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IUC, Alexander Romanovsky è Absolute Rachmaninov

Martedì 23 gennaio ore 20.30 in Aula Magna della Sapienza il quarto appuntamento della rassegna

La seconda parte della 79esima stagione della IUC si apre martedì 23 gennaio alle 20.30 in Aula Magna della Sapienza con il ritorno di Alexander Romanovsky al pianoforte.

Nel solco dell’attenzione che la IUC dedica da sempre alle “integrali”, prosegue con il 4° concerto del raffinatissimo pianista Romanovsky con il ciclo dedicato all’integrale per pianoforte solo di Sergej Rachmaninov, in occasione del 150° anniversario della nascita del grande compositore russo. Un’occasione unica per immergersi nel mondo del compositore e seguirne i percorsi evolutivi attraverso un interprete magistrale come Alexander Romanovsky.

Mi ha sempre intrigato l’aspetto più umano di un compositore – racconta Romanovskyun aspetto che semplicemente approcciando le opere più famose non sempre si riesce a scorgere. Nel caso di Rachmaninov, ad esempio, è difficile pensare come potesse anche solo immaginare alcune melodie, alcune soluzioni armoniche e ritmiche, talmente innovative e riuscite… e, ascoltando alcune opere, magari meno famose, noi riusciamo a riconoscere alcune delle formule che il compositore ha sperimentato, cominciamo a scorgere il suo linguaggio e cominciamo a capire che quella particolare formula o una melodia molto suggestiva, in realtà ha subito un rodaggio in altre opere, capiamo che non tutto nasce subito dal nulla o dal genio puro di un compositore, ma subisce un processo… Questo è un aspetto molto affascinante che ci fa capire che anche i più grandi compositori per arrivare a quell’eccellenza, a quella perfezione unica hanno dovuto lavorare, sperimentare diverse vie. E quando ci addentriamo nel mondo del compositore attraverso le sue opere meno conosciute (ma non per questo di meno valore) vale assolutamente la pena, in particolare nel caso di Rachmaninov, sia per scoprire i suoi lati più umani ma anche per capire meglio il suo linguaggio e per ascoltare le opere più note in un modo nuovo, avendo compiuto questo viaggio”.

Descritto da Carlo Maria Giulini come “un pianista di grande talento” e definito dal New York Times “speciale, non solo possiede una tecnica straordinaria e la creatività nei colori e nella fantasia, ma è anche un musicista sensibile e un lucido interprete” Alexander Romanovsky, vincitore a soli diciassette anni del prestigioso Concorso Busoni, è continuamente ospite di palchi tra i più prestigiosi al mondo, per citarne alcuni la Sala principale del Concertgebouw di Amsterdam, La Scala a Milano, Teatro Colón di Buenos Aires, la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, le sale Suntory e Kioi di Tokyo, il Teatro Municipal a Santiago del Cile, la Sala Santa Cecilia del Parco della Musica di Roma.

Alexander Romanovsky
Nato in Ucraina nel 1984, all’età di tredici anni si trasferisce in Italia, dove studia all’Accademia Pianistica di Imola con Leonid Margarius che Alexander Romanovsky considera la figura più influente nella sua vita musicale. Nel 2009 consegue l’Artist Diploma presso il Royal College of Music di Londra. Romanovsky si esibisce regolarmente con le maggiori orchestre in Europa, Asia e nelle Americhe, tra cui le orchestre inglesi Royal Philharmonic, English Chamber, Hallé e Bournemouth Symphony Orchestra, in Italia con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Filarmonica della Scala; con l’orchestra del Teatro Mariinsky e l’Orchestra Nazionale Russa, con la NHK Symphony Orchestra, con la New York Philharmonic al Bravo! Festival Vail e la Chicago Symphony al Ravinia Festival; collabora con direttori quali Vladimir Spivakov, Valery Gergiev, Mikhail Pletnev, Sir Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, James Conlon, Krzysztof Urbanski e Diego Matheuz. Nel 2007, è invitato a tenere un concerto al Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, alla presenza di Papa Benedetto XVI in occasione del 110 ° Anniversario della nascita di Papa Paolo VI. Ha pubblicato i Concerti di Glasunov per la Warner e cinque album acclamati dalla critica su Decca – Beethoven: Variazioni Diabelli, Brahms / Schumann, Rachmaninov: Etudes-Tableaux op.39 e Variazioni Corelli, Rachmaninov: Russian Faust e, più recentemente Childhood Memories di autori diversi.
Gli anni recenti lo hanno visto estendere la propria attività a sostegno della promozione dei giovani talenti e della musica classica in collaborazione con enti importanti come ad esempio l’Accademia Musicale Chigiana.

Biglietti: € 25 – 20 – 15
Under 30 € 8

Media Partner
Per la stagione 2023-2024 la IUC ha rinnovato l’accordo di media partnership con Radio Vaticana, che si ringrazia.

Le attività della IUC sono realizzate con il contributo del Ministero della Cultura

Per informazioni
Tel. 06.3610051-52
www.concertiiuc.it
botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it

PROGRAMMA

Istituzione Universitaria dei Concerti
I CONCERTI DELL’AULA MAGNA
79aStagione 2023-2024
Martedì 23 gennaio ore 20.30
Absolute Rachmaninov
Integrale dell’opera pianistica di Sergej Rachmaninov in occasione del 150° anniversario della nascita
4° concerto

Alexander Romanovsky pianoforte

Rachmaninov/Bach Suite dalla Partita in mi maggiore per violino solo
Rachmaninov Tre Notturni giovanili
Rachmaninov/Schubert Wohin? da Die Schöne Müllerin
Rachmaninov Lilacs op. 21 n. 5
Rachmaninov/Mendelssohn Scherzo da Sogno d’una notte di mezza estate
Rachmaninov Daisies, op. 38 n. 3
Rachmaninov/Bizet Minuetto da L’Arlesienne
Rachmaninov/Čaikovskij Lullaby op.16 n. 1
Rachmaninov/Musorgskij Hopak, da La fiera di Soročincy
Rachmaninov/Rimskij-Korsakov Il volo del calabrone, da La fiaba dello zar Saltan
Rachmaninov Polka de W.R.
Rachmaninov/Kreisler Liebesleid – Liebesfreud

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