Disturbi di memoria

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È datato 1988, ha avuto un notevole successo di pubblico e ritorna nell’ambiente intimo del Piccolo Bellini per allietare le nostre sere: stiamo parlando dello spettacolo dal titolo “Disturbi di memoria”, scritto dal drammaturgo napoletano Manlio Santanelli più di venti anni fa, ma ancora capace di calamitare l’attenzione del pubblico.

Questo nuovo allestimento è affidato alla regia di Renato Carpentieri che ha scelto Mario Porfito e Lello Serao per i due amici protagonisti della vicenda.

La scena è trasformata in un piacevole salotto dalle luci soffuse dove tutto è in ordine ma dove a fine rappresentazione regnerà il disordine. I due protagonisti sono come il giorno e la notte, distanti sia nel pensiero sia nelle azioni. Severo De Angelis, rappresentante di non precisate merci, colorito nel modo di parlare e dal pensiero profondamente maschilista va a trovare l’amico d’infanzia che non vedeva da quasi trent’anni, ovvero Igino Venturi, l’altra faccia della medaglia, compìto avvocato penalista dall’alto senso del pudore: la scusa è quella di una breve sosta di un’ora prima di un volo. L’incontro si trasforma in scontro, la conversazione tra i due amici di un tempo ne rileva le profonde differenze, soprattutto nel sentimento del tempo. Severo non perde occasione per rinvangare vecchi ricordi, considerando il tempo andato un tesoro, solo per il fatto di essere stato vissuto, mentre Igino ritiene che dal passato non si possa imparare nulla e brinda alla “libertà di dimenticare”.

Inutile il tentativo di Igino di sfuggire alla spirale di ricordi messa in atto da Severo, alla fine le sue difese crolleranno e tutto quello che negli anni ha cercato di rimuovere riesplode prepotente. Come una seduta di psicanalisi indesiderata Igino mette a nudo se stesso e segreti per troppi anni taciuti troveranno libero sfogo.

Lo spettacolo sotto una superficie comica nasconde tematiche impegnative, quali omosessualità e pedofilia.

 

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