Cyrano de Bergerac

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Me lo ricordavo angelico, con due occhi azzurri su una faccia pulita e i capelli corti, me lo ritrovo davanti mefistofelico, coi capelli più lunghi, viso più scavato, pizzetto e baffetti alla D’Artagnan, sguardo azzurro bruciante, sciarpa azzurra come gli occhi: così si è presentato all’uscita artisti del Teatro della Fortuna di Fano Alessandro Preziosi dopo la presentazione della sua versione, attoriale e registica, di Cyrano de Bergerac.
Questo dramma post-romantico di Edmond Ronstand ha immortalato un personaggio caro all’immaginario femminile. Chi non ha mai desiderato quell’ “apostrofo rosa fra le parole t’amo”, o sognato di fronte a quelle frasi d’amore sotto il balcone di Rossana, o ammirato i giochi di parole, l’abilità con la spada, il sarcasmo di Cyrano? (“ed al fin della licenza io tocco!”)
Certo, se non avesse avuto quel brutto naso…
Ebbene, Alessandro Preziosi regista toglie il nasone a Cyrano (anche se le battute allusive rimangono) e si sofferma sulla potenzialità espressiva della sfera dei sentimenti (amicizia in primis) e delle passioni umane: secondo Preziosi non è la scarsa prestanza fisica a creare la reticenza di Cyrano, ma la sua insicurezza interiore, determinata dal tumulto dei sentimenti, dal sentirsi inadeguato alla bellezza della giovane cugina, dal timore di essere deriso, dalle mille paure che assalgono una persona innamorata.
E, anche se il Cyrano classico alla fine riesce ad apparire piacente per la forza della parola, Alessandro Preziosi attore ce lo fa piacere fin dal primo impatto, perché lui ne è l’interprete e lui oltre che bravo è anche bello. Finalmente un Cyrano amoroso e bello.
Certo il costume ridondante, di Falstaffiana memoria, non fa emergere il fisico dell’attore. Forse il costumista Alessandro Lai voleva riportarci in mente che “nel mondo tutto è burla” e che noi siamo alla fine “tutti gabbati”, ma, avendo un Preziosi a disposizione, non doveva dimenticare che Cyrano era uno spadaccino agile e scattante e quindi con un fisico atletico da non camuffare.
Nel gesto e nella recitazione Preziosi ha la spavalda fierezza di un guascone e la nostalgica sensibilità del poeta. In scena è affiancato da  quattordici bravi giovani attori, alcuni esordienti e alcuni formati alla scuola dell’accademia Link Accademy, diretta dallo stesso Preziosi.  Cristiano è egregiamente interpretato dal giovanissimo attore danese Benjamin Stender,  che parla l’italiano con accento straniero, Rossana è la bella ed elegante Valentina Cenni, tra gli altri attori menzioniamo Massimo Zordan, Emiliano Masala, Marco Canuto. Nell’allestimento di Khora teatro la scenografia costituita di impalcature in ferro, pedane, scale  e soppalchi è di Andrea Taddei, le luci ben circostanziate sono di Valerio Tiberi e le musiche di Andrea Farri.
La produzione è curata da Alessandro Preziosi, Aldo Allegrini e Tommaso Mattei. Traduzione e adattamento da Rostand di Tommaso Mattei.

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