Buone vacanze. Trilogia con muro, borsa e bambino

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La Contrada – Teatro Stabile di Trieste  presenta

Maurizio Zacchigna in

BUONE VACANZE. Trilogia con muro, borsa e bambino di Carlo Tolazzi

allestimento e regia Marcela Serli

musiche Edy Meola

 

Avere a che fare con un bambino è o dovrebbe essere per un adulto un’esperienza assolutamente unica. Che sia nostro figlio, un nipote, uno scolaro, uno sconosciuto che intercettiamo in una frazione della nostra vita, un bambino è sempre la cartina al tornasole della nostra capacità di amare, ovvero della struttura affettiva raggiunta da un adulto.

Oggi la società degli adulti non pone i bambini al suo centro, non ce la fa per un milione di motivi che sfuggono probabilmente alla responsabilità del singolo; si permette invece che li ponga il “mercato”, che inevitabilmente ai bambini di una società opulenta pensa fin troppo. È infatti con la delega al prodotto acquistabile, con il ricorso diffusissimo agli animatori di feste di compleanno, con l’esposizione alla “pedagogia” televisiva, con l’iscrizione talvolta ossessiva a corsi di ogni tipo che l’adulto surroga la propria mancanza di tempo e soprattutto di fantasia. Il contributo di creatività rivolta ai bambini proviene perciò da entità troppo spesso esterne alla loro sfera affettiva quotidiana. Buone vacanze non tenta di dare soluzioni preconfezionate: affidandosi allo straordinario potere del teatro cerca solo di offrire agli adulti un momento prezioso di sosta, libero e denso di emozioni, che favorisca il riaffiorare di sensazioni lontane e il recupero di istinti creativi, di conoscenze e abilità sopite da poter condividere con i bambini della loro vita. Per costruire un mondo sentimentalmente meno analfabeta di quello attuale.

Ho chiesto a Carlo Tolazzi di pensare a tre storie che avessero per protagonista un bambino. Poi, volevo che in ciascuna delle tre storie comparissero una borsa, che serve a contenere, a portare, a nascondere… beh, si vedrà! E un muro, che può certo avere l’utilità di separare un di qua da un di là, ma intanto è perfetto per farci anche un sacco di altre cose.

 (Maurizio Zacchigna)

 

NOTE DI REGIA

Questa è una storia che racconta tante storie. Storie d’amore materno, d’amore impossibile, d’amore negato.

Storie di infanzie finite, di infanzie rubate. Storie di morte e di vita.

Ho affrontato questo monologo con la leggerezza e la visionarietà che cerco negli ultimi tempi e nei miei ultimi lavori. Con quel bisogno che sento di alleggerire il teatro, il racconto, quel bisogno di consegnare al pubblico non la pappa pronta televisiva, dove tutto è comprensibile, talmente chiaro da annoiare, da far morire la mente. Quel bisogno di avvicinare quel pubblico che sa leggere tra le righe, che ama il mistero e non ha paura di rendersi autore di quello che vede (questo spettacolo, per esempio) o della propria vita (ma questo sarebbe troppo). Il bisogno di dare volo onirico a una storia che ha necessità di essere raccontata. Ho analizzato questa necessità. Che urgenza ha questo testo? Perché il pubblico dovrebbe vederne lo spettacolo? Ho parlato con Carlo, l’autore, e gli ho chiesto di lui. Ho parlato con Maurizio, l’attore, e gli ho chiesto di lui. Ecco, forse mi interessava di più sapere perché uno l’avesse scritto e perché l’altro volesse interpretarlo.E poi l’ho chiesto a me (le risposte non le scrivo, venite a vederlo…). Quindi ho proposto variazioni… Qualcosa che aderisse di più a me: un finale diverso all’autore, un interpretazione diversa all’attore. Ho lavorato con Maurizio su una narrazione contemporanea. Su una leggerezza nel racconto: credo sia il modo migliore per raccontare una storia, oggi. Ho lavorato sull’interpretazione per renderla appunto leggera e immaginifica. E così ho pensato ad un allestimento scenico, a delle luci, a una musica che sollevasse il pensiero da terra, che ci portasse in un mondo onirico, altrove. Così la scena, le luci, la musica, l’attore s o n o e f a n n o metafora, raccontano ridendo e piangendo le storie. Ora tocca a voi raccontare la vostra storia irrequieta, invadente. Siete pronti?

Marcela Serli

 

 

Dal 28 febbraio al 4 marzo 2012,

dal martedì al sabato alle ore 21.00 – domenica alle ore 17,30

Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Teatro Belli

Piazza Sant’Apollonia 11/a Roma

Tel. 06 5894875

Per ulteriori informazioni www.teatrobelli.it

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