è ciò che mi ha attratto di questo testo, per il quale ho subito individuato l’attrice Isabella Ragonese. Tóibín non dà giudizi, accoglie la potenza emotiva che scaturisce da questo personaggio e ne esplora le azioni confrontandole con le parole che adopera per far luce nel buio della sua interiorità danneggiata. Ne nasce un teatro di ombre, di voci, di fantasmi, che si muove dentro e fuori: dentro, tra i labirinti della mente, fuori in un luogo senza tempo dove vivi e morti dialogano senza requie».

 

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), dal 6 all’11 febbraio 2023

Clitennestra

da La casa dei nomi di Colm Tóibín

adattamento e regia Roberto Andò

con Isabella Ragonese, Ivan Alovisio, Arianna Becheroni, Denis Fasolo, Katia Gargano, Federico Lima Roque, Cristina Parku, Anita Serafini

coro Luca De Santis, Eleonora Fardella, Sara Lupoli, Paolo Rosini, Antonio Turco

scene e luci Gianni Carluccio

costumi Daniela Cernigliaro

musiche e direzione coro Pasquale Scialò

suono Hubert Westkemper

coreografie Luna Cenere

trucco Vincenzo Cucchiara

parrucchiera Sara Carbone

aiuto regia Luca Bargagna

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Campania Teatro Festival – Fondazione Campania dei Festival

 

Lo spettacolo presenta scene di nudo

 

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.

Durata: 90 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

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